Heautontimorumenos e scacchi


    Heautontimorumenos nel titolo originale, il punitore di se stesso nella traduzione, è una tragedia di Terenzio scritta intorno al 163 a. C.
    L'heautontimorumenos ha relazione con gli scacchi?
    I sotterranei del Vaticano è, assieme a La porta stretta e all'Immoralista, uno dei libri più controversi e amati di André Gide. Il libro, pubblicato nel 1914, dopo la clamorosa rottura con lo scrittore cattolico Paul Claudel, è considerato dai critici ironicamente anticattolico.
    I sotterranei, così lo volle lo stesso Gide, è intriso di ambiguità e mistero.
    Lafcadio Wluiki, il protagonista, è pieno di slanci verso il prossimo (salva dalle fiamme un bambino a rischio della propria vita) e di atti gratuiti (commette un omicidio senza motivo).
    Tutti i libri di Gide contengono autoconfessioni e ampie parti autobiografiche.
    Il gioco degli scacchi, per esempio, doveva essere ben conosciuto (anche se non praticato) da Gide. Dal libro apprendiamo, infatti, che Lafcadio imparò a giocare giovanissimo.

La seconda estate, Ardengo Baldi venne a raggiungerci; in quell'occasione mi insegnò a giocare a scacchi. Abituato da Heldenbruck al calcolo mentale, giocavo senza guardare la scacchiera.


    La parte scacchistica che più ci interessa è intellettualmente sorprendente:

Per aver vinto Protos agli scacchi = 1 punta.


    Il senso di questa frese rimane misterioso per un paio di pagine, fino a quando leggiamo il seguente passo:

Trasse di tasca un temperino dalla lama affilatissima e, attraverso la tasca dei pantaloni, l'affondò di colpo nella coscia.


    Il protagonista del romanzo, Lafcadio Wluiki, si autopunisce per aver vinto una partita a scacchi.
    Nella scala delle autopunizioni descritte nel libro, da 1 punta a 4 punte, quella relativa agli scacchi è certamente minima. Il castigo imposto a se stesso e la relativa autosofferenza è, per il giovane Lafcadio, un atto di liberazione.
    E in questo esempio scacchistico, come in altri nel libro beninteso, c'è un aspetto del contrasto tra Gide e il cattolicesimo.
    Senza addentrarci nella complessità del libro, notiamo che il gioco degli scacchi doveva essere ben conosciuto da Gide.
    Il gioco di memoria senza scacchiera, non può essere stato scelto dallo scrittore francese senza un motivo ben preciso. Tale metodo di gioco costituisce, infatti, una variante del gioco classico, intrisa di complessità, di problematiche diverse e più accentuate rispetto al gioco normale e regolare.
    Quasi una provocazione per lo scacchistica anche se bravo, una prova da superare.
    Un modo di giocare e di affrontare la vita da un punto di vista differente dall'usuale.
    Una esigenza sempre viva e che sempre ha sgomentato e affascinato lo scrittore francese.


Carmelo Coco.   Copyright