La progettazione di scacchiere
uniche ed originali


    Non sono un collezionista di scacchiere e pezzi degli scacchi. Altri tipi di collezioni mi attirano e mi interessano.
    Ovviamente, ho anch'io numerosi sets ma non di particolare pregio artistico. E non ho mai pensato di ampliare seriamente questa collezione.
    Il mio interesse è, invece, quello di progettare, disegnare e costruire delle scacchiere e dei pezzi originali, unici, con un preciso riferimento storico -letterario.
     Dall'idea si passa al disegno e poi ad una accurata progettazione. Per ultima la più impegnativa fase di costruzione e realizzazione.


MandalaChess (MandalaScacchi)


    Ecco una prima idea e un primo disegno:



    Estrarre la scacchiera da un blocco di legno è solo questione di tempo, pazienza, attenzione e continue misurazioni. Colorare la scacchiera per un pittore dilettante non è difficile.
    Ecco il MandalaChess (o MandalaScacchi) finito:





    Ovviamente questa scacchiera ha bisogno di un'altra fase importantissima in modo da legare l'idea alla base letteraria-storica: le regole del gioco. Ma di queste ne parleremo in un prossimo aggiornamento.


Gens una sumus


    Gens una sumus è il motto latino che compare nel logo della Fédération Internationale des Échecs (FIDE).
    Questo bell' ammonimento dovrebbe essere sempre rispettato nella nostra grande famiglia di scacchisti.
    Mi è piaciuto inserirlo in una scacchiera aggiungendo quello che, da sempre, è sinonimo di fratellanza ed amicizia: la stretta di mano. E, così, una stretta di mano su una scacchiera con il motto latino inciso, sancisce doppiamente lo spirito di lealtà ed amicizia di noi scacchisti.



Scacchiera modello Isle Sonante


    Nella Hypnerotomachia Poliphili (anonimo del 1499) e nella Isle Sonante di Rabelais sono i musici che regolano il movimento dei pezzi degli scacchi. Quattro musici nella prima opera, otto per ciascun lato nella seconda opera, sedici (un musico per ogni pezzo degli scacchi) nella nostra ultima versione.



   Realizzato il disegno della nuova scacchiera si passa ad una ricerca bibliografica musicale per individuare gli strumenti in uso all'epoca.
   Ricopiare le miniature trovate e re interpretarle non è stato difficile. La realizzazione delle stesse in legno, ovviamente, prenderà moltissimo tempo.
   Ecco i disegni dei musici validi per i tre nuovi modelli di scacchiere: modello Hypnerotomachia Poliphili, modello Isle Sonante, nuovo modello Isle Sonante.






La pittura racconta i gambetti
Gambetto n. 1: il gambetto Bello





Prima fase: coloritura neutra ed inserimento dell'inserto
(bandiera italiana).
Nella seconda fase si passa alla pittura della scacchiera.


