MIKHAIL
di Carmelo Crispi


   "Avvertiamo i signori visitatori che sono disponibili ancora una dozzina di posti, dieci mi comunicano precisamente in questo momento, per la simultanea di scacchi del neo-candidato maestro Loris Separi. Inizio previsto tra mezz'ora circa, nello stand culturale. Affrettatevi. Soltanto duemila lire per l'iscrizione".
   Va bene Sonia. Tra una decima di minuti, se occorre, rinnoverai l'annuncio, per favore. Grazie, disse Bruno e si avviò a dare una mano ai ragazzi che sistemavano i pezzi sulle scacchiere.
   Pochi minuti prima dell'inizio dell'esibizione, altre due iscrizioni: un ragazzino, di undici-dodici anni.
   Ed un uomo: alto e snello, occhi verdi, barba fluente e incolta e lunghi capelli un po' grigi, camicia felpata a quadrettoni rossi con sottili linee blu, uno zaino usurato e una balalaica a tracolla, un cagnolino striminzito quasi incollato ad una sua gamba.
   Avvicinatosi al banco delle iscrizioni, cominciò a trarre da una tasca dei pantaloni e a posare sul tavolo delle monetine, senza dir nulla e senza contarle.
   Sonia disse: Non sono tutte italiane...; prendiamo quelle che ci servono...; ...quattrocento lire...; questa è... due pesetas, questa no; milletrecento...; ... quest'altra sembra russa,... una copeca... com'è piccola; milleseicento...; questo... mezzo fiorino, no, non va bene...
   Vedendo le monete già vagliate e separate, il Barbuto prese a frugarsi in altre tasche, traendone un'altra manciata, subito adagiata sul tavolo, tra le mani pazienti di Sonia.
   Millenovecentocinquanta... duemilacinquanta... Ok, ce l'abbiamo fatta... ce n'è anche di più... tenga.signore...Il suo nome, prego?
   L'uomo non rispose.
   Straniero? Don't you speak Italian? chiese Sonia.
   No.
   What's your name?
   Mikhail.
   Oh, Mr. Mikhail. Welcome!
   Sit down behind a table, please.
   Il Barbuto non prese le cinquanta lire di resto.
   Si diresse verso i tavoli, prendendo posto in uno degli ultimi liberi; alla sua destra il ragazzino neo-iscritto, la sua sinistra per il momento libera.
   "Un attimo appena di attenzione, gentili giocatori, per ricordarvi un paio di regolette essenziali per l'agevole e corretto svolgimento della simultanea.
   Ciascuno di voi è pregato di eseguire la propria mossa unicamente al cospetto del simultaneista; il quale girerà per i tavoli ad eseguire una mossa per volta su ciascuna scacchiera. Così fino alla fine di tutte le partite.
   Chi non intendesse più continuare la propria deve dire semplicemente << abbandono>>, lasciando preferibilemente i pezzi a posto.
   Nessun pezzo va toccato o spostato in assenza del vostro comune avversario, per correttezza nei suoi confronti e, anche, per non ingenerare confusione o irreversibili alterazioni della posizione sulla scacchiera.
   Ci sono dubbi?
   Sonia attese un attimo.
   Nessuno?
   Bene, allora possiamo iniziare
   Adesso il simultaneista inizierà ogni partita con il Bianco.
   Buon gioco e buon divertimento a tutti!
   Vinca il migliore!
   Un attimo, dimenticavo, al termine della simultanea gnocco gratis per tutti, offerto dalla Festa, allo stand gastronomico.
   Grazie dell'attenzione.
   Converrà far diminuire il volume della musica, disse Bruno.
   Vado io, si propose Fabio.
   Dì che pazientino un'oretta! completò Bruno, mentre già Fabio s'era avviato verso la pista da ballo.
   Loris eseguì via via la sua prima mossa su ciascuna delle quarantotto scacchiere girando pei tavoli sistemati a "u", a mò di quadrato.
   Alla seconda tornata di Loris, i suoi avversari iniziarono a spostare i propri primi pezzi.
   Molti dei partecipanti all'esibizione erano poco più che principianti e Loris se ne avvide subito dalle loro quattro o cinque mosse iniziali, alcune delle quali palesemente sconsiderate o avulse dal gioco che s'iniziava a delineare.
   Solo mezza dozzina di partite s'erano avviate secondo schemi canonici.
   Tra esse, quella contro il barbuto Mikhail, in cui avevano effettuato le seguenti mosse: 1. d4 Cf6 2. c4 g6 3. Cc3 Ag7 4. e4 d6 5. f4 c5 6. dxc5 Da5 7. Ad3 Dxc5 8. Cf3 Cc6 9. De2 Ag4 10. Ae3 Da5 11. 0-0 Cd7,



