LA MOSSA DEL CAVALLO


Mostra al Museo del Cavallo Giocattolo di Grandate (Como)

Rodolfo Pozzi




    L'Artsana-Chicco, un'importante industria produttrice di articoli sanitari fondata da Pietro Catelli, ha creato nel 2000 a Grandate, nei dintorni di Como, nel luogo della scuderia ove è nato il famoso purosangue Tornese, il Museo del Cavallo Giocattolo, il primo al mondo nel suo genere. Lo spazio espositivo accoglie oggi oltre 650 cavalli fabbricati dal 1700 ai giorni nostri. Per la sua originalità il museo ha ricevuto, nello stesso 2000, il "Premio Guggenheim Impresa & Cultura" per il "progetto culturale comunicato più efficacemente" (fig. 1) .



(1) - FRANCESE DIEPPE, osso, 18°-19° sec. Europei (bianchi) contro Turchi (rossi): Re, Donna, Alfiere, Cavallo, Torre, Pedone; altezza Re bianco cm 7,5, rosso cm 8.
I pezzi della maggior parte dei set intagliati a Dieppe (Alta Normandia), d'avorio o d'osso, sono a busto e piatti, escluse le Torri che sono rotonde. Il Cavallo ha la caratteristica di essere un cavaliere che monta un cavallo giocattolo (hobby-horse).


    La Direttrice del museo Graziella Perego ha organizzato, con Lara Giamminola che ne ha avuto l'idea e con i soci del Circolo Scacchi Città di Como, una mostra abbinata agli scacchi: "La mossa del Cavallo"(fig. 2).


(2) - I CAVALLI DEL SET DI HARRY POTTER, 2012: sollevandoli emettono un gradevole suono, che imita il nitrito.


    Dall'8 giugno al 4 agosto 2012 i soci del Circolo Scacchi Città di Como, della S. D. Scaccomatto di Mariano Comense e della Chess Collectors International Italia hanno esposto una quarantina di set antichi e contemporanei (pezzi unici e di serie), scacchiere e altri oggetti legati agli scacchi, come quadri, stampe, francobolli, sculture (fig. 3), orologi (fig. 4), riviste, una cravatta firmata da campioni del mondo e fotografie del circolo Chess Ego Art 7 di San Fermo della Battaglia (Como) (figg. 5 e 6).


(3) - "GIOCANDO A SCACCHI", scultura dell'artista spagnola Paz Fígares, nata a Madrid nel 1958, bronzo patinato in nero e verde, 2004; h cm 23,5.
Pezzo unico firmato e numerato 1/1, che rappresenta la mano del giocatore nell'atto di muovere il Cavallo.




(4) - OROLOGIO inglese, 20° sec. (cm 22,5x11).
Siccome attualmente gli orologi per le partite a scacchi sono quasi tutti digitali, questo può essere considerato un antiquato pezzo da museo.




5) - FOTOGRAFIE del Circolo Ego Art 7 di San Fermo della Battaglia (Como).




(6) - PARTITA CONTRO SE STESSO
Rodolfo Pozzi, in giardino, gioca a scacchi impegnandosi contro se stesso! Estate 1953.


    Ospite d'onore la scacchiera di 3 metri per 3 dell'artista milanese Enrico Baj (1924-2003): i trentadue pezzi, uno diverso dall'altro, sono intagliati in materiale povero e agghindati in maniera molto particolare, secondo lo stile tipico del pittore-scultore-scrittore che, con molta ironia ha sempre usato passamanerie, coccarde e stoffe da tappezzeria (fig. 7).




(7) - LA GRANDE SCACCHIERA (3 m x 3) COL SET DI ENRICO BAJ, illustrati da Giovanni Longo.


    Nelle sale del museo il pubblico poteva giocare a scacchi, come pure all'esterno su una grande scacchiera da giardino. E su questa anche i bambini (fig. 8) si sono divertiti!




(8) - UN BAMBINO si trastulla con i pezzi da giardino.


