CONGRESSO DEI COLLEZIONISTI ITALIANI DI SCACCHI

Roma, 30 settembre - 2 ottobre 2005

Rodolfo Pozzi




    I collezionisti italiani di scacchi si sono ritrovati a Roma dal 30 settembre al 2 ottobre 2005 per il loro 5° congresso nazionale annuale, organizzato in maniera esemplare da Massimiliano De Angelis coadiuvato da Maria Luisa Morganti. Questi simpatici incontri hanno ormai assunto il carattere di internazionalità, in quanto vi partecipano molti colleghi stranieri attratti dall’interesse delle relazioni, dall’amicizia che lega i soci del Chess Collectors International, dal mercatino di set e libri di scacchi e dai programmi turistico-culturali che fanno da corollario alla manifestazione.
    Nella sala congressi dell’Hotel Valadier, dopo il benvenuto del Presidente italiano Massimiliano De Angelis, sono state tenute tre relazioni, esposte in italiano e in inglese e accompagnate da appropriate diapositive. La prima verteva su una ricerca di Rodolfo Pozzi intitolata "La concettualità degli scacchi in Mongolia", basata su alcuni set che riflettono particolari momenti politici-sociali vissuti in questa nazione e su simbologie varie. Un gioco di legno illustra la terribile repressione della religione buddista avvenuta negli anni ’30 del 20° secolo da parte dei Sovietici. Sui camion (figure corrispondenti alle nostre Torri) si scorgono ammanettati i lama, prelevati dai monasteri e avviati alla deportazione o alla fucilazione. I pezzi di un set della fine del 19° secolo raffigurano invece il sincretismo che esisteva tra le usanze mongole e manciù: un Re-Noyion è infatti raffigurato da un nobile mancese in portantina sorretta da quattro cavalieri mongoli. Inoltre un gioco in cui il Bene è contrapposto al Male spiega il concetto asiatico dell’eterna lotta tra le due entità supreme che rende possibile la vita sulla terra: la partita a scacchi in Mongolia costituisce una perfetta rappresentazione di questa simbolica contesa.
    Il tedesco Franz Josef Lang ha allietato i congressisti con immagini di "Oggetti sorrentini a tema scacchistico", mostrando immagini di vassoi intarsiati a scacchiera e set reperiti in occasione di un viaggio nell’Italia meridionale. Massimiliano De Angelis infine, ha esposto lo studio di Alessandro Sanvito su "Due antichi pezzi di scacchi italiani poco noti". Negli scavi del castello di Montaldo di Mondovì in Piemonte gli archeologi hanno infatti recentemente ritrovato una Torre di modello islamico del 13° o 14° secolo, mentre dalle rovine del castello di Fucecchio, eretto intorno all’anno 1000, è venuto alla luce un pezzo di scacchi di uso abituale che corrisponde a una Donna. E’ questa forse una delle prime di foggia europea, differenziatasi cioè dalle forme musulmane, e costituisce una testimonianza delle figure del nostro gioco in uso in Toscana fra la fine del ‘300 e la prima metà del ‘400.
    Ha fatto seguito il meeting dei soci italiani del CCI, durante il quale si è discusso sulla possibilità di tenere un mercato e una mostra di giochi a Torino in occasione delle Olimpiadi di scacchi del maggio-giugno 2006.
    Nel Museo Atelier Canova Tadolini, che conserva marmi e calchi in gesso dei due scultori sette-ottocenteschi, molti appassionati e curiosi hanno potuto accedere al mercatino di oggetti scacchistici vari, come giochi, libri, stampe e francobolli. I congressisti si sono poi trasferiti in casa De Angelis per un cocktail e per ammirare la sua collezione.
    Domenica 2 ottobre si è girato a piedi nel centro storico della capitale, con guida parlante inglese, dal Mausoleo di Augusto al Pantheon e alla magnifica Galleria Doria-Pamphili; indi si è potuto godere il panorama su Roma dalla terrazza dell’Ara Coeli. Tutti i partecipanti sono poi entrati nella Domus Aurea, la residenza dell’imperatore Nerone da qualche anno aperta al pubblico. Il convegno si è concluso con un giro in pullman nel cuore della città eterna.
    Sono intervenuti 31 collezionisti, di cui 15 italiani: Massimiliano e Giulia De Angelis, Massimo e Maria Luisa Morganti, Diego e Angela Spinelli, Lorenzo e Rosaria Castellano, Giuseppe Cupidi, Marco Crucioli, Sandro Privitera, Francesco Gallorano, Gianni De Dominicis, Rodolfo e Milly Pozzi. Erano presenti Floyd e Bernice Sarisohn, Kenny e Kathy Vaglio, Martin ed Elaine Levitine e Bob Dinsmore dagli Stati Uniti d’America; dalla Germania Franz Josef, Rosemarie e Pascal Lutjen Lang; dalla Francia Jaques e Michèle Lamy; dal Portogallo Antonio e Ana Osorio; dalla Gran Bretagna Tony e Gillian Raynes.
    Il numero dei presenti, costantemente in crescita anno dopo anno, testimonia da un lato l’interesse e l’apprezzamento per la qualità dei meeting proposti, premiando allo stesso tempo l’attività che CCI Italia ha profuso per la diffusione di aspetti culturali legati agli scacchi, ancora oggi poco conosciuti.


Un momento del congresso.



Rodolfo Pozzi ha terminato la sua relazione, coadiuvato da Kathy Vaglio per la lettura del testo inglese.



Vicepresidente e Presidente CCI Italia davanti alla statua di Firdusi (Ferdovsi, Firdawsi), il poeta nazionale persiano vissuto nel 10° e 11° sec. d. C., autore del “Libro dei Re” (Shahnämeh), che contiene interessanti accenni agli scacchi. La statua, situata in Piazzale Firdusi, Villa Borghese, è un dono della città di Teheran a Roma.