   Tornando davanti alla scacchiera numero quarantotto, trovava il suo avverario sempre chino a riflettere.
   Quasi tutti gli altri giocatori, invece, si distraevano facilmente scambiando impressioni e considerazioni sul gioco con i loro più contigui compagni o, addirittura, parlando e scherzando con i parenti situati alle loro spalle.
   Dopo una quindicina di tornate, già la metà delle partite della simultanea poteva considerarsi decisa. Alcuni giocatori avevano sportivamente abbandonato.
   Qualcuno degli sconfitti restava seduto a seguire le partite contigue, con maggiore attenzione delle proprie.
   Altri si allontanavano con i familiari o gli amici, dicendo: Ci ho provato. E' troppo forte per me!
   Un altro sconfitto diceva: E' un professionista, muove dando appena un'occhiata alla scacchiera. Io giocherò si e no due partite all'anno.
   Strano ma, quando perdiamo, troviamo sempre una valida motivazione per noi.
   "Ero raffredato".
   "Ho deciso solo all'ultimo momento di venire, tanto per non stare troppo fuori dal giro..."
   "Nelle ultime settimane ho sofferto di colite spastica".
   "Non mi sono potuto allenare bene, per pressanti impegni di lavoro"
   Eccetera, eccetera.
   Allorchè, invece, vinciamo, in genere non ci sono attenuanti per i nostri avversari.
   "Pensa di conoscere bene tutte le varianti della Alekhine, ma la gioca da far accapponare la pelle; da far contorcere nella tomba il suo scopritore!"
   "Gli potrei dare anche un pezzo minore di vantaggio. Vent'anni che gioca così, non imparerà mai. Farebbe bene a cambiare sport!"
   Loris, intanto, continuava a girare tra i tavoli.
   La partita contro l'avversario in ultima scacchiera era, intanto, così proseguita:
   12. Tac1, Cd4 13. Df2, Cxf3 14. gxf3, Ae6 15. Tfd1, Tc8 16. b3,



   Altri otto avevano lasciato il gioco.
   Dopo appena quaranta minuti, restavano a combattere contro il neo candidato maestro dieci giocatori, tra cui tre giovani, che a Loris sembravano preparati e allenati e l'anziano barbuto Mikhail.
   La partita con quest'ultimo era andata avanti con 16. ..., Axc3 17. Txc3 Dxc3 18. Ad4 Da5 19. Axh8 f6;



   Loris si rendeva conto che la sua dodicesima mossa, giocata in fretta, come tutte in fondo, non doveva essere stata molto corretta.
   Sperò in un possibile recupero.
   Del resto, di che forza era il suo avversario?
   Meglio provare.
   Furono giocate 20. Ag7 Rf7 21. Ah6 Dh5 22. f5 gxf5 23. Ae3 Tg8 24. Rh1 fxe4 25. Axe4 Ah3 26. Tg1 Txg1 27. Dxg1 b6 28. Dd1 Cc5 29. Dd5 Dxd5 30. Axd5 e6 31. Ae4 Cxe4 32. fxe4 Af1 33. Rg1 Ad3 34. Rf2 Axe4;



   Le altre partite procedevano bene e speditamente.
   Lo impensieriva solo l'ultima. Sulla scacchiera erano rimasti due alfieri di "colore" contrario. In genere, simili finali sono patti, ma i pedoni non erano bilanciati.
   Dopo la sua 35. b4, furono effettuate: 35. ..., e5 36. a4 f5 37. Re2 f4.
   Le partite in corso erano solo due: una contro uno dei ragazzi e quella contro il barbuto Mikhail.
   Faceva ormai presto ad andare avanti e indietro tra i due restanti tavoli di gioco, pur discretamente distanti tra loro.
   La situazione era ormai compromessa, sull'ultimo tavolo.
   Ancora poche mosse: 38. Af2 Ac2 39. a5 bxa5 40. bxa5 e4 41. Axa7 Ad3 42. Rd2 Axc4 43. Rc3 d5 e Loris decise di abbandonare.



