Terminologia scacchistica in uso nel 1600


Per facilitare la lettura e lo studio
dei trattati del Carrera e del Salvio


PARTE SECONDA (9-13)



9 - IL MOVIMENTO IN GENERALE DEI PEZZI E PEDONI


    Il movimento in generale dei pezzi e dei pedoni viene descritto in vari e variegati modi. Ne indichiamo alcuni:
    Carrera: mosse (pag. 391: Quando il Bianco mosse il Pedone della Donna); giocò (pag. 367: Quando il Nero giocò la Donna); muove (pag. 399: Il Bianco muove ilo pedone del Rè); sospinga (pag. 492: il Nero sospinga il Pedone); vada (pag. 336: la Donna Bianca vada nella terza del Rocco); calare (pag. 336: onde la Donna nera forzata à calare nella seconda dell'Alfino); mandi (pag. 341: mandi in due case il Pedone); condusse (pag. 341: quando il Bianco condusse il Cavallo); menò (pag. 341: se il Nero menò il Cavallo); esca (pag. 341: il Bianco esca co'l Rè nella terza dell'Alfino); passeggia (qui nel senso di oscillazione fra due case) (pag. 182: e mentre il Negro passeggia per le due case); accosti (pag. 182: il Rè bianco accosti alla casa del pedone); scenderà (pag. 184: scenderà nella casa del pedone del Rè); scese: (pag. 384: Quando la Donna bianca scese nella seconda del Ré); camini (pag. 111: vegniamo à dire in che maniera ciasuno camini); viaggio (pag. 111: La Donna fa il suo viaggio); cacci (pag. 492: il Bianco cacci il Pedone del Rocco); uscì: (pag. 396 Quando l'Alfin Bianco del Rè uscì nella quarta dell'altro Alfino); spinse (pag. 394: Quando il Bianco spinse il Pedone della Donna in due case); sospinse (pag. 392: Quando il Bianco sospinse il Pedone della Donna); scenderà (pag. 184: scenderà nella casa del pedone del Rè); condusse (pag. 374: Quando il Nero condusse la Donna); vada (pag. 336: la Donna Bianca vada nella terza del Rocco).

    Salvio predilige i termini giochi e giocherà (pag. 144: il nero giocarà la pedona); (pag. 144: giochi il Re alla seconda della sua filera). Ma non disdegna altri termini, spingerà (pag. 81: e'l bianco spingerà la pedona della donna).

    In particolare, la spinta del Pedone di due case viene indicata dal Carrera con quanto può gire (pag. 397: il Bianco manda il Pedone dell'Alfino del Rè quanto può gire); di due case (pag. 399: Il Bianco muove il Pedone del Rè in due case); quanto può (pag. 399: il Bianco manda il Pedone dell'Alfino del Rè quanto può).
    Similmente il Salvio (pag. 84: Giocarà il bianco la pedona del Rè quanto la va e'l nero farà l'istesso, e'l bianco giocarà la pedona dell'alfiero del Rè quanto la va).


10 - LE CATTURE E I CAMBI


    Nella moderna trascrizione di una partita, la cattura viene indicata comunemente con il segno X (o :), per es. e5Xf4. Nel Seicento, invece, la cattura doveva essere menzionata chiaramente con opportuni e specifici termini.
    Carrera usa, comunemente, i termini prendere, prese, piglierà (pag. 436: prendere il Pedone di Cavallo co'l Pedone dell'Alfin della Donna); (pag. 391: Quando il Nero prese l'Alfino bianco della Donna), (pag. 395: piglierà il Pedone).
    Salvio usa spesso il termine canonico prenda (pag. 144: con la pedona del Re prenda la pedona dell'alfiero); ma anche prenderà (pag. 45: e'l bianco prenderà detta pedona ); pigliarà (pag. 46: e'l bianco pigliarà il cavallo).
    Per le catture si usavano termini anche più crudi.
    Carrera (pag. 395: il Pedone nero uccida il bianco).

    I cambi vengono indicati dal Carrera nel seguente modo: baratterà (pag. 336: anzi baratterà l'Alfino, e'l Cavallo co'l Rocco); cambiare (pag. 336: correrà à rischio di cambiare l'Alfino); (pag. 341: il Bianco disposto di cambiar la Donna), (pag. 177: quando si cambierà col Rocco); baratto (pag. 341: se il Negro non volendo far baratto della Donna); (pag. 296: Quando il Bianco fè baratto dell'Alfino); cambio (pag. 296: stringendo la Donna à far cambio).


