Ancora oggi non è chiaro cosa rappresentasse in origine la Torre:
un carro da guerra, un cavaliere, un elefante,un vicario, una nave?
Neppure la confusa etimologia della parola risolve l'enigma

UN MISTERO FATTO A PEZZI: LA TORRE


(Terza ed ultima parte)


di Gianfelice Ferlito


    Per quanto riguarda il nome del pezzo Torre nello catrang, Sir William sosteneva che i Persiani ricevendo dagli Indiani il gioco degli scacchi, adottarono forse passivamente il nome roka persianizzandolo in Rukh per indicare il pezzo iniziale del caturanga ratha e gli Arabi si adeguarono similmente.
    Sir William avvertiva infatti giustamente che il termine rukh nel persiano di Firdausi (936-1020) non significava carro o nave ma era sinonimo di mubariz, cioè eroe, campione o in altri casi aveva il significato di un uccello favoloso a due teste o veniva riferito proprio a quel pezzo degli scacchi. Anche nel persiano di Giami (1412-1492) ruhk significava per lo più guancia o faccia. Ma mai era riferito a carro da guerra. Vi si riscontava quindi una grossa discrepanza tra il nome del pezzo e il significato persiano del termine.



Germania. Porcellana Meissen disegnata nel 1752-53

    Sir William aveva toccato invero un punto assai difficile da spiegare. Tanto è vero che questo termine ha poi dato da pensare a moltissimi esperti di pahlavi che hanno versato fiumi d'inchiostro a questo proposito. La questione venne trattata a fondo quando si tradusse il testo di un anonimo persiano del VI secolo dC intitolato "Wizarisn i catrang ud nihisn i new-ardaxsir" (La spiegazione degli scacchi e l'invenzione della Tavola reale) che descrive i pezzi di un catrang che “così raccontano”, dice testualmente il testo, arrivarono dall'India in Persia nel 570 circa.
    Ancora oggi la questione è assai dibattuta ed aperta. A questo proposito l'interpretazioni del Prof. Antonino Pagliaro (1940, Rivista degli studi Orientali, p.330/2) sembrava esser definitiva (Skt.ratha > avestico rata MP raxv > NP rux > rukhkh arabo > Lt Me rochus > It.Me rocco-rocca > It.Mo torre) ma studi in corso di pubblicazione rimettono in discussione anche questo processo fonetico. Il termine pahavi potrebbe riferirsi a vicari del Capo dell'esercito (Re), e non ai carri da guerra. Come abbiamo visto già così il frate De Cessole li definiva nel XIII secolo. Strana coincidenza o conoscenze a noi non pervenute? Il capitano inglese Hiram Cox, nel 1799 dopo 5 anni dalla morte di Sir William, in un articolo chiamato "Burmha Game of Chess" sostenne fra l'altro che il termine di Ruhk in persiano deriverebbe da "Roka" cioè nave in sanscrito.
    A riprendere il discorso etimologico venne avanti dopo circa 60 anni l'inglese Prof. Duncan Forbes ("The History of Chess" Londra, 1860). Secondo Forbes la traduzione accurata del testo sanscrito indicava che il pezzo descritto come Elefante nel gioco dei Quattro Re si muoveva come la nostra Torre. Secondo il Dr. Forbes la traduzione del movimento dell'Elefante descritto in sanscrito con l'avverbio "chatushtayam" significava che esso si moveva "nelle direzione dei 4 punti cardinali" e non, come Sir William aveva tradotto "in tutte le direzioni come la Regina "(dimostrando in ciò purtroppo una imperdonabile ignoranza sull'origine del movimento moderno della Donna). Quindi secondo il Dr. Forbes la Torre era l'Elefante e se ne stava vicino al Re e la Nave all'angolo dello schieramento era il nostro Alfiere,come da disegno riportato a pag 18 del libro di Forbes.



Russia. Legno decorato a colori
Chiesa greco-ortodossa, XX secolo


    Secondo il Dr.Forbes il termine Rukh persiano deriverebbe, come aveva anticipato il Capitano Cox, dal termine sanscrito Roka (nave).
    La maggioranza degli studiosi oggi concordano nell'affermare che dall'arabo ruhk venne il termine latino medievale Rochus, l'italiano medievale Roc, Roque, Rocco, Rocca, Castello inteso come Fortezza e infine Torre.
    Tuttavia sappiamo che i russi ancora oggi chiamano la Torre Ladya termine che significa nave, imbarcazione. Secondo lo storico russo Dr. Isaac Linder questo potrebbe venir spiegato da una superficiale rassomiglianza della raffigurazione geometrica-astratta della ruhk (islamica) a quel tipo di imbarcazione russa che veniva utilizzato dai mercanti slavi e dalle loro guardie per navigare lungo il Dneiper, il Don e il Volga, sul Mar Nero e sul Caspio. Adottando lo shatranj gli slavi cambiarono la straniera ruhk in ladya, la forma diede origine alla nuova parola e a una nuova forma. (The art of chess pieces, Mosca, 1994)
    La Torre ebbe quindi diverse configurazioni dal Cavaliere, Vicario del Re come in De Cessole, al pezzo islamico a forma di M stilizzata che potrebbe ricordare il carro di fronte.Alla quadriga, come negli scacchi di Carlomagno, a degli Elefanti con sopra un baldacchino o a stilizzati corni rovesciati. O a castelli con due torrette. Se non addirittura alla nave a vele spiegate come nella versione decorativa russa. Insomma la configurazione passata del pezzo Torre è sempre stata piuttosto incerta e multiforme-


[Pubblicato su Scacco, n. 9, Settembre 1998, pp. 38-39]