
Nel capitolo XXVI del Don Chisciotte, Cervantes descrive l' episodio di Don Gaiféro che libera la sua sposa, Melisendra, prigioniera dei Mori a Saragozza.
Sta giocando a scacchi don Gaiféro dimenticando Melisendra.
L' imperatore CarloMagno ... sdegnato dal comportamento di don Gaiféro, lo rimprovera aspramente e sembra volerlo colpire con lo stesso scettro che tiene in mano.
In un gesto di collera contro se stesso don Gaiféro butta lontano da sé la scacchiera e i pezzi.
Questo episodio è stato ripreso anche nell'Opera dei Pupi siciliani, come abbiamo evidenziato già da tempo.
E, a proposito di pupi, nel Trattato dell' Inventione et Arte Liberale del gioco di scacchi di Alessandro Salvio, nel discorso terzo, leggiamo:
Altri poi somigliano il gioco di scacchi alla scherma onde tutta questa ottava dell'Ariosto all'hora quando introdussse Rinaldo, e Sacripante à combattere, si puote al gioco di scacchi applicare, e per soddisfare vi si presenta intera:
Fanno hor con longi, hora con finti, e scarsi
Colpi vedere; che mastri son del gioco:
Hor li vidi altieri, hor rachinarsi
Hora mostrarsi, hora coprirs'un poco,
Hora spingere innanzi, hora ritrarsi,
Ribatter colpi, e spesso lor dar loco:
Volgendo intorno; e donde l'uno cede
L'altro haver posto immantinente il piede.
Anche questo passo è stato rappresentato nell'opera dei pupi. Il pavimento del teatrino era disegnato a grandi quadrati bianchi e neri. Rinaldo veniva mosso con il movimento dell'Alfiere.
Nel video possiamo vedere i Pupi sulla scacchiera.
I due duellanti, Rinaldo e Sacripante, sono rigorosamente riprodotti.
Ogni Paladino è riconoscibile dai colori del mantello e dalle insegne. Rinaldo è il secondo Paladino, cugino del conte Orlando.
La sua insegna è il leone che porta raffigurato sullo scudo, sulla corazza e sull'elmo. Il suo mantello è verde. E' biondo con i baffetti e il pizzetto.
Carmelo Coco. Copyright