11 - LA VITTORIA E LA SCONFITTA A SCACCHI


    Vincere, vittoria, vincitore, perdere, perdenza, (perdita, sconfitta), perditore, (perdente) sono, ovviamente, le parole più comuni usate dai due trattatisti.
    Il Carrera, comunque, nella X delle sue famose Leggi, dirà sarà Tavola affatto senza nessuna perdita.
    Salvio, nel Puttino, capitolo XIII si rinfrancò la perdenza di quel giorno. e nel cap. XII non potè di quella sua arte avvalersi, e perditore divenne.
    Ma il Carrera usa espressioni tipiche insuperabili per indicare la vittoria, la sconfitta e l'impossibilità della vittoria (specialmente nel capitolo I libro ottavo):
1) Guadagnare l'impresa;
2) Guadagnar la battaglia;
3) L'acquisto della vittoria;
4)  Per lo frutto della vittoria;
5) Non darà fine al gioco con la vittoria;
6) E' inhabile ad acquistar vittoria;
7) Non potrà riportar vittoria dal nimico;
8) Disperar la vittoria (pag. 495);
9) Partorir la vittoria (pag. 175);
10) Disfatto il nimico (pag. 296);
11) Scampar dalla morte (pag. 138);
12) Difficoltà per vincere il gioco (pag. 366).
etc.

    Il termine Perdente viene usato dal Carrera quando parla di Paolo Boi (pag. 89).
    Salvio usa un'espressione felice, di pari onore per definire il gioco pari senza vinti né vincitori, soprattutto nelle sfide: Alla fine dopo aver giucati molti giuochi, essendo tardi restorono di pari onore, avendo or l'uno, or l'altro guadagnato, ed ora impattato (Il Puttino, capitolo I, la prima sfida tra Paolo Boi e Leonardo da Cutri).


12 - LE APERTURE IN USO NEL SEICENTO


    Il Carrera, per indicare le aperture, usa il termine principij di uscite (pag. 365-366: quattro principij di uscite).
    Molto in uso, nel Seicento, era il gambetto, cioè l'offerta/sacrificio di un pedone nelle mosse iniziali della partita. Nel Seicento erano molto giocati il Gambetto di Re (1. e4 e5 2. f4) e il gambetto di Donna (1. d4 d5 2. c4).


Carrera Salvio
Gambitto/Gambito/Gomito Gambitto/Gammitto

    Gambitto/Gambito/Gomito sono citati dal Carrera nel capitolo IX del libro sesto (pag. 387).
    Salvio usa Gambetto del Rè (pag. 77), Gambitto di Donna (pag. 88).

    Da notare che la prima partita tra Leonardo da Cutri, detto il Puttino e Paolo Boi detto il Siracusano (chiamati ambedue dal Salvio Lumi e splendori della professione degli scacchi) nel loro primo incontro (Il Puttino capitolo I) giocarono un gambetto di Re: venne per sorte a toccare il primo tratto al Siracusano: per lo che incominciando dal Pedone del Re, quando và Lionardo facendo l'istesso, si venne a fare il Gammitto, nel quale e dall'uno, e dall'altro si fece il possibile: l'altro a difendere il Pedone, e l'uno ad offendere il contrrario.
    A dimostrazione della grande importanza del gambetto riportiamo il sonetto di Alessandro Salvio (Il Puttino, capitolo XIII).

Sfidommi a Scacchi il gran Leonardo (a), e volse
Seco giucassi, e a lui sortissi il tratto:
Ei comincia, io l'incontro; ei ponsi in atto
Di gambitto, ed a pigliar tosto m'involse.
Segue egli il giuoco, el suo Cavallo sciolse;
Io il Pedon del Caval quanto può un tratto:
Ei l'Alfier, io rispingo; ei fugge, io al matto (b)
Corro; egli il Re move, el colpo svolse.
Grida egli ho vinto, or cedi, e a me dà il vanto,
Troppo ardisti a venir meco al contrasto,
Che'n tal mestier tu non sei meco uguale.
Conobbi il tiro (c), e a lui mi volgo in tanto,
Disseli, il vincitor vinto è rimasto.
A cader và chi troppo in alto sale.
Ecco che'l tuo rivale
T'ha vinto, e poi ti dice,
Gambitto a giucator farsi non lice.(d)