    Si assiste, da diverso tempo, ad un nuovo interessante fenomeno scacchistico: la riscoperta del Gambetto di Re.
    Questo antico impianto mantiene inalterato tutto il suo fascino. Lo sanno bene i suoi sostenitori - e sono uno di questi - che con passione continuano a giocarlo.
    Ma conserva, ancora oggi, qualcosa del suo alone di romantici- smo?
    Nel 2000 una partita per corrispondenza ha attirato la mia attenzione: 1. e4 e5 2. f4 exf4 3. Cf3 g5 4. Ac4 g4 5. 0-0 gxf3 6. Dxf3 Df6 7. Cc3 Dd4 8. Rh1 Dxc4 9. b3 [Stock- Sozzi (corr. 1999). 9.b3 rappresenta una novità rispetto alla mossa 9.d3 giocata da J.G. Bell contro J. Donaldson nel 1841 a Canonbie Manse.
    Donaldson si difese con 9..., De6 ma dopo 10. Axf4 c6 11. Axb8 Txb8 12. Ta-e1 Ab4 13. Cd5 cxd5 14. exd5 Dxe1 15. Dxf7 Rd8 16. Txe1 Axe1 17. d6 fu costretto all'abbandono.
    Quanti sanno, comunque, che questo gambetto (con le mosse distintive 1. e4 e5 2.f4 exf4 3. Cf3 g5 4. Ac4 g4 5. 0-0 gxf3 6. Dxf3 Df6 7. Cc3) viene comunemente chiamato Gambetto Bello?
    Tale definizione venne data dallo stesso Donaldson come risulta da un articolo pubblicato sul The British Chess Magazine Ottobre 1891 pagg. 450-451: "From 1838 to 1841 I played very little chess, as I was travelling and studying art in Italy and Germany. Upon my return home, in 1841, I played a few games at Canonbie Manse with an Indian amateur, a strong player, Capt. J. G. Bell, at one particular variation of the Muzio Gambit, in which he sacrificed a second piece and won often even then by force of position and Pawns! One or two of these games are, I think, given in the 1842 year of the Chess-Player's Chronicle, edited by Howard Staunton. I have not beside me that 1842 volume. It was through Bell and is Bello gambit, as I called it, that I became acquainted with Staunton and began a correspondence with him, and sending games to the Illustrated London News, wich he then edited, has been continued ever since up to this present year".
    Romanticismo a parte, un evidente Bell'Omaggio all'Italia.


La pittura racconta i gambetti
Gambetto n. 2: il gambetto Rosentreter





Prima fase: coloritura neutra ed inserimento dell'inserto
(stilizzazione del vulcano Etna).
Nella seconda fase si passa alla pittura della scacchiera.



    Il gambetto di Re mi ha sempre affascinato ed interessato. Soprattutto: la variante Rosentreter.
    La variante (mosse iniziali e4 e5 2.f4 exf4 3. Cf3 g5 4. d4 g4 5. Axf4 gxf3 6. Dxf3) prende il nome da Adolf Rosentreter (1844-1920) capitano tedesco.
    Una variante che ho sempre giocato con successo. Ecco un interessante esempio


COCO C.
TUISKO T.
Corr. 1995 - WTM 636

1. e4 e5
2.f4 exf4 3. Cf3 g5
4. d4 g4 5. Axf4 gxf3 6. Dxf3 d5

7. Ae5 !N


E' così difficile trovare novità in apertura?
7. Ae5 è una interessante novità in una variante poco investigata dai teorici e da me lungamente studiata. Il seguito 7. exd5 Cf6! (7... Ad6 8. Ab5+ Ad7 8. Axd6 [Leiseben-Junge corr. 1986) 8. Ab5+ c6 9. Ae5 Ag7 10. dxc6 bxc6 11. Axc6+ Cxc6 12 Dxc6+ Ad7 13. Df3 0-0 14. Ce8 lascia il Nero con un leggero vantaggio. Invece la mossa 7. Ae5 offre numerose possibilità per un attacco diretto e devastante contro il Re Nero.


7... f6

Unica mossa. Se 7...dxe4 8. Dxe4 Ab4 [8...De7 9. Cc3] 9. c3 De7 10. Ab5 Rf8 [ 10...c6 11. Ad3 f6 12. Axb8] 11. cxb4 dxb4 12. Cc3


8. Dh5 Re7

Forse migliore 8...Rd7

9) Cc3 c6 !?

9 ...Ae6 ?!

10. exd5 De8


10...Db6 11. Ac4 Dxb2 12. 0-0 Dxc3 13. d6+ Rd8 (13...Rd7 14.Df5) 14. Axg8 De3 (14...Cd7 15. Axf6+ Cxf6 16. De5) 15. Rh1 Cd7 16. Axf6 Cxf6 17.Df7

11. Dh4 Rd7 12. 0-0-0 Ah6+

12... fxe5 ??13. dxe5 Rc7 14. d6 + Rd7 15. g3 + - Dxe5 16 Ah3 + +- C. Coco-Posylek WTM/715 Corr. 1996

