Alcune delle esposizioni, su cartelloni sistemati a cavalletto, alla sala Etna dell'Hotel Una Palace. Le riproponiamo in formato html.

ESPOSIZIONE N.1: "Scacchi e scrittori siciliani": dai più antichi versi sugli scacchi in dialetto siciliano di Giovanni Meli a Verga, Capuana, Pirandello, Bufalino. (di Carmelo Coco).






GIOVANNI MELI



(Palermo, 6 marzo 1740 – Palermo, 20 dicembre 1815)
poeta palermitano



    Di grande interesse è D. Chisciotti e Sanciu Panza - Poema eroi-comicu in ottave per complessivi 12 canti (contenuto nel terzo volume delle Poesie siciliane), tratto dal Don Chisciotte del Cervantes.
    In Avvertimenti morali e politici - Poesie siciliane (1), volume secondo, troviamo i più antichi versi in dialetto siciliano riguardanti gli scacchi:

Chista vita zocch'è? ... Jocu di scacchi,
Finutu, Re, e pidini entranu in sacchi.


(Traduzione in lingua italiana)
Questa vita cos'è? ... Gioco di scacchi,
Finita la partita Re e pezzi entrano nei sacchi.

    E' evidente il riferimento al Don Chisciotte del Cervantes e all'allegoria del sacco (Libro secondo capitolo XII - vedi anche l'articolo Il perfetto Ouroboros di Cervantes).

    Da Favuli morali (Favole morali) segnaliamo anche la fiaba intitolata L'aquila, e lu riiddu.
    C'era un tempo in cui gli uccelli vivevano in armonia. Un giorno si radunarono su un monte per eleggere il loro Re. L'aquila era la favorita ma un piccolo uccello riuscì a volare più in alto di lei. (2)

L'Aquila esclama, e dici : Vi nni smentu
Lu sforzu di vular'eu l'àju fattu.
Ripigghian'iddi: però lu talentu
A li toi sforzi a datu scaccu-mattu.


(Traduzione in lingua italiana)
L'aquila esclama: "vi smentisco.
Lo sforzo di volare l' ho fatto".
Replicarono gli altri: "però il talento
ai tuoi sforzi ha dato scacco matto".



Note:
1) Titolo completo: Poesie siciliane dell'abate Giovanni Meli pubblico professore di chimica nella Reg. Accademia degli Studi di Palermo in cinque volumi stampati a Palermo da Solli nel 1787.
2) E' il beccamoschino, piccolo uccello comune sull'Etna che può volare fino a 1.400 metri di altezza.


LUIGI CAPUANA



(Mineo, 28 maggio 1839 – Catania, 29 novembre 1915)

giornalista, scrittore e teorico della corrente Verismo. Scrisse fiabe, novelle, racconti. Il suo più famoso romanzo è Il marchese di Roccaverdina.



    Nel romanzo Giacinta (pubblicato a Catania nel 1890 da Nicolò Giannotta), troviamo diversi riferimenti agli scacchi. Ecco il più importante, nel quale Andrea Gerace, innamorato di Giacinta, con un'amara riflessione si identifica con un pezzo degli scacchi.
    Nella parte seconda, capitolo I, durante una riunione in casa Marulli, l'argomento di discussione è l'annunciato matrimonio tra la giovane Giacinta e l'anziano Conte Grippa di San Celso.

Erano arrivati, uno dopo l'altro, Ernesto Porati, l'avvocato Ratti e il cavalier Mochi; poi il ricevitore Rossi coll'ingegnere Villa per la solita partita a scacchi.
Andrea li aveva salutati con un cenno del capo, rimanendo in disparte, senza neppur badare alla conversazione: e la mano pelosa del Villa che, esitante, teneva sospeso sulla scacchiera l'alfiere bianco, gli faceva riflettere che anche lui era stato tenuto, per due anni, sospeso a quel modo, proprio come un pezzo da scacchiera, finché la Giacinta non si era decisa a far la bella mossa ... di sposare il conte Grippa!
Ed era finita!





GIOVANNI VERGA



(Catania, 2 settembre 1840 – Catania, 27 gennaio 1922)


scrittore, uno dei maggiori esponenti del Verismo. Notissimo per i romanzi I Malavoglia (1881), Mastro don Gesualdo (1889) e per il dramma Cavalleria rusticana (1884).

    La novella Paggio Fernando (1) racconta la storia di una messa in scena de La partita a scacchi di Giuseppe Giacosa.
    Una rappresentazione tribolata, mal riuscita e umoristica. Il finale è disastroso ed è racchiuso in queste brevi parole: Andò a rotta di collo la Partita a Scacchi ...


    Eros (2) è un romanzo che narra le inquietudini del cuore (e i successivi eccessi) del marchese Alberto Alberti innamorato della cugina Adele Forlani e della sua migliore amica, la contessina Velleda Manfredini. Diverse le citazioni sugli scacchi presenti nel libro.
    Nel capitolo VI:

La signora Zucchi ... si dava un gran da fare per mostrarsi disinvolta, ed era sempre in moto, ora ad annoiare il signor Forlani che giocava a scacchi col notaio ...

    Nel capitolo XVI:

Dopo il pranzo le ragazze si misero al piano, il signor Forlani preparò i famosi scacchi ...

Velleda ... cantava con una mano appoggiata al pianoforte: la luce delle candele, difesa dalle ventole, giocava coi delicati chiaroscuri del suo viso; nella sua voce c'erano vibrazioni che facevano trasalire, che gli ascoltatori sentivano scorrere nelle loro fibre; i giocatori avevano lasciato gli scacchi ...