    Nel capitolo XVI del libro sesto (Considerazioni sopra il gioco del Gambitto) il Carrera esprime il suo giudizio sul gambetto di Re.
    Il gambetto può essere accettato se il Nero gioca 2 ... e5xf4 (nel gambetto di Re) e 2 ... d5Xc4 (nel gambetto di Donna), oppure rifiutato. Al gambetto si poteva rispondere, comunque, con un controgambetto, proponendo il Nero un nuovo sacrificio di Pedone.
    Salvio usa contra Gambitto (pag. 91: farà contra Gambitto), (Il Puttino, capitolo XIII, la prima partita tra Cascio e Salvio avvenne che il primo giuoco, volendo io fare il gambitto di donna a detto Signore Cascio, che a me toccò il primo tratto; egli facendomi il controgambitto).

    Lo stesso Gambetto (di Re, accettato) a confronto:


Carrera Salvio
Il Bianco gioca il Pedone del Rè in due case, il Nero gioca il Pedone del Rè in due case, il Bianco move il Pedone dell'Alfino di Rè in due case, il Nero piglia il Pedone col suo. (pag. 388) Giocarà il bianco la pedona del Rè quanto la va e'l nero farà l'istesso, e'l bianco giocarà la pedona dell'alfiero del Rè quanto la va,,e'l nero la prenderà (pag. 84).


    Mentre Salvio usa sempre la stessa terminologia nel presentare le partite, il Carrera cambia spesse volte rispetto a quella standard mostrata come esempio: userà, poi, termini molto vicini a quelli del Salvio: (pag. 397: Il Bianco gioca il Pedone del Rè in due case, il Nero gioca il Pedone del Rè in due case, il bianco manda il Pedone dell'Alfino del Rè, quanto può gire), oppure (pag. 399: Il Bianco muove il Pedone del Rè in due case, il Nero similmente move il Pedone del Rè in due case).

Note:
a) E' G. Domenico De Leonardis, chiamato beffardamente grande Leonardo. Nessuna correlazione tra Leonardis e Leonardo detto il Puittino.
b) E' il Gambetto di Re accettato e sostenuto: 1) e4 e5 2) f4 exf4 3) Cf3 g5 4) Ac4 g4 5) Ce5 Dh4
c) La sequenza era ben conosciuta dal Salvio che l'aveva riportata e commentata nel suo libro al Capitolo XIX, Gambetto del Rè.
d) La sentenza finale: Non è conveniente fare un gambetto a un vero giocatore di scacchi.


13 - I PROBLEMI SCACCHISTICI



Carrera Salvio
Partiti, partiti di sottilità, giochi rotti Sbaratti, Partiti e partiti di sottilità


    1) I partiti di sottilità: non sono problemi a tema come quelli conosciuti dai problemisti di oggi o matti in due o più mosse, automatti, etc. Nei problemi di sottilità il Bianco (o il Nero) dichiara apertamente di voler dare matto ma anziché il numero di mosse annuncia in quale modo lo darà e con quali pezzi.
    Come spiega il Carrera nel capitolo I del libro settimo (Il Gioco) in Sicilia venivano denominati tratti posticci.

    2) Partiti: sono posizioni da studio che ricorrono spesso nella pratica del gioco e dei quali si conosce bene il risultato. (Salvio, pag. 68 Partito che molte volte succede, ... questo non si può vincere).

    3) Sbaratti: sono delle vere e proprie partite dato che lo sbaratto non riporta nessuna posizione iniziale ma le mosse del Bianco e del Nero, dalla prima all'ultima. (Salvio pag. 106: Giocarà il bianco la pedona el Rè quanto và, e'l nero farà l'istesso, e'l bianco la pedona dell'alfiero del Re quanto và, e'l nero la prenda, etc.).
    Per meglio evidenziare queste fondamentali differenze dei termini presentiamo degli esempi:
    Esempio di partito di sottilità.

