Benvenuti, genitori!


(Un piccolo, personale e modesto omaggio al genio di S. Kubrick)


    Finisco di digitare il mio programma e lo invio al supercomputer per la valutazione.
    Poi mi sposto alla consolle di gioco. Aspetto con ansia.
    Il supercomputer sceglie gli scacchi, proprio il gioco che più rappresenta la metafora della vita. Non è mai stato battuto a scacchi. Io e i miei colleghi siamo riusciti a batterlo solo con il back-gammon. E solo qualche volta. E' evidente che i miei Superiori vogliono disapprovare il mio programma. Il supercomputer sarà il mezzo per punire la mia audacia.
    Per quel supercomputer io rappresento una piccola formalità, un piccolo fastidio. Tra poco, dopo avermi congedato, tornerà ad immergersi nei suoi dati, tornerà a valutarli, a riformularli, a correggerli. Giocherà con equazioni che sostengono l'universo, mille universi, manipolerà idee e sentimenti. Io sono nulla di fronte a lui, solo una piccola entità senza voce né volto.
    Cominciamo a giocare.

1. e4 e6 (1)
2. d4 d5 3. Cc3 Cf6
4. e5 Cd7 5. f4 c5 6. Cf3 Cc6 7. Ae3 cxd4
8. Cxd4 Ac5 9. Dd2 0-0 10. 0-0-0 a6 11. h4 Cxd4
12. Axd4 b5 13. Th3 Ab7 14. g4 b4 15. Ce2 a5 16. g5 Aa6
17. h5 Tc8 18. Rb1 Db6 19. g6 fxg6 20. hxg6 hxg6 21. Tg3 Axd4 22. Cxd4 Axf1 (2)


    I tasti della consolle sembrano bruciare sotto le mie dita quando imposto la mia mossa di risposta.


23. Txg6 !N


    Ecco come battere quel supercomputer e i suoi maledetti algoritmi. Con un interessante sacrificio di pezzo. Il Bianco attacca il punto e6, preme su g7 con l' intenzione di utilizzare la colonna h, in caso di cattura/ritirata dell'Alfiere Nero, per un attacco diretto al Re avversario. Il Nero non ha più nessun controgioco attivo. (3)
    - N7CY4 hai fatto un grave errore. Perderai sicuramente - mi dice il supercomputer con voce metallica suadente.


23 .... Tc-e8 (4)

24. De3 Tf7 (5)

25.Txf1 Cf8 26. Tg2 g6 27. Dd3 Tg7
28. Cf3 Te-e7 29. Cg5 a4
30. Th1 a3 31. Tg-h2
1-0


    Ho vinto. E così il programma per la mia vita futura sarà accettato e confermato.
    Potrò rinascere.
    La mia nuova destinazione è Londra, High Street. Loro si chiamano Parker.

    Entro nella stanza di lancio. E' immensa, a forma d'uovo, la conosco bene. Altre volte ci sono entrato.
    Mi sistemo, incurante di quei difficili meccanismi, del misterioso disegno dei bottoni.
    Il ricordo mi riporta intatte tutte le mie vite precedenti, quello che ho cercato di realizzare, i pensieri che mi hanno fatto sognare per giorni interi, le teorie masticate e risputate ...
    Mi sforzo nel tentativo di penetrare quegli eventi, di allinearli, dividerli, registrarli; nel tentativo d'inciderli nella mia carne e nella mia individualità, nella speranza di vedermeli restituire interamente a mio piacimento: era il sogno che sempre m'inseguiva in quei momenti d'attesa, era il mio sogno privato ma comune a tutta l'umanità; un bisogno che ritornava sempre, mai affievolito.
    Era l'anelito, vecchio di secoli, cresciuto lentamente, coraggiosamente - si era mosso dalle soglie del sonno, dalle soglie di un sogno ancestrale - che reclamava d'imporsi, con tutta quella forza dirompente di cui era capace, a dispetto di divieti e proibizioni.
    Ma so benissimo che è una possibilità, crudelmente e beffardamente, negata. So benissimo che tra poco verranno cancellati passi, gesta eroiche, fieri giuramenti, velleità, rimpianti e speranze.
    Tutto sarà cancellato e calpestato. Di questo io, vecchio di secoli, immenso serbatoio, custode geloso di segreti di valore relativo e di verità di valore assoluto, non resterà quasi niente; solo questo involucro vuoto, arido, che comincia a rannicchiarsi in se stesso, ad aggrovigliare le membra, ad assomigliare ad un uovo.
    Ma perché sento che la vita pulsa di nuovo, con frenetica irruenza, piena di euforica e prepotente affermazione? Perché la vita è ancora così forte?
    La luce, dentro la stanza, è cambiata di colore, mi ammonisce che ho poco tempo, che devo prepararmi.
    Tra poco dovrò attraversare un tunnel nero, superare quell'unico attimo di sofferenza necessaria al distacco.
    Un tunnel. Mi sembrerà di attraversare una solida e spessa barriera, poi di camminare placidamente sopra una lunghissima piattaforma al di là della quale ci sarà lei, la luce e una nuova vita. Ci sarà un'esplosione e l'infinito, benevolo, s'abbatterà nuovamente su di me, la vita esploderà, come sempre, con lampi accecanti e scoppi di gioia.
    Mi risveglierò in piena estate, tra calde voci, in una grande città; tra persone che già preparano i miei futuri giochi, che seguiranno i miei anni più importanti; tra persone alle quali strapperò il riso, la gioia, a cui darò conforto.
    Sì, prima di spingere il bottone d'espulsione c'è ancora il tempo per rivolgere un pensiero ai Parker, nella cui casa sta per nascere quel bambino che sarò io.
    Benvenuti, miei nuovi genitori.
    Spingo il bottone, mi metto in viaggio.


Note

1) Per questo racconto si è utilizzta la partita Coco Carmelo - Daconto Riccardo - Semifinale 48° Campionato Italiano ASIGC, pubblicata sul SAHOVSKI INFORMATOR 68/252 e sulla ENCYCLOPAEDIA OF CHESS OPENINGS VOLUME C.
2) Seguendo il consiglio del GM M. Gurevich pubblicato sull'Informatore n° 63 partita n. 243.
3) L'analisi di Gurevich prende in considerazione la sola mossa naturale 23 Txf1 con un seguito, però favorevole al Nero, 23...Cxe5 24 Tf-g1 Tc3 !
4) Non è facile trovare la giusta risposta:
A) 23 ... Ah3?? 24. Th1 Af5 25. Cxf5 T:f5 26. Dg2 con vantaggio decisivo;
B) 23 .... Da6?? 24. f5 Cc5 25. Dg5 Tc7 26. f6 Tf-f7 27. Th6 con vantaggio decisivo
5) Se 24 ... Aa6 segue 25. Td-g1 con minacce di matto. Dopo questa forte mossa ci sono solamente due possibili repliche:
A) 25 ... Tf-f7 26. Dg3 Te7 [26...Rf8 27. Txg7 Te-c8 (27...Re7 28. Dg5 + e matto in 8) 28. Dh4 Re8 29.Txf7 con matto in 6] 27. Dh4 + - Se 27...Dxd4 28.Tg1-h1 con vantaggio decisivo
B) 25 ... Te7 26. Dg3 Rf7 [26 ... Tf-f7 con rientro nella variante A] 27. Cf5 Re8 28. Cxe7 Rxe7 29. Dg5+ Re8 30. Txg7 Dc5 31. Tg1-h1 con vantaggio decisivo].



Carmelo Coco

[Dal volume "Racconti scacchistici"]