   Strinse la mano al suo anziano avversario.
   Questi, senza dir nulla, raccolte le sue cose da terra e tirato dal guinzaglio il cagnolino che, nel silenzio, s'era quasi addormentato ai suoi piedi, si mosse per andarsene.
   Un bambino, sfuggito alla mano del papà , andò a pizzicare una corda della balalaica.
   Suona!, disse entusiasta della scoperta.
   Non si tocca.monello!, andò a riprenderlo suo padre.
   Mikhail sembrò abbozzare un sorriso.
   Pur con lo zaino in spalla, per accontentare il bambino, eseguì alcuni accordi.
   Prontamente gli astanti si girarono.
   Il barbuto accennò ad una melodia.
   In poco tempo si formò un ampio capannello di persone attratte dal suono struggente della sua balalaica.
   Un successivo brano cadenzato indusse parecchi degli ascoltatori a battere ritmicamente le mani.
   Due giovani coppie accennarono a dei passi di danza russa.
   Intanto, altri visitatori della Festa si unirono al crocchio così che, alla fine, gli ultimi arrivati coglievano a stento le note, senza riuscire a vedere chi suonasse.
   Forse è un complesso russo...vedo anche dei giovani ballare in tondo; disse uno appena arrivato.
   Suonano bene, disse un altro.
   La pista da ballo s'era svuotata.
   Lo stand gastronomico semideserto e "il" gnocco rimasto a raffreddare sui vassoi.
   Le stesse donne addette alla cucina e alla friggitoria s'erano unite alla piccola folla.
   Ma non è quello che poco fa giocava a scacchi? disse una signora al marito.
   Non sembra delle nostre parti, eh? disse un'altra.
   Suona divinamente!
   L'avessi visto giocare! commentò un uomo rivolto ad un amico. Ha combattuto alla pari con il campione che si è esibito contro tutti.
   L'unico che l'abbia vinto, sa? intervenne un altro. Ho visto la partita sino alla fine. Sarà senz'altro pratico del gioco. Che vuole, tra gli stranieri il gioco è molto più diffuso che in Italia. Da loro giocano a scacchi in tutti i circoli; anzi ne hanno alcuni solo per questo sport, hanno allenatori, scuole per i piccoli; mentre da noi è lasciato tutto alla passione e al volontariato di pochi; di introdurre gli scacchi nelle scuole non se ne parla...; completò lo spettatore.
   Intanto la musica continuava con grande partecipazione del pubblico.
   Gli orchestrali prenotati per la serata avevano accantonato gli strumenti e seguivano anche loro il solista di balalaica.
   Si fece l'una di notte come niente.
   Poi il barbuto smise di suonare.
   Bravo!
   Bravissimo! commentarono in tanti lì attorno.
   Dalle mani gli esce oro, disse un anziano signore d'origine meridionale.
   Terminato lo spettacolo estemporaneo, gli spettatori si sparsero, repentinamente come s'erano riuniti, per il prato della Festa; qualcuno a mangiare, i più a ballare, altri ancora a seguire i giochi, verso tutte quelle attività, cioè, interdette per quasi due ore dalla musica della balalaica.
   Mikhail restò solo, con accanto soltanto il suo fedele cagnolino.
   Nessuno pensò di invitarlo a restare, a consumare qualcosa allo stand gastronomico.
   Si allontanò lentamente verso l'uscita, mentre i pezzi ballabili amplificati assordavano l'aria.
   Scomparve nel buio, in fondo al prato. Per poco una macchina che arrivava alla Festa non lo investì, scorgendolo all'ultimo momento sul ciglio della strada.
   Le sere seguenti non si vide più alla Festa, nè per il paese.
   Loris, invece, ricordò per parecchio tempo quell'unica sconfitta alla simultanea, subita ad opera di un barbuto straniero di nome... Mikhail, che andava in giro con la balalaica ed un cagnolino.


[Pubblicato sul sito "History of chess - La storia degli scacchi"]
[Pubblicato sul CD "Articoli d'arte - Racconti scacchistici" - 2001]