    Lo scopo della mostra era di mettere a confronto il Cavallo degli scacchi, cioè il pezzo più particolare e tattico del nostro gioco, con la collezione dei numerosi "giocattoli" sempre presenti nella struttura. Vivo è stato l'interesse degli adulti ma anche dei bambini, che ogni sabato pomeriggio hanno potuto divertirsi ed esibirsi nel laboratorio creativo del museo dipingendo e vestendo di colori e fantasia cavalli di polistirolo, che per l'occasione avevano la forma del pezzo degli scacchi. E li abbiamo visti in ammirazione attorno alla scacchiera di Baj (fig. 9).




(9) - I BAMBINI ammirano la scacchiera di Enrico Baj.


    Il pubblico è affluito numeroso, e la maggior parte delle persone intervenute ha dichiarato che non si immaginava che nel mondo vi fosse una così grande varietà sia di "cavalli-giocattolo" sia di set di scacchi, i più ammirati dei quali sono stati, dopo i giganti di Enrico Baj (figg. 7 e 9) i Pincushion (fig. 10), il Mongolo (figg. 11 e 12) e il Ramayana (fig. 13).





(10) - FRANCESE A SPILLO (PINCUSHION), avorio, 18°-19° sec.; h Re cm 4,5, cm 13 con lo stelo.
Set in osso "simmetrico" su cuscino attuale. I pezzi dell'ala di Re e quelli dell'ala di Donna si guardano, fatto che non si riscontra in nessun altro pincushion.
Con set di questo tipo l'aristocrazia francese del '700 giocava in carrozza infilzando i pezzi a punteruolo in un cuscino appositamente ricamato a scacchiera. Nel 1694 Thomas Hyde, nel suo Mandragorias seu Historia Shahiludii (vol. 1°, pp. 67-68), scrive in latino: "Luigi 13° di Francia aveva una scacchiera trapuntata con lana o materia simile, come un cuscino, distinto in superficie da linee. E gli scacchi con i quali giocava su di essa erano muniti di punte o aghi nella parte bassa. Con questi infissi nella scacchiera egli soleva giocare mentre era trasportato in vettura scoperta o in carrozza. E in questo modo nessun traballamento o scossa avrebbe potuto turbare il suo gioco né far cadere i pezzi". Hyde viene ripreso, più succintamente, da Twiss nel 1787.






(11) - MONGOLIA, legno dipinto policromo, 1930; verdi (negli scacchi mongoli corrispondono ai nostri bianchi) contro rossi (i neri occidentali); h Re cm 5. Scacchiera a scatola cm 45.
Gli scacchi della Mongolia sono diversi da quelli del resto del mondo, in quanto riflettono la cultura dei nomadi delle steppe. Il Re è il Noyon o capo villaggio (qui quello del lato verde è il vecchio, mentre il suo antagonista è il giovane), la Donna (Bers) è una belva che rappresenta la forza del Re (in questo set i Bers sono una tigre e un cane a coda folta, in altri il Bers di un lato è il "leone delle nevi"); gli Alfieri (Temee) sono cammelli della Battriana a due gobbe, i Cavalli (Mori) sono i destrieri delle steppe, indispensabili ai nomadi. Le Torri (Terghe) sono i mezzi di trasporto: inizialmente erano carri o carrozze, ma con l'arrivo dei Sovietici nei trascorsi anni '20 sono divenuti auto o camioncini; i Pedoni (Huu) sono i cuccioli della Donna, poiché, per le regole del gioco familiare della Mongolia, un Pedone arrivato all'ultima traversa è promosso unicamente in Bers.






(12) - L'ULTIMA PARTITA NELLA YURTA.
I nomadi mongoli giocano nelle yurte, le loro tende componibili, e intagliano loro stessi la maggior parte dei set, che si tramandano gelosamente di generazione in generazione. I pezzi hanno quindi servito per innumerevoli partite, come sovente si può rilevare dall'usura subita per il contatto di migliaia di dita. Secondo il pensiero dello scrivente, queste serie sono quindi più apprezzabili di altre indiane o cinesi, magnifiche esteticamente ma per lo più inadatte al gioco in quanto troppo delicate, e quindi fatte solo per l'esportazione o per rappresentanza.
In questa foto del 2000 di David Bellatalla si vede il set della fig. 11 utilizzato per l'ultima volta nella yurta prima di essere venduto e portato in Italia.




