NELLO SPORT DELLA TRECCANI,
TRA RUGBY E SCHERMA,
ORA CI STANNO... GLI SCACCHI


di Gianfelice Ferlito


    Come ricorderete, Scacco, nel mese di febbraio 1995, aveva pubblicato un mio articolo, intitolato «L'Enciclopedia Italiana Treccani s'aggiorna sugli Scacchi».
    Dopo alcuni mesi una lettera di Alvise Zichichi («Il lettore scrive... » vedi Scacco, maggio 1995, pag. 234) chiarì alcuni aspetti della sua pregevole opera d'aggiornamento, che se pur lodata nel mio articolo, aveva pur nondimeno destato in me alcune riserve per l'omissione di alcune informazioni più che dovute a coloro che avessero consultato l'Appendice V (P-SN) 1979-92 dell'Enciclopedia Treccani alla voce «Scacchi».
    Fra le omissioni segnalavo, fra l'altro, la mancanza di informazioni «sui maggiori giocatori ltaliani che si sono succeduti dal 1920 al 1994 e sulla loro consistenza in campo nazionale ed internazionale».
    Nella lettera di commento al mio articolo, Zichichi ci precisava il piano redazionale dell'Enciclopedia (a tutti i lettori della Treccani sconosciuto fino ad allora), e cioè che i risultati agonistici degli scacchisti sarebbero stati elencati nell'ultimo Volume dell'Appendice V 1979 92 (SO-Z) quale vero e proprio lemma dello Sport . Da ciò conseguiva che l'omissione da me segnalata era più che giustificata visto che l'argomento sarebbe stato trattato, sempre da Zichichi, successivamente nella voce «Sport».
    In effetti questo piano era una grossa novità per la Treccani dal momento che in tutte le tre precedenti Appendici d'aggiornamento (193848; 1949-60; 1961-78) la Treccani aveva sempre tralasciato il lemma scacchi nella voce Sport. Si passava invariabilmente dal lemma rugby al lemma scherma, aggiornando con dovizia i risultati agonistici di queste discipline durante i decenni.
    A metà dicembre 1995 il quinto volume dell'Appendice V 1979 92 (SO- Z) della Treccani è stato pubblicato; in esso Alvise Zichichi finalmente illustra la disciplina agonistica scacchi quale lemma della voce Sport.
    In questo suo lavoro, Alvise Zichichi non ha fatto un aggiornamento, come per la voce «Scacchi» del precedente volume dell'Appendice V (P-SN) 1979-92, ma bensì una ricostruzione ab antiquo (XVI sec.) dell'attività agonistica e competitiva degli scacchisti per arrivare, nei diversi campionati maschili e femminili, al 1994195.
    Per tale inserimento scacchistico-agonistico la Treccani ha lasciato a disposizione dell'Autore circa ben 4 pagine (171-175) che sulle 94 totali della voce Sport (106-202) rappresentano di già un bel successo per gli scacchi.
    Basti pensare che il lemma bridge, nella cui attività agonistica l'Italia ha vinto per dieci anni di fila (1957-68) i Campionati del mondo, ha ottenuto una sola pagina, pur essendo tale lemma per la prima volta inserito nel discorso Treccani dello Sport.
    Il lavoro di Alvise Zichichi è stato necessariamente succinto, ma completo e di grande interesse, sia dal punto di vista nazionale che internazionale.
    I temi trattati da Zichichi sono stati:

«Evoluzione delle competizioni scacchistiche»
«Campionati del mondo individuali maschili»
«Campionati del mondo individuali femminili»
«Olimpiadi scacchistiche (a squadre), maschili e femminili»
«Olimpiadi maschili»
«Olimpiadi femminili»
«Campionato del mondo a squadre»
«Altre competizioni internazionali»
«Campionati italiani individuali»
«Campionati italiani a squadre. Altri Campionati»
«Successi italiani in campo internazionale: Grandi Maestri, Maestri Internazionali»
«Premio internazionale e nazionale di scacchi "Gioacchino Greco"».

Siamo grati ad Alvise Zichichi per la sua opera enciclopedica che rende facilmente consultabile tutta la storia agonistica della scacchistica nazionale e internazionale in poche pagine.
    Tuttavia ci rimane una perplessità: perché mai gli scacchi e il bridge sono diventati solo ora, almeno per la Treccani, un lemma sportivo? La definizione di sport, data dalla Treccani e in cui si chiarivano le tendenze ed aspetti dello sport moderno, non è cambiata dal lontano 1936 (voi. XXXII, pag. 415).
    Secondo tale definizione infatti lo sport ha le caratteristiche profonde di inutilitarietà («solo in senso ristretto, poiché, al pari di tutte le azioni umane, essa avrà tuttavia uno scopo» e ancora lo sport potrebbe soddisfare una logica «reazione alla utilitarietà della vita quotidiana»), di artificiosità («subordinazione a regole e limitazioni volontariamente accettate»), di agonisticità («senza gara, o senza scopo anche remoto di una gara, o senza il desiderio anche non immediato - di emulate o sorpassare uno o più avversari non vi è propriamente sport»), di specializzazioni («immediato e primario suddividersi in una pluralità di forme ben definite e circoscritte»). E sempre la Treccani sottolineava che «l'agonisticità conduce facilmente a svalutare l'esigenza del fair play, a considerare l'avversario come un nemico, a voler la vittoria con qualunque mezzo...».
    Tutte quattro le caratteristiche ben si addicono agli scacchi quando da diletto e divertimento diventano attività agonistica (professionale e/o dilettantistica). È quindi sorprendente che solo dopo 60 anni da queste definizioni si sia arrivati ad ammettere ufficialmente, almeno nella Treccani, gli scacchi tra le attività sportive a buon diritto. Ma visto che la Fsi non è ancora tra te 39 Federazioni Sportive riconosciute in Italia dal Coni (ufficialmente è associata e sotto osservazione), ben venga almeno questo inserimento della Treccani, anche se tardivo.
    È mio personale convincimento che oggi sarebbe vantaggioso se l'intero fronte scacchistico italiano (Fsi e lega scacchi Uisp) si compattasse sotto un'unica egida, da crearsi, per ottenere l'inserimento sportivo ufficiale nel Coni di tutte le forze scacchistiche operanti in Italia.

[Pubblicato su Scacco, n. 1, Gennaio 1996, pp. 26-27]