Gli scacchi nell'arte contemporanea


C'È UN PO' DI ITALIA NELLA "PARTITA DI BRONZO" DI WASHINGTON


Rodolfo Pozzi



Gennaio 2011



    Jim Joannou, editore di The Chess Collector, la rivista internazionale dei collezionisti, aveva pubblicato (2/2006) la foto di una scultura bronzea all'aperto, situata in Richmond, Virginia, che raffigura due giocatori di scacchi, e chiedeva: "Qualcuno può fornire ulteriori informazioni?". Come mi ha in seguito chiarito l'amico avv. Douglas Rosenthal, la statua non si trova in Virginia ma a Washington DC, nello John Marshall Park, lungo la Pennsylvania avenue e a fianco di un tribunale, la U. S. Federal Court House. Trovandomi proprio a Washington, dove abita una mia figlia con la sua famiglia, sono quindi andato subito a vederla e a fotografarla (fig. 1).


  (1) - La scultura di Washington con la partita a scacchi.


    Gli scacchisti ritratti nel complesso scultorio sono seduti su un muricciolo. La scacchiera non è orientata correttamente e, a causa del monocromatismo dei pezzi, la posizione è a prima vista anomala o addirittura impossibile (fig. 2), ma la scena è veramente naturale.


  (2) - La scacchiera, con i pezzi che hanno lo stesso colore.


    Cercando di interpretare il gioco, ho così fatto conoscere questa scultura ai collezionisti e agli scacchisti, con un articolo su The Chess Collector (3/2007) e su L'Italia Scacchistica, sulla quale una foto ha avuto l'onore della copertina (1197/2007).
    Letto il mio articolo sulla rivista italiana, Ivo Fasiori ha scritto al Direttore Adolivio Capece che, navigando in internet nel 1999, si era imbattuto per caso nel sito del Masonic Postal Chess Club, un circolo di giocatori per corrispondenza frammassoni (Internet, e) che includeva la fotografia della scultura e il particolare della scacchiera. Forte del suo ampio database scacchistico, era riuscito ad individuare la partita e l'aveva trasmessa al responsabile del sito.
    Il colore dei pezzi non era come si poteva presumere (andavano invertite le due Donne), e la posizione si riferiva al momento culminante di una gara giocata nel 1855 (a Springhill o a New Orleans in Luisiana) nientemeno che da Paul Morphy, che allora aveva diciotto anni, contro il suo amico diciassettenne di origine francese Charles Amédée de Maurian. Quest'ultimo lo aveva mattato in 12 mosse!
    Proseguendo nelle ricerche, ho reperito un altro sito (Internet, d), nel quale si può vedere che Morphy, col Bianco, aveva concesso all'avversario (come sovente faceva) il vantaggio della Torre a1, figura che quindi non era stata dimenticata, e che un Cavallo nero era già uscito di scena.
    Nel sito si può seguire tutta la partita, e, dopo l'undicesima mossa del Bianco (De2:Aa6) appare la posizione riprodotta nella scultura (fig. 2): l'Alfiere nero è ancora in mano al personaggio che l'ha catturato, che certamente non si avvede dell'imminente pericolo di matto (fig. 3).


  (3) - Il giocatore di destra, che tiene in mano l'Alfiere appena catturato.


    Ecco la sfida Morphy-Maurian del 1855. 1. e4 e5 2. f4 e:f4 3. Ac4 Dh4+ 4. Rf1 b5 5. Ad5 Cc6 6. Cf3 Dh5 7. d4 Cf6 8. Ab3 Aa6 9. De2 C:d4 10. C:d4 b4 11. D:a6 (diagramma) Dd1+ 12. Rf2 C:e4#.


  Posizione dopo 11. De2:Aa6.


    Così ho inviato nuove segnalazioni alle riviste (L'It. Sc. 1198/2008 e TCC 1/2008), suscitando l'interesse di alcuni lettori, tra i quali il dott. Giuseppe Napolitano di Palermo che ha citato la variante 12…Cg4#, riportata in vari altri testi cartacei e informatici. Secondo lui "la mossa vera sembra essere più probabilmente 12… Cg4 matto" (L'It. Sc. 1199/2008).
    A questo punto però l'artista non era ancora stato identificato. Neppure la scritta in rilievo "© LILLIE 83" seguita da "TX" (Texas), nascosta alla base dei giocatori seduti, mi aveva aiutato (fig. 4).


  (4) - La firma dello scultore.