(13) - INDIANO RAMAYANA, avorio, 20° sec.; h Re cm 7.
Rappresenta la lotta tra Rama e Ravana, il Bene contro il Male, argomento del celebre poema sanscrito Ramayana. Rama (qui il Re dei rossi, corrispondenti ai bianchi occidentali) nella mitologia induista è la settima incarnazione di Visnù. Sua moglie Sita è stata rapita da Ravana (il Re di verdi), mitico re di Ceylon (Sri Lanka) con 10 teste e 10 braccia, che comanda l'esercito dei dèmoni (i Pedoni verdi). Rama gli muove guerra e lo sconfigge, aiutato dal fratello Lakmana (il Generale dei rossi) e dalle scimmie (i Pedoni rossi).


    A dimostrazione dell'importanza della mostra, i mass media le hanno dato un notevole risalto. Per parlare di scacchi, RAI 1 ha intervistato Rodolfo Pozzi, Presidente della Chess Collectors International Italia (fig. 14), e Adolivio Capace, Direttore Responsabile de "L'Italia Scacchistica" (filmato TGR Lombardia), mentre, per il museo, Lara Giamminola ha parlato a Espansione TV, l'emittente comasca.


(14) - INTERVISTA a Rodolfo Pozzi da parte di RAI 1.


    Appropriati articoli sono apparsi su quotidiani come Repubblica on line, il comasco La Provincia del 25.7.2012 (Stefania Briccola), e riviste quali Mag, il mensile de La Provincia, del luglio-agosto 2012 (Serena Brivio), The Horse Luxury Magazine, e inoltre sul sito e sul notiziario del Panathlon Club di Como e su quelli del Panathlon International, di CONI Lombardia , TG RAI 3 e Chess Blog di Alexandra Kosteniuk .
    E' stato redatto il catalogo "Al Museo del Cavallo Giocattolo: i Cavalli e gli scacchi di Rodolfo Pozzi" (fig. 15), riccamente illustrato a colori con un breve testo sulle leggende, la storia degli scacchi, l'evoluzione e la forma dei pezzi, il collezionismo, i materiali e una bibliografia. E' possibile richiederlo al museo, via Tornese 10, 22070 Grandate (CO), tel. +39 031 38 20 38, www.museodelcavallogiocattolo.it, e-mail infomuseo@artsana.it.


(15) - COPERTINA DEL CATALOGO.


    Rodolfo e Milly Pozzi hanno tenuto una conferenza su "Gli scacchi nella storia e nell'arte" (figg. 16 e 17).


(16) - GRAZIELLA PEREGO presenta la conferenza.




(17) - IL PUBBLICO ALLA CONFERENZA.


    Giovanni Longo (con Alberto Meraviglia organizzatore dei tornei di San Giorgio su Legnano) ha infine illustrato agli intervenuti la grande scacchiera e i pezzi di Baj (fig. 7).
    Ecco altri tra i più significativi giochi ed oggetti esposti (figg. 18-30): le immagini parleranno più delle parole.


(18) - FRANCESE COLONIALE, legno dipinto in marrone e nero, 18°-19° sec.; h Re cm 6,3.
Europei contro Africani, intagliati a mano uno per uno.




(19) - ITALIANO ROMANI ANTICHI, avorio naturale e tinto di rosso, 18°-19° sec.; h Re cm 7.
Set tradizionale con i Romani antichi da ambo i lati. Normalmente nei giochi italiani di questo tipo i Pedoni non sono figurativi: qui sono soldati con elmo (Alfieri in formato ridotto), peculiarità che fa sì che il set sia presumibilmente unico. Per di più, tutti i pezzi potrebbero essere stati intagliati dal maestro.




(20) - ITALIANO convenzionale, legno verniciato in rosso e verde, 19° sec.; h Re cm 14,5.
Il Cavallo è in un sol pezzo: rispetto ai set che hanno la figura avvitata al piedistallo e subiscono inevitabili "maltrattamenti" nei vari trasferimenti tra scatole e scacchiere, questi Cavalli praticamente non si deteriorano.




(21) - VIETNAM, corno e cime d'avorio solo sui bianchi, fine 19° sec.; h Re cm 7,5.
Prodotto in Vietnam su modello "Singapore". I Cavalli hanno la criniera dalle due parti.




