Alessandro Salvio









    E' la battaglia (la partita) della Scaccaide, la tragedia di Alessandro Salvio pubblicata a Napoli nel 1612. E', in ordine di stampa, la terza opera letteraria (dopo l' Hypnerotomachia Poliphili del 1499 e l' Isle Sonante di Rabelais del 1562-64) a riportare una partita a scacchi con pezzi viventi. Il quarto riferimento è contenuto in A Game at Chess di Thomas Middleton del 1624. Volutamente non inserisco in questo elenco l'Adone di Giambattista Marino perché, come ho ampiamente dimostrato, il cavaliere napoletano plagiò per intero l'Isle Sonante del Rabelais.
    Nella tragedia il Re d'Egitto, Tomiri, è stato assalito dal Re d'Etiopia, Cacco, e costretto, da forze preponderanti a rinchiudersi nella Città Reale. Qui il suo avversario lo circonda e assedia. Sarà la partita a scacchi a decidere le sorti della guerra.



Da notare che durante l'assedio della Città Reale uno degli Alfieri di Tomiri era passato al nemico. Ma anche uno degli Alfieri di Cacco, Ezio, aveva disertato. Cacco pone l'Alfiere di carnagione bianca (prima Alfiere Egiziano di Tomiri) su casa bianca. Tomiri pone Ezio, di carnagione nera (prima Alfiere Etiope di Cacco) su casa nera. Nessuno dei due traditori, però, pur facendo parte degli schieramenti, partecipa alla partita.







Carmelo Coco. San Gregorio (CT) - 12/04/2005  Copyright