    Finalmente, nel 2010, nel Bookshop della National Gallery of Art della capitale americana (che, per combinazione, si trova a duecento metri dalla "partita di bronzo"), l'occhio mi è caduto sul volume "Washington Sculpture" (Goode 2009; Internet, b). Il titolo "The Chess Players" nell'indice mi ha rimandato alla pagina desiderata, e ho così potuto appurare che l'artista è Lloyd Lillie, un americano nato nel 1932, scultore e professore emerito di arte all'Università di Boston, oltre che musicista di jazz. Ha studiato in varie scuole americane e all'Accademia di Belle Arti di Firenze (Internet, c): quindi in questa bella opera d'arte contemporanea c'è anche un po' di Italia!
    Sul libro e in internet si legge che Lloyd Lillie ha ritratto suo figlio nello scacchista di sinistra e suo padre nel giocatore di destra (fig. 1), il perdente che  tiene in mano l'Alfiere (fig. 5).


  (5) - L'Alfiere in mano al giocatore di destra.


    In un sito (Internet, a), si vede il diagramma, naturalmente con i colori errati delle due Regine, e si leggono commenti come "Non sono d'accordo. Il Cavallo bianco ha appena cacciato la Donna nera da c6 ad a6, dove ora dà scacco al Re bianco. L'unica scelta del bianco è di parare in e2 con la Donna", "Che vergogna, la posizione è improbabile, e per più di una ragione..." (12 giugno 2009), "L'artista probabilmente ha scelto questa posizione perché è quella di una sua partita, ed è chiaro a chi tocca muovere, e perché" (14 ottobre 2009), e così via.
    Nello John Marshall Park, a breve distanza, c'è la statua dello stesso John Marshall, Segretario di Stato degli USA dal 1800 al 1801 e Presidente della Corte Suprema dal 1801 al 1835. Altro particolare interessante è che il suo passatempo preferito era costituito dagli scacchi, e la scultura è piazzata in modo (figg. 6 e 7) che egli può "vedere" la partita sul muricciolo (Internet, f).


  (6) - La statua di John Marshall: dal piedistallo il politico americano "vede" la partita.




  (7) - Il complesso scultorio, che John Marshall, raffigurato nella statua, può "seguire" attraverso gli alberi.


    Come curiosità, dirò che il monocromatismo mi fa pensare ad un tipo di scacchi eterodossi in cui, con l'aiuto di un arbitro, si gioca con i pezzi dello stesso colore, e ognuno deve ricordarsi quali sono i suoi.
    Il complesso, visto da lontano, sembra animato, e ogni tanto si vedono appassionati che si fanno fotografare insieme ai "giocatori". Se qualche lettore avesse occasione di visitare Washington, suggerisco di recarsi nello John Marshal Park, Pennsylvania avenue, vicino al Mall e all'East Building della National Gallery of Art, metro linea rossa, fermata Judiciary square, uscita 4a strada.

BIBLIOGRAFIA

-  JOANNOU J. 2006: Unknown Chess Players?, in The Ches Collector 2/2006, p. 12.
- POZZI R. 2007: A Chess Game in Bronze in Washington D. C., in The Chess Collector 3/2007, p. 8.
- POZZI R. 2007: Washington, una partita nel bronzo, in L'Italia Scacchistica 1197, dic. 2007, p. 471.
- POZZI R. 2008: The Washington D. C. bronze a  defeat of Morphy immortalized!, in The Chess Collector 1/2008,  p. 17.
- POZZI R. 2008: Nel bronzo di Washington una sconfitta di Morphy!, in L'Italia Scacchistica 1198, gen.-feb. 2008, p. 51.
- NAPOLITANO G. 2008: La scultura di Washington, in L'Italia Scacchistica 1199, mar.-apr. 2008, p. 97.
- GOODE J. M. 2009: Washington Sculpture: A Cultural History of Outdoor Sculpture in the Nation's Capital, p. 243, Baltimore MD (The John Hopkins University Press).

INTERNET

(a): per la scultura (2009): http://alchessmist.blogspot.com/2009/06/chess-art-outdoor-bronze-chess.html
(b): per il libro (2010): http://www.flipkart.com/washington-sculpture-james-goode-clift-book-0801888107
(c): per l'autore: http://alchemipedia.blogspot.com/2009/08/lloyd-lillie-sculptor-na-nss.html
(d): per la partita di Morphy (2010): http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1238147
(e): per il Masonic Postal Chess Club (2007): http://mpcc.freeservers.com/
(f): per altre foto: http://dcmemorials.com/index_indiv0000352.htm