(22) - RÉGENCE per non vedenti, legno, 1930 circa; h Re: bianco (tagliato) cm 7,8, nero cm 8,5. Scacchiera cm 30.
Prodotto dalla American Braille Press. Le caselle bianche sono sopraelevate e i pezzi bianchi hanno la parte superiore tagliata, per essere riconoscibili al tatto dai non vedenti.




(23) - SCACCHIERA di metalli diversi di provenienza sconosciuta, pezzo unico originale del 1930 circa; cm 16,5.
Travel chess set (gioco da viaggio). La scacchiera è formata da un intreccio di metalli di diverso colore, nelle cui caselle si infilano a pressione i pezzi rappresentati dai vari simboli.




(24) - STAUNTON "GRITTI", legno verniciato in marrone e nero, 1946; h Re cm 8,5.
Figure tipo Staunton tornite e intagliate da Carlo Gritti, socio del Circolo degli Scacchi di Como, che, per la testa del Cavallo, si è ispirato alla statua di Bartolomeo Colleoni del Verrocchio. Hanno il pregio di essere molto stabili e tutte in pezzo unico, quindi inalterabili. Con questi set gli scacchisti dei vari circoli succedutisi in Como hanno giocato per numerosi decenni.




(25) - PUBBLICITARIO ROCHE, plastica gialla e verde, 1985; h Re cm 7,2.
Set con figure piatte infilate in basi rotonde prodotto dal gruppo farmaceutico svizzero Roche SA per pubblicizzare il Kawa form, medicinale che aiuta la memoria, molto utile nel gioco degli scacchi. Scacchiera di plastica di cm. 40,5 col marchio Roche.





(26) - MAO TSE TUNG, bambù e legno verniciato, metà 20° sec.; h Re cm 11,2. Scacchiera lignea cm 43.
Mao Tse Tung (1893-1976) aveva proibito gli scacchi in Cina (così come sarebbe successo anni dopo in Afganistan ad opera dei Talebani). Dopo di lui i Cinesi hanno potuto rimettersi a giocare a scacchi arrivando al top del mondo, specialmente in campo femminile.
Mao riceveva però delle personalità, soprattutto russe, che a scacchi volevano giocare, per cui ha fatto fabbricare queste particolari serie. I pezzi hanno corpi troncoconici di bambù con busti cinesi graffiti e colorati in rosso e nero, racchiusi in ovali, e i simboli occidentali bianchi e neri alla sommità. Ne esistono anche con il corpo a prisma triangolare. Non sono di materiale pregiato, ma costituiscono un interessante documento storico.




(27) - TURCO, schiuma di mare al naturale e tinta di nero (silicato idrato di magnesio), 1967; h Re cm 11.
Il Re è un busto di sultano con turbante, la Regina un busto di donna con foulard, l'Alfiere è un elefante; poi una testa di Cavallo bardato e una Torre. I Pedoni non sono figurativi.




(28) - ITALIANO cuoio marrone chiaro e scuro, 1979; h Re cm 11.
Lavoro artigianale comasco, probabilmente unico.




(29) - FULL-EMPTY, , argento e vermeil; h Re cm 6.
Disegnato da Rodolfo Pozzi nel 1970 e fatto realizzare nel 2000. I pezzi sono traforati in cerchi verticali di varia grandezza col simbolo di ognuno. I suddetti cerchi poggiano su basi rotonde sormontate da figure geometriche che indicano la loro forza nel gioco. Il Pedone, che vale 1, ha una riga, il Cavallo e l'Alfiere un triangolo, la Torre un pentagono e la Donna un ennagono; il Re ha un cerchio, in quanto il suo valore è infinito.




(30) - PERUVIANO, terracotta invetriata policroma, 20° sec.; h Re cm 4,5.
Spagnoli contro Incas. Il Cavallo del lato sudamericano è un lama. Scacchiera di legno dipinto, cm 20.





