Sir Walter Scott giocatore di scacch


    Nel suo libro The Life Of Sir Walter Scott (pubblicato a Londra nel 1932 da W. Graves) Sydney Fowler Wright scrive:
Durante la sua malattia giovanile, (1) Walter Scott

He might play chess and he might read.

poté giocare a scacchi e poté leggere.


    Non è possibile mettere in dubbio tale affermazione. Infatti, lo stesso Scott, nella prefazione generale ai libri di Waverley scrive:

I was plunged into this great ocean of reading without compass or pilot; and, unless when some one had the charity to play at chess with me ...

Ero immerso in questo grande oceano di letture senza bussola o pilota (2); e, fin quando qualcuno non mi faceva la carità di giocare a scacchi con me ...


    Un altro dei suoi biografi, John Gibson Lockhart, genero di Scott, nelle Memoirs of the life of Sir Walter Scott (7 volumi pubblicati tra il 1837-1838, poi accresciuti nella seconda edizione del 1839 fino a raggiungere 10 volumi complessivi) scrive molte interessanti annotazioni su Scott e gli scacchi.
    A pagina 66 riporta una nota autobiografica di Scott nella quale lo stesso autore confessa che durante la sua malattia giovanile

My only refuge was reading and playing at chess.

Il mio unico rifugio era la lettura e il gioco degli scacchi.

    A pagina 157 scrive:

Mr. Irving remembers playing with him hour after hour, in very cold weather, when, the windows being kept open as a part of the medical treatment ...

Il Signor Irving si ricorda di aver giocato con lui per ore, in una stanza molto fredda. Le finestre rimanevano aperte come parte del trattamento medico ...

    E aggiunge:

But Scott did not pursue the science of chess after his boyhod. He used to say that is was a shame to throw away upon mastering a mere game, however ingenious, the time which would suffice for the acquisition of a new language. "Surely", he said, " chess-playing his a sad waste of brains".

Ma Scott non ha proseguito nello studio della scienza degli scacchi dopo la sua fanciullezza. Considerava una vergogna sprecare il tempo necessario per acquisire la padronanza dell'ingegnoso gioco degli scacchi; lo stesso tempo sarebbe stato sufficiente per imparare una nuova lingua. Certamente egli disse "il gioco degli scacchi è un triste spreco di cervelli".


    A pagina 174 riferisce un episodio della vita di Scott, quando lavorava alle spedizioni in George's Square:

Their addition, that he often played chess with one of his companions in the office, and had to conceal the board with precipitation when the old gentleman's footsteps were heard on the staircase ...

Ha giocato spesso a scacchi con uno dei suoi compagni d'ufficio ed ha dovuto nascondere prontamente la scacchiera quando sentiva i passi dei clienti sulla scala.


    A pagina 268 cita il conte Hans Moritz von Brühl (1736-1809) socio del London Chess Club. Giocò anche contro Philidor.

"We have a great marriage towards here - Scott of Harden, and a daughter of Count Bruhl, the famous chess-player ...



    Le citazioni scacchistiche che abbiamo trovato nei libri di Walter Scott sono talmente interessanti che meritano di essere conosciute ed apprezzate (vedi anche le schede sui libri di Scott nel database bibliografico degli scacchi in questo sito).
    Si rimane perplessi, però, nel non trovare menzione di Scott nelle varie bibliografie degli scacchi. Anche perché i suoi libri sono stati - e da molto tempo - tradotti in lingua italiana e, per questo, ampiamente letti e conosciuti.
    Il libretto su Scott che presentiamo è il primo della serie Citazioni e si intitola Le citazioni scacchistiche dei libri di Sir Walter Scott.
    Citazioni è un progetto che intende raggruppare l'enorme mole di citazioni, pensieri, considerazioni, dialoghi, momenti narrativi a soggetto scacchistico della Letteratura italiana e straniera. La serie, che sarà lunghissima, avrà una cadenza trimestrale e si occuperà di Autori italiani e stranieri (ma tradotti in lingua italiana) che non si trovano inseriti nelle varie bibliografie degli scacchi.
    Ogni libretto riporta:
- la trascrizione in lingua originale della citazione;
- la traduzione in italiano (per opere straniere);
- la prima edizione straniera da cui è tratta la citazione;
- la prima edizione e traduzione in lingua italiana (per opere straniere);
- Trame dei libri, commenti e note varie. Articoli.