(Dal Trattato dell'Invenzione e Arte Liberale del gioco di scacchi di Alessandro Salvio un bel partito di sottilità di d'Arminio)

 Rimo havrà il nero la pedona del roccho del  Re alla  sua casa, e la donna alla casa del cavallo di Re, e il  Re alla casa del suo alfiero. la pedona del cavallo di sua donna alla terza d'esso cavallo, e l'alfiero del suo Re alla quarta del roccho di sua donna, e la pedona dell'alfiero di sua donna alla sesta d'esso alfiero, e per contrario il bianco havrà il Rè alla quinta del cavallo d'esso Re, e la pedona di detto cavallo alla sesta di esso, e la pedona del roccho del Re alla sesta d'esso roccho, e la pedona dell'alfiero di Re alla quinta di detto alfiero, e havrà l'alfiero di sua donna alla sesta dell'alfiero di su Re, e l'alfiero di Re alla sesta dell'alfiero di sua donna, e un cavallo alla quinta dell'alfiero di sua donna, e l'altro cavallo alla quinta di sua donna, e havrà la donna sua alla casa del cavallo di sua donna, e un roccho alla casa dell'alfiero del Re, e havrà ancora la pedona del roccho di sua donna alla terza casa del roccho di donna, e la pedona del cavallo di donna alla quinta d'esso cavallo, e la pedona dell'alfiero di donna alla sua casa propria. dice il bianco al nero con dar scaccho con la pedona dell'alfiero di Re nell'altro tratto darli matto con la pedona del roccho di donna subito, sarà in questa maniera darà il bianco scaccho col cavallo alla seconda della donna del nero, e'l nero andrà col Re alla sua casa forzatamente, e'l bianco dia scaccho col roccho alla casa del suo Re, e'l nero si coprirà con la donna, e'l bianco giochi l'istesso cavallo alla casa del cavallo del nero, e dia scaccho di scoverta, e'l nero fuggirà alla casa di primo, e'l bianco prenda con la pedona del suo alfiero la donna del nero. e s'il nero prende la pedona del cavallo del bianco, il bianco prendala col Rè, e'l nero giocarà il Rè alla casa del cavallo, e'l bianco li dia scaccho con la pedona del roccho di Rè, e'l nero tornerà alla casa del suo alfiero, e'l bianco fugga l'alfiere del Rè alla seconda del cavallo di donna del nero, e'l nero andarà alla sua propria casa, e il bianco giochi la donna alla quarta del suo cavallo, e'l nero sarà forzato prendere col suo alfiero, e'l bianco prenda l'alfiero con la pedona del roccho di donna, e avertasi, che s'il nero v'andasse con l'alfiero in detto loco, dove ha presa la donna del bianco avanti ch'il bianco vi vada di donna prenda detto alfiero sempre con la pedona, onde tornando il nero nella casa del suo alfiero, essendo detto pedone di roccho nella detta casa, il bianco dia scaccho con l'alfiero di donna alla seconda del Re nero, giocando però prima il roccho alla casa del cavallo del Re, e il suo Re alla quarta del Re nero, e quinta sua, e'l cavallo, che stà alla casa del cavallo del nero alla terza dell'alfiero di donna del nero, e dopò dia scaccho con detto alfiero in detto loco, a tempo, ch'il nero si ritrova nella casa del suo alfiero, non havendo altra casa, che quella, e quella del Re; onde dando scaccho il bianco con detto alfiero in detto loco, il nero andando col Re alla casa sua, il bianco giochi l'alfiero alla quarta dell'alfiero di donna del nero, e'l nero sarà forzato prenderlo, e'l bianco prenderà con la pedona del roccho, che stà nella quarta del cavallo di donna, dove il nero non potendo giocare il Re in altre case, ch'in quelle tre, che si vedono, il bianco havrà da spingere prima la pedona del cavallo di donna un'altra casa, e poi giochi il cavallo alla quarta di sua donna, e poi alla quinta dell'alfiero di suo Re, giocando prima il Re alla sua, e poi giochi l'altro cavallo alla quarta dell'alfiero di Re, e dopo con l'istesso entri alla terza del cavallo del Re nero, e se non havrà tempo con l'altro a darli scaccho alla seconda del cavallo, aspetti, ch'il nero sarà forzato andarci, e fra tanto potrà il bianco giocare il roccho una casa per l'istessa filera, ove poi dando scaccho con detto cavallo viene ad essere scaccho con la pedona dell'alfiero, e matto con l'altra.