BIBLIOGRAFIA



Volumi sui pezzi:
HAMMOND A. 1950: The book of chessmen, Londra (A. Barker).
WICHMANN H. e S. 1964: Chess: the story of chesspieces from antiquity to modern times, Londra (Paul Hamlyn).
MACKETT-BEESON A.E.J. 1973: Chessmen, Londra (Octopus Books).
LANIER GRAHAM F. 1968: Chess Sets, Londra ((Studio Vista).
GREYGOOSE F. 1979: Chessmen, Londra (David & Charles).
KEATS V. 1985: Chessmen for Collectors, Londra (Batsford).
SANVITO A. 1992: Figure di scacchi, Milano (Mursia).
LINDER I. M. 1994: The art of chess pieces, Mosca (H.G.S.).
MUNGER N. 1996: Cultures, Chess & Art. A collector’s odyssey across seven continents (vol. 1 Sub-Saharan Africa), San Anselmo, CA (L. A. Smith).
MUNGER N. 1998: Cultures, Chess & Art. A collector’s odyssey across seven continents (vol. 2 The Americas), San Anselmo, CA (L. A. Smith).
MUNGER N. 2000: Cultures, Chess & Art. A collector’s odyssey across seven continents (vol. 3 Pacific Islands & Asia), San Anselmo, CA (L. A. Smith).
WILLIAMS G. 2000: Master pieces, Londra (Quintet Publishing).
Idem 2001 (edizione italiana): Scacchi: la storia, i pezzi, i giocatori e la passione di 1000 anni, Rimini (Idealibri).
SCHAFROTH C. 2002: The art of chess, New York (Abrams).
GINI G. – POZZI R. 2007: Scacchi, giochi da tutto il mondo, Lecco (Stefanoni).
KLOPROGGE M. E I. 2007: Chessmen, Art and History, Amsterdam (Gropher).
DEAN. G. 2010: Chess masterpieces: one thousend years of extraordinary chess sets, New York (Abrams).


Libri di storia degli scacchi con immagini di set:
FINKENZELLER R., ZIEHR W., BUEHRER E. 1989: Le grand livre des échecs, Parigi-Losanna (La Bibliothèque des Arts).
PÉCHINÉ J.M. 1997: Roi des jeux, jeu des Rois: les Echecs, Parigi (Découvertes Gallimard).
CAPECE A. 2001: Gli scacchi nella storia e nell'arte, Milano (De Vecchi).

Cataloghi di mostre con storia degli scacchi:
McNAB DENNIS J. – WILKINSON K. 1968: Chess: East and West, Past and Present, New York (The Metropolitan Museum of Art).
SIEBERT U., ROUSSELOT J.L., JAEGER A. e H. 1990: Evoluzione degli scacchi nel corso della storia, dell'arte e delle civiltà, Lugano (Galleria Gottardo).
POZZI R. 1999: A Re! Arte, storia e leggende nel gioco degli scacchi, Lugano (BSI).
SANVITO A. 2000: L'arte degli scacchi, Milano (Sylvestre Bonnard).
SANVITO A. 2002: Mille anni di scacchi, Milano (BNP Paribas).
POZZI R. 2012: Museo del Cavallo Giocattolo: I Cavalli e gli scacchi di Rodolfo Pozzi, Grandate CO (Museo del Cavallo Giocattolo).

Trattati particolari:
HYDE T. 1694: Mandragorias seu Historia Shahiludii, vol. 1°, pp. 67-68, Oxford.
TWISS R. 1787: Chess.
SANVITO A. 2000: Scacchi e tavole da gioco nella collezione Carrand, Firenze (Museo Nazionale del Bargello).
POZZI R. 2002: I giochi di scacchi mongoli, riflesso della cultura nomade delle steppe - The Mongolian chess sets, reflecting the nomadic culture of the steppes, Como (edito dall'autore con il contributo di Chess Collectors International Italia); in italiano e in inglese.
DI BONO A. 2004: Scacchi di Aug - Aug's Chess Sets (i set creati dall'autore col pongo), Milano (Silvana).

Articoli sulla mostra:
BRICCOLA S. 2012: Scacchi, da Mao ai Simpson. In mostra i più belli del mondo, in La Provincia, Como 25.7.2012.
BRIVIO S. 2012: La mossa del Cavallo, in Mag, mensile de La Provincia, Como, luglio-agosto 2012.