13. Rb1 Df8 14. Ae2 Rd8 15. Th-f1 Cd7

16. Dg3 Cxe5 17. dxe5 c5

18. e6 a6 19. Ca4 1-0


LA PARTITA E' STATA PUBBLICATA SUL SAHOVSKI INFORMATOR 68/271; SULLA ENCYCLOPAEDIA OF CHESS OPENINGS VOLUME C; SU FERNSCHACH Dicembre 1996



La pittura racconta i gambetti
Gambetto n. 3: il gambetto Cascio





Prima fase: coloritura neutra ed inserimento dell'inserto
(l'antico simbolo della Trinacria).
Nella seconda fase si passa alla pittura della scacchiera.



    Nella Apologia del Salvio troviamo la più importante citazione sul Cascio (pag. 60, Capitolo XII):

Dirò un altro modo di Gambitto, il quale mai fù pensato, e per quanto mi venne riferto dal Signor Mutio d'Alessandro gentilhuomo di molto garbo, e del gioco molto intenditore succedì col Signor Don Geronimo Cascio così gran giocatore con un'altro giocatore casualmente.


    La frase, anche se nell'italiano del Seicento, è chiarissima: il Signor Muzio d'Alessandro (che del gioco degli scacchi era un buon intenditore) riferì al Salvio di aver visto giocare dal Cascio un gambetto mai pensato e giocato prima. Dunque il Salvio, per primo, riconobbe la paternità della sequenza attribuendola al Cascio e la rende nota inserendola nel suo libro. Per circa duecento anni il libro del Salvio circolò e fu ristampato. Nessuno lo mise in discussione.

    Ma successe un fatto inatteso e imprevisto.
    Nel The Works of Damiano, Ruy Lopez, Salvio on the game of chess pubblicato a Londra nel 1813 lo scrittore inglese J. H. Sarratt a pag. 208 riportò la stessa sequenza del libro del Salvio 1.e4 e5 2.f4 ef4 3.Cf3 g5 4.Ac4 g4 5.0-0 (Tf1 e Rh1) gf3 6.Df3 De7 7.Df4 Ch6 8.Dc7 Cc6 9.Cc3 Dd6 10.Cd5 annotando: Salvio states that the following Gambit was sent to him by Signor Muzio, who commonly won it of his and adversary Don Geronimo Gascio.
    E' evidente la cattiva interpretazione e traduzione fatta dal Sarratt che attribuisce la sequenza al Mutio (che invece si limitò a riferirla al Salvio) e non al Cascio. Confonde l'informatore (Mutio d'Alessandro) con il giocatore (Cascio) e addirittura menziona il nome (Mutio) e non il cognome (d'Alessandro). Quanti errori in poche righe! .
    Da allora, purtroppo, il gambetto prese il nome - errato - di gambetto Muzio e con questo nome è conosciuto ancora oggi. E così Geronimo Cascio di Piazza si è visto negare questo merito.
    Molti libri sul Gambetto di Re parlano, ancora oggi, di Gambetto Muzio. Così lo chiama, ad esempio, Edwin Bhend in Koenigsgambit (Band 1) edizione del 1971 a pag.55; Stefan Buecker in Das neue Koenigsgambit ed. 1986 capitolo VII; e tantissimi altri. Perseverando in un errore che dura, ormai, da più di un secolo e mezzo.
    Un tentativo di rimediare all'errore del Sarratt è stato fatto dall'autorevole DAS SCHACHSPIEL del Dr. Antonius Van Der Linde pubblicato a Berlino nel 1874.
    Nel problema n. 224, riportando la sequenza del gambetto, il professore tedesco indica la doppia dicitura Muzio-Cascio.
    Un poco di giustizia, finalmente!



   Proporremo altri progetti.
   Intanto invitiamo il lettore a tentare di progettare altre scacchiere originali (non ispiratevi a quelle mostrate che, ovviamente, sono coperte da rigido copyright) ed, eventualmente, a proporle al sito per una pubblicazione.
   Siate creativi. Buon lavoro.

Carmelo Coco. San Gregorio (CT) - 12/04/2005  Copyright