“Ponte Arche: un antico torneo per giocatori “d’antan”, ma con il cuore giovane”



di Gregorio Granata




    Neanche la prestigiosa guida rossa “Michelin 2004” cita Ponte Arche, rimandando alla stazione termale di Comano, la cui acqua è particolarmente indicata nella cura delle affezioni cutanee, dove, tra gli alberghi consigliati, indica l’Hotel Nuovo Angelo: “in posizione centrale, con gradevole giardino, un hotel signorile, a gestione diretta, che offre confortevoli stanze rinnovate; per i nottambuli c’è anche la discoteca”. Albergo antichissimo, tanto di trovarlo, nella vecchia costruzione - ora Dipendenza -, in un’antica e rara fotografia scattata nel 1895, da un anonimo fotoamatore austriaco, visibile nel vicino bar “Al Pont”. Ci troviamo a poca distanza, 32 km, da Trento, in un paese di fondovalle, ai piedi delle Alpi Giudicarie Esteriori, ancora innevate, dominato dal Gruppo di Brenta, con l’affascinante Cima Tosa di 3.173 metri e i numerosi piccoli paesi, villaggi e castelli intorno e dove il torrente Duina si getta nel fiume Sarca e un vecchio ponte, detto “Ponte delle tre Arche”, permette l’attraversamento.
    In questo albergo e in questo luogo, caro alla mitica Sibilla Cumana, la profetessa romana che custodiva la “miracolosa” fonte delle terme come un tesoro - da cui deriva il nome -, si danno convegno, ogni anno e per l’undicesima volta consecutiva, gli scacchisti “seniores” per disputare “Il Campionato Italiano di Scacchi over 60” e, a dispetto che il torneo non è valido per le variazioni Elo Italia e Fide, è, sempre, di anno in anno, un poco più affollato. In questa edizione è stato ancora più numeroso, anche se non in assoluto, con 44 iscritti, sette in più dell’anno prima, vicinissimo al record di presenze (47) e si è disputato dal 22 al 29 aprile del 2004.
    Il Torneo (8 turni, sistema italo-svizzero) è nato nell’ormai lontano 1977 per iniziativa dell’Unione Scacchistica Trentina; delle 26 edizioni finora disputate, tranne quelle del 1980 e 1981 quando non si è giocato, ben 25 sono state organizzate in questa bella regione. All’inizio nel capoluogo, presso il “Grande Hotel Trento”. Oggi qui si continua, in collaborazione con l’Azienda per il turismo di Comano, grazie all’infaticabile giovanile entusiasmo del “vecio” trentino Gastone Golini, ancora e da sempre Presidente, che il torneo ha, con felice intuizione, ideato. E’ suo merito, con l’infaticabile Italo Vittorio Ginevrini, se il Campionato è ancora presente nel calendario della FSI: è stato da loro difeso con appassionata partecipazione, superando, con gran dignità e cocciuta eleganza, le conosciute difficoltà che caratterizzano, almeno in Italia, simili tornei.
    E’, almeno riteniamo, uno dei campionati con la percentuale più alta d’anzianità dei concorrenti: da più di una ventina d’anni, infatti, si danno appuntamento, puntualmente, tante belle figure di scacchisti “d’antan” per esemplari scontri, onorando, con spirito sempre giovanile, il nostro gioco regale e, con la loro antica e costante presenza e pur conoscendo ciascuno il proprio valore scacchistico e la maestria dell’avversario, lo stesso torneo. Ogni anno nuovi sessantenni si uniscono, sostituendo quanti decidono di non continuare così terribili battaglie, anche se tutte svolte con signorilità e correttezza. Tanti gli scacchisti italiani, e non solo loro, che hanno lasciato traccia indelebile nella storia del torneo e onorato l’Albo d’Oro: il grande Enrico Paoli (1979 e 1982), il sempre vivamente e simpaticamente ricordato Alfred Rubinstein (1985-1987) e Renzo Cambi, Umberto Masera, Enzo Lucin, Antonio Pipitone, Angelo Neri (1999), il compianto Alvise Zichichi (2000), Stefano Tatai (2001), Giuseppe Laco (2002) e, lo scorso anno, Stefano Peric.
