Informatica e scacchi


    Da quando è stato sviluppato il primo software per giocare a scacchi, l'informatica ha dato un importante contributo allo scacchista.
    Ma esiste il caso contrario, un caso nel quale siano stati gli scacchi a fornire un contributo all'informatica?
    La progettazione della protezione di un computer è una componente molto interessante e affascinante. Ma l'abilità tecnica non basta. Ci vogliono sempre nuove idee perché le odierne tecniche d'intrusione ed attacco sono silenziose e, sfortunatamente, non individuabili dai normali programmi di alarm.
    Oltre a particolari accorgimenti, che solo l'esperienza di chi lavora da anni sul web può sviluppare, è bene dotare il proprio computer di adeguate protezioni.
    Una ricerca scacchistica mi ha permesso di sviluppare la progettazione di un nuovo tipo di protezione che uso sul mio computer. Non citerò il libro di cui mi sono servito, conosciuto da pochi specialisti del settore, ma, credetemi, tutti gli scacchisti dovrebbero leggerlo.
    Il passo ispiratore esponeva un concetto molto complicato. Non presumo di averlo capito appieno ma , nella sua formulazione semplificata, sentenziava così:

mantieni un'ascia in equilibrio sulla capocchia di uno spillo.

    Passare dalla forma letterale a parametri matematici e svilupparli in programmazione adeguata non è stato facile e mi ha impegnato per lungo tempo.
    Adesso la sentenza deve essere lette così:


la protezione mantiene un'ascia in equilibrio sulla capocchia di uno spillo infisso per un decimo della sua lunghezza su una complessa struttura bi-piramidale.


    Neanche a dirlo, le due piramidi, una virtuale e l'altra vera, non sono altro che due scacchiere rettificate matematicamente.

         


    Complicato davvero, ma è l'unico esempio nel quale la ricerca scacchistica soccorre l'informatica e non viceversa.


Carmelo Coco.   Copyright