    Rose caduche è una commedia in tre atti pubblicata postuma sulla rivista Maschere nel giugno del 1928.
    Nel secondo atto, scena IV, durante il ricevimento in casa dell'attrice Adele Landi, troviamo questo breve riferimento agli scacchi:

Adele: ... Commendatore, in quella sala c'è un tavolino di scacchi. Le procurerò un partner degno di starle a fronte: la contessa Gigotti.



Note:
1) La novella è contenuta nella raccolta Don Candeloro e C. pubblicata a Milano da F.lli Treves nel 1894.
2) Pubblicato a Milano dall'editore Brigola nel 1875.




LUIGI PIRANDELLO



(Agrigento, 28 giugno 1867 – Roma, 10 dicembre 1936)

drammaturgo, scrittore e poeta, venne insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1934.

Tra le sue opere teatrali ricordiamo: Così è (se vi pare); Il giuoco delle parti; Sei personaggi in cerca d'autore. Tra i romanzi Il fu Mattia Pascal; Uno, nessuno e centomila.

    In Novelle per un anno troviamo diversi riferimenti sugli scacchi. Ecco alcuni esempi.

    La novella Berecche e la guerra è l'amara storia di Federico Berecche, professore di storia in pensione, e della sua passione e ammirazione per la Germania. Ma i principi nei quali credeva verranno messi in dubbio e poi letteralmente distrutti quando la Germania, alleata dell'Austria, attaccherà l'Europa nella prima guerra mondiale.
    Nella birreria romana che Berecche frequenta

sul marmo d'un tavolino, gli fanno la caricatura: una scacchiera, e Berecche che vi passeggia sopra con la gamba levata a modo dei fantaccini tedeschi e un elmetto puntuto, a chiodo, sul testone.
La caricatura è nella scacchiera: per dire che Berecche vede il mondo cosí, a scacchi, e vi cammina alla tedesca con mosse ponderate e regolari, da onesta pedina
(1) appoggiata al re, alle torri, agli alfieri.


    La novella La buon'anima racconta la triste storia di Bartolino Fiorenzo che, sposata una vedova, si vede costretto a vivere con l'ossessiva presenza della buon'anima del defunto primo marito della moglie.

... il Motta si faceva la solita partita a scacchi col signor Anselmo, zio di Bartolino;

    La novella Pari racconta la storia di due amici, Bartolo Barbi e Guido Pagliocco, entrambi impiegati al Ministero dei Lavori Pubblici, dei loro giorni sempre uguali, pari in tutto.

Giocavano a dadi o a scacchi o a dama, intramezzando alle partite pacate e sennate conversazioncine o sui superiori o sui compagni d'ufficio o su le questioni politiche del momento o anche su le arti belle, di cui si reputavano con una certa soddisfazione estimatori non volgari.


    La novella Il coppo racconta la tragica storia del pittore Bernardo Morasco che, per mantenere la famiglia, si era adeguato a dipingere su commissione, rinunciando alla vera Arte:

... tordi, per tutti i negozianti di quadretti di genere: cavalieri piumati e vestiti di seta che si battono a duello in cantina; cardinali parati di tutto punto che giuocano a scacchi in un chiostro.


Nota:
1) Nella terminologia scacchistica non esiste la pedina ma il pedone. E' a questo umile pezzo che si riferisce Pirandello.




GESUALDO BUFALINO



(Comiso, 15 novembre 1920 - Comiso, 14 giugno 1996)

scrittore. Tra le sue opere più note ricordiamo: Diceria dell'untore (1981, vincitore del premio Campiello), Le menzogne della notte (1988, vincitore del premio Strega).

    Giocatore lui stesso, ha inserito molti riferimenti sugli scacchi in diversi suoi lavori (Qui pro quo, Calende greche, Saldi d'autunno).
    Di grande interesse per gli appassionati di scacchi è Shah Mat. L’ultima partita di Capablanca romanzo incompiuto. (1) Narra le ultime ore di vita del grande campione cubano José Raul Capablanca morto a New York l' 8 marzo 1942.
    Shah mat: cosa significano queste due parole?
    E' lo stesso Bufalino ad averne spiegato, anni prima, il preciso significato. In un articolo (2) dedicato a un'altro grande scacchista, Paul Morphy, ha scritto: Shah mat, scacco matto, la parola che sottolinea la sfida, e che non per nulla rimanda al verbo della corrida, al sanguinoso matar, significa in arabo che lo scià è morto e che l'universo s'è spento con lui.
    E chi meglio di Capablanca poteva dare un giudizio sulla vita e gli scacchi?
    Ecco che cosa dice il grande scacchista, nel libro di Bufalino, alla sconosciuta che ha incontrato in un cinema: Sai cosa scrisse un poeta persiano tanti secoli fa? Che noi siamo solo pezzi da gioco mossi da un giocatore invisibile. Giochiamo una partita sulla scacchiera della vita e uno dopo l’altro torniamo in silenzio nella cassetta del nulla ...
    La cassetta ... il contenitore, cioè, dove vengono riposti gli scacchi a fine partita (ancora una volta l'allegoria del sacco medievale! come in Cervantes e in Giovanni Meli).

Note:
1) Pubblicato postumo da Bompiani nel 2006.
2) Articolo pubblicato su "Il Giornale" - 7 gennaio 1984 e riproposto sulla rivista scacchistica "Due Alfieri" - marzo 1984.