Avertimento.

Averta il bianco, che s'il nero a tempo, che pigliò con la pedona del roccho quella del cavallo del Re bianco non havesse preso, ma giocato il Re alla casa del cavallo, il bianco non prenda, ma trattengasi con giocare l'alfiero del Re alla seconda del cavallo di donna del nero, dove s'il nero poi prende il bianco potrà fare come di sopra, se fugge il bianco con la pedona del cavallo, prenda quella del roccho del nero, che farà l'istesso gioco come il primo.


1a - Pezzi in gioco:

1b - Diagramma:

1c - Dichiarazione:

    Il Bianco, al quale spetta la mossa iniziale, dichiara di voler dare scacco con il pedone f e, nella mossa successiva, di dare matto con il pedone a.

1d - Soluzione:
1. Cc5-d7+ Rf8-e8 (forzata)
2. Tf1-e1+ Dg8-e6 (forzata)
3. Cd7-b8+ (scacco di scoperta) Re8-f8 (forzata)
4. f5xe6 h7xg6
5. Rg5xg6 Rf8-g8
6. h6-h7+ Rg8-f8
7. Ac6-b7 Rf8-e8
8. Db1-b4 Aa5xb4 (presa forzata)
9. a3xb4 Re8-f8
(Qui il Bianco giocherà le mosse di assestamento dei propri pezzi mentre il Re Nero dovrà oscillare, forzatamente, tra le case e8-f8).
10. Te1-g1 Rf8-e8
11. Rg6-f5 Re8-f8
12. Rf5-e5 Rf8-e8
13. Cb8-c6 Re8-f8
14. Af6-e7+ Rf8-e8
15. Ae7-c5 b6xc5 (presa forzata)
16. b4xc5 Re8-f8
17. b5-b6 Rf8-e8
18. Cc6-d4 Re8-d8
(Adesso il Re Nero ha a disposizione tre case: d8-e8-f8)
19. Cd4-f5 Rd8-e8
20. Cd5-f4 Re8-d8
21. Cf4-g6 Rd8-e8
(Adesso il Re Nero ha a disposizione due case: d8-e8)
22. Cf5-g7+ Re8-d8
23. e6-e7+ Rd8-d7
24. c5-c6 matto.


    Esempio di sbaratto:

Giocarà il bianco la pedona di donna quanto la va, e il nero farà l'istesso, e il bianco giocarà la pedona dell'alfiero di donna quanto la va, e'l nero pigliarà detta pedona con la sua, e'l bianco giocarà la pedona del Rè quanto la va, e'l nero spingerà la pedona del cavallo di donna quanto la và, e'l bianco giocarà la pedona del roccho di donna quanto la va, e'l nero giocarà la pedona dell'alfiero di donna una casa, e'l bianco con la pedona del roccho di donna piglierà la pedona del cavallo del nero, e'l nero pigliarà la pedona del bianco con la pedona dell'alfiero di donna, e'l bianco giocarà la pedona del cavallo di donna una casa ... (etc. Salvio )


    Sequenza che per noi, oggi, diventa facile trascrivere e memorizzare nel seguente modo:
1) d4 d5;
2) c4 dxc4;
3) e4 b5;
4) a4 c6;
5) axb5 cxb5;
6) b3 (etc.)

    Esempio di partito:

Primo gioco, starà per esempio il bianco nella casa del suo cavallo col Re, col roccho alla seconda dell'istesso cavallo, e'l nero starà alla terza dell'alfiero del Re di detto bianco con la donna, e haverà il Re alla quarta, ò quinta del rocchoo di Re, avertasi se'l bianco giocarà prima il gioco sarà patto. (Partito di Alessandro Salvio).


    Nei problemi spesso si dovevano indicare le mosse alternative alla variante principale.
    Carrera usa il termine Eccezione (pag. 504: Eccettione in favor de' pedoni, pag. 505: Seconda Eccezione in favor del Rè) mentre il Salvio Avertimento (Trattato pag. 80: Avertimento al nero).
    Di solito l'indicazione Avvertimento, Eccettione veniva posta in buona evidenza oppure, come usava spesso il Salvio, inserita all'interno del testo della partita (pag. 159).



Carmelo Coco. San Gregorio (CT) - 03/01/2005  Copyright