    Gli articoli e i libri segnalati nel primo volume interamente dedicato a Sir Walter Scott:

- Il regalo scacchistico della Regina Elizabeth I, in Kenilworth;
- Due scacchiere nell'inventario dei beni del castello del duca di Leicester, in Kenilworth;
- L'annotazione su Napoleone, in Journal;
- Il cavaliere che salvò il futuro Re Charles II dall'odio di Cromwell, in Woodstock;
- Il menestrello che conosceva gli scacchi, in Minstrelsy of the Scottish Border;
- Lo spirito domestico che suggerisce le mosse degli scacchi, in Letters on Demonology;
- Il riflessivo gioco degli scacchi, in Guy Mannering;
- Il passatempo degli Highlanders, in A Legend of Montrose;
- I soli compagni di Scott durante la sua malattia: i libri e gli scacchi, in general preface to Waverley;
- In politica si spostano i tesorieri e i ministri come nel gioco degli scacchi si cattura una torre o un pedone, in Bride of Lammermoor;
- Game at Chess di Caxton nell'aneddoto di Jonathan Oldbuck, in The Antiquary;
- La strana eredità della partita Spagnola, in The Black Dwarf>;
- Gli scacchi nella vita di Napoleone, in The Life of Napoleon Buonaparte.

  Gli articoli, gli Autori e i libri segnalati nel secondo volume:

André Gide: Heautontimorumenos e scacchi, in Les caves du Vatican;
- Il perfetto Ouroboros di Cervantes, in El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha;
- La breve annotazione di Francesco Guicciardini, in Le memorie di famiglia;
- L'impossibilità (per definizione) del gioco alla cieca secondo lo scienziato Galileo Galilei, in Lettere;
- Il carattere sacro degli scacchi secondo René Guénon, in Symboles fondamentaux de la Science sacrée;
- La partita a scacchi tra Miranda e Ferdinand, in The Tempest di William Shakespeare;
- L'audacia di Francis Bacon, in Essays;
- Il re gioca a scacchi, in Bussy d'Ambois di George Chapman;
- Gli scacchi dimostrano che non è Leon Battista Alberti l'autore della Hypnerotomachia Poliphili, in I libri della famiglia di Leon Battista Alberti .

  Gli articoli, gli Autori e i libri segnalati nel terzo volume:

-  Gli scacchi nel testo Rosacrociano di Andreae, in Chymische Hochzeit Christiani Rosencreutz;
-  Noi ci muoviamo come i pezzi degli scacchi, in Jennie Gerhardt di Theodore Dreiser;
-  La Follia non contempla gli scacchi, in Elogio alla Follia di Erasmo da Rotterdam;
-  Black House contro White House, in A Game at Chess di Thomas Middleton;
-  Gli scacchi: scudo e arma, in Percival di Chrétien de Troyes;
- L'intervento salvifico di Nostrre-Dame, in Miracle de Théophile di Rutebeuf;
- Lo scacco matto della Fortuna, in The Book of Duchess di Geoffrey Chaucer;
- La drammatica partita a scacchi nella notte di San Giovanni, in Tristan et Iseut di Thomas d'Angleterre;
- Le tre incisioni scacchistiche di Lucifero, in El Club Dumas di Arturo Pérez-Reverte.

  Gli articoli, gli Autori e i libri segnalati nel quarto volume:

- Scacchi e guerra, in Guerra e Pace di Lev Tolstoj;
- Le citazioni scacchistiche dei Diari di Lev Tolstoj;
- Risolvere due problemi di scacchi per iniziare bene la giornata, in Anna Karenina di Lev Tolstoj;
- Ulivier e Rinaldo, due paladini che giocano a scacchi, in Morgante maggiore di Luigi Pulci;
- I fumaioli che sembravano pezzi degli scacchi, in Le confessioni di un ottuagenario di Ippolito Nievo;
- I passatempi di un astronauta, in 2001 A Space Odyssey di Arthur C. Clarke;
- Il pastorale dell'arcivescovo di Ravenna e altre interessanti note scacchistiche in Commento alla Divina Commedia di Nicolò Tommaseo;
- La prima scacchista siciliana: Macalda Scaletta (XIII secolo), in La Sicilia del Seicento, società e cultura di Santi Correnti;
- Il fallito tentativo di apprendere il gioco degli scacchi, in Les Confessions di Jean-Jacques Rousseau;
- Scacchi e politica, in La chartreuse de Parme di Stendhal;
- Il ricorso al gioco degli scacchi, in Lucien Leuwen di Stendhal.

Note:
1) La malattia, che lo costrinse a letto per alcune settimane, era dovuta alla rottura di un vaso sanguigno. I dottori gli avevano prescritto, tra le altre cose, l'aria gelata come rimedio.
2) I libri, quell'oceano di letture erano presi dalla biblioteca circolante di Edimburgo fondata da Allan Ransay.

(San Gregorio, 25/08/2007)



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