Gioco doppio alla cieca in totale assenza di scacchiera




    Nel video mostriamo due esempi di gioco di memoria come veniva chiamato nel 600 o alla cieca come comunemente si definisce oggi.
    Come si svolgeva il gioco?
    Il giocatore impegnato alla cieca voltava le spalle alla scacchiera. come nella simultanea tenuta da Philidor al Café de La Régence il 13 Novembre 1858 Alcune volte poteva anche essere bendato, come nell'esibizione tenuta da Philidor al Parsloe's Club nel 1794.
    Gli avversari (quando più di uno) si sistemavano davanti alle scacchiere sulle quali eseguivano le proprie mosse e quelle del giocatore alla cieca. Le mosse venivano dichiarate ad alta voce dai giocatori. A volte era un arbitro ad eseguirle per il giocatore alla cieca. Anticamente veniva utilizzato un mossiere.

    La scacchiera, comunque, era sempre presente per i giocatori impegnati nella sfida contro il giocatore alla cieca. Potevano su di essa controllare la posizione dei pezzi, analizzare le combinazioni, etc. Il giocatore alla cieca doveva basarsi, invece, solo sulle sue capacità di visualizzazione mentale, sulla memoria, su personali metodi mnemonici.
    La più antica annotazione italiana sul gioco alla cieca in Italia (ma con giocatore straniero) è del Villani.
    Nel libro ottavo, capitolo XII de La nuova cronica (1) si legge In questi tempi (2) venne in Firenze uno Saracino (3) ch'avea nome Buzzeca, ed era il migliore maestro di giucare a scacchi, e in su il palagio del popolo dinanzi al conte Guido Novello giucò a un'ora a tre scacchieri co' migliori maestri di scacchi di Firenze, cogli due a mente, e coll'uno a veduta; e gli due giuochi vinse, e l'uno fece tavola; la qual cosa fu tenuta grande maraviglia. (4)
    Chi fu il primo italiano a giocare alla cieca?
    Nel 1500/1600 il gioco era ampiamente conosciuto e praticato. Il Damiano, ad esempio, nel Questo libro e da imparrare a giocare a scachi et de le partite stampato a Roma nel 1512 dedica il capitolo X e XI al gioco di memoria, insistendo sulla necessità di avere buona memoria, dando pareri su come migliorarla, assegnando dei numeri alla case in modo da stabilire facilmente il loro colore, ed altri accorgimenti.
    Anche gli spagnoli Ceron e Ruy Lopez furono dei buoni giocatori di memoria.
    Ma chi fu il primo italiano?
    Nel Trattato del 1604 il Salvio dedica ampio spazio al gioco di memoria Vero modo del giocare di Memoria, per li provetti, e per li principianti da impararsi il gioco. nel quale espone e spiega il uo facilissimo metodo. Il Salvio stesso era un buon giocatore di memoria. A fine capitolo cita Gio. Domenico D'Arminio come giovane di molte virtuose qualità adorno ..... nel gioco di memoria non men de gli altri si prevale.
    I primi giocatori siciliani a giocare alla cieca, dei quale si trovano riferimenti su opere pubblicate, sono Paolo Boi e Orazio Paternò.
    Carrera ritiene Paolo Boi superiore à tutti i giocatori di Sicilia, e giocar di memoria, nel che fù mirabile, perchè in uno istesso tempo giocando à mente con tre Scacchieri ragionava di diverse cose co' circostanti.
    Una estrema abilità, dunque, in un gioco già difficile.
    Ma vogliamo mettere in risalto un sistema ancora più complesso del gioco alla cieca, trascrivendo una straordinaria annotazione del Carrera.
    Parlando di Paolo Boi nel libro il gioco de gli scacchi, dice, infatti,

si fe' vedere anc ora in Ungheria, ove giocò co' Turchi, i quali fanno profession particolare del gioco usandolo di essercitarlo à memoria camminando à cavallo.


    E' solo una piccola annotazione ma importantissima. E, finora, completamente sfuggita all'attenzione degli studiosi.
    Non più, infatti, un solo giocatore che gioca alla cieca con uno o più avversari, ma tutti e due a memoria e con la totale assenza della scacchiera, mentre cavalcano fianco a fianco.



Nota:
1) Villani Giovanni (1280 ca. - 1348) cronista italiano. Redasse "La nuova cronica" in 12 libri (Questo libro si chiama la Nuova cronica, nel quale si tratta di più cose passate) a partire dalla leggendaria torre di Babele e dal re dei GIganti, con particolare riferimento alla storia di Firenze (e spezialmente dell'origine e cominciamento della città di Firenze).
Matteo Villani, fratello di Giovanni, continuò la redazione della Cronica fino al 1363, mentre suo figlio, Filippo, la estese fino al 1364.
2) Intorno al 1265-66, la datazione è controversa.
3) Bisogna attentamente considerare che il termine Saraceno si dava, erroneamente, per estensione, a tutti i Musulmani.
4) Grande meraviglia, scriveva Villani. Quasi le stesse parole usò il giornalista del News-papers nell'articolo del 28 Maggio 1783 per descrivere la simultanea alla cieca tenuta da Philidor a Londra il giorno prima.

Carmelo Coco.   Copyright