    Quest’anno erano presenti ben dieci CM, due M e un MF, Antonio Rosino, ormai affettuosamente noto come “Il Patriarca di Venezia”, che si presentava per la prima volta e che, dopo avere raccontato meravigliose storie sugli scacchi, subito combatteva per il primo posto, mantenendolo sino all’ultimo turno. Qui si incontrava con il solido Pipitone e, nonostante una figura in più che riusciva a mantenere a seguito di un brillante sacrificio dell’avversario, era costretto ad abbandonare la partita. Non poteva che constatare, infatti, il lento e inesorabile avanzare dei pedoni liberi del rivale ad ovest della scacchiera, ormai irraggiungibili. Circostanze diverse, così, permettevano al bravo e silenzioso CM Giuseppe Gardi di Milano, “L’Imprenditore” per eccellenza e vera sorpresa del torneo, di capovolgere i pronostici della vigilia e di superare tutti, aggiungendo, imbattuto, per ½ punto in più, il suo nome nel prestigioso Albo d’Oro del Campionato. Ottima la prestazione di Gianfranco Molinari (MI) e di Alessandro Vanzan (RM), insieme agli immancabili Neri (MI), Cottarelli (PR), Serrano (LT). Sempre in salita ha giocato l’affabile Presidente Onorario dell’ASIGC, Renato Incelli (PO), quasi a testimoniare che nel gioco degli scacchi ciascuno trova la sua specialità e il suo migliore modo per esprimersi. Non possiamo non segnalare il “meno giovane” dei partecipanti, Giglio Baghino di Roma, classe 1912, vero gran signore degli scacchi, e la consueta presenza dell’unica e brava donna giocatrice, Grazia Pia Bovio di Biella (31a, con 3,5 punti).
    Numerosi gli scacchisti venuti in visita, tra i quali, a lungo e meritatamente applaudito, il prof. Romolo Ravarini di Novara, noto problemista, che si appresta, con ogni probabilità, ad essere proclamato Campione Italiano del 12° Seniores ASIGC per corrispondenza alla bell’età di 87 anni, che porta con estrema ed elegante disinvoltura.
    Il torneo, che era iniziato nel ricordo dell’indimenticabile e a tutti caro Alvise Zichichi e del bravo Vincenzo Dell’Olivo, giocatore bellunese presente in diverse passate edizioni, è terminato con la simpatica e amichevole serata conclusiva di premiazione, che, in qualche modo, ha reso contenti e premiati tutti, in un fraterno clima d’amichevole festa collegiale, con un raggiante e commosso Golini. Anche le signore non giocatrici presenti hanno ricevuto graditi doni e in più, hanno potuto compiere, grazie al tempo che si è mantenuto sempre dolce e soleggiato, delle salutari passeggiate e istruttive visite a città e castelli pieni di storia, in posti incantevoli e che meriterebbero d’essere meglio conosciuti da tutti e, con più cura, organizzate.
    Ottimo il trattamento alberghiero, con una buona cucina e discreta scelta di vini, il cui costo, però è sembrato sproporzionato, come eccessivo è apparsa la tariffa del trasferimento con la “navetta” da Trento all’hotel e viceversa. Peccato, inoltre, che la sala del torneo è poco aeregiata e che, nel sottostante locale, la domenica pomeriggio - ancora giorno di torneo -, si balla, con musica convulsa, ostinatamente ed interrottamente, costringendo i giocatori, in quel turno, a muovere i pezzi in modo quasi irrituale!

    Classifica finale: 1°. Giuseppe Gardi con punti 6,5; 2°-5°. Antonio Rosino, Stefano Peric, Gino Profaizer, Antonio Pipitone, tutti con 6 punti; 6°-7°. Giuseppe Laco, Gianfranco Molinari, con 5,5; seguono Angelo Neri, Enrico di Ciò, Bruno Milanesi, Arturo Giuliano e Giancarlo Carboni, tutti con 5 punti.

(Lo scritto, con qualche lieve modifica, è apparso su “L’Italia Scacchistica”, nel fascicolo di giugno 2004, N. 1169, a pagina 208, con il titolo “Il punto› di G.G.”. Nella stessa rivista sono state inserite, immediatamente prima dell’articolo, alcune significative partite del torneo, commentate da Giuseppe Gardi e Antonio Pipitone, con il titolo “Ponte Arche 2004. Le Partite del Seniores”, pp. 206-207. I due servizi erano a loro volta preceduti da una locandina, a p.185, con la foto dell’arbitro Ginevrini che premia Gardi e che rimandava ai suindicati articoli con l’indicazione: “Una selezione di partite e la cronaca commentata di Gregorio Granata” ).

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