Terminologia scacchistica in uso nel 1600


Per facilitare la lettura e lo studio
dei trattati del Carrera e del Salvio


PARTE PRIMA (1-8)


PREMESSA


    Per la stesura di questo primo lavoro sulla Terminologia scacchistica in uso nel Seicento (contiamo di farne una ulteriore versione più corposa e completa, arricchita di nuovi termini) ci siamo serviti dei seguenti testi che verranno indicati e citati come riportato:

1)  Pietro Carrera, Il gioco de gli Scacchi - edito a Militello nel 1617 (sarà citato come Il gioco oppure con la semplice indicazione: Carrera).
2) Risposta di Valentino Vespaio in difesa di D. Pietro Carrera contra l'apologia di Alessandro Salvio (attribuito a Carrera) (lo si citerà come Risposta).
3) Alessandro Salvio Trattato dell'inventione et arte liberale del gioco di scacchi, Diviso in Discorsi, Sbaratti, e Partiti Napoli 1604 Gio. Battista Sottile. (Lo si citerà come Trattato del 1604 o, più semplicemente, come Salvio).
4) Alessandro Salvio La Scaccaide Napoli 1612 Lazzaro Scoriggio (Lo si citerà come Scaccaide).
5) Alessandro Salvio Il Puttino altramente detto, il cavaliere errante, Sopra il gioco de' Scacchi, con la sua Apologia contra il Carrera, diviso in tre Libri. Napoli 1634 Gio. Domenico Montanaro. (Lo si citerà come Il Puttino, e come Apologia).
6) Alessandro Salvio Trattato dell'inventione et arte liberale del gioco di scacchi, libri quattro , Seconda Impressione Napoli 1634 Gio. Domenico Montanaro (lo si citerà come Trattato del 1634).


    A lavoro ultimato inseriremo tutti i termini in un database che sarà possibile consultare sia mediante un pratico indice alfabetico ragionato sia con l'inserimento della parola chiave di ricerca.
    Abbiamo ritenuto utile riportare, accanto al termine preso in esame, l'indicazione del numero di pagina (o capitolo del testo originale). Con questo metodo il lettore potrà, immediatamente, controllare il paragrafo del testo che contiene il termine di suo interesse, familiarizzando, nel contempo, con la lingua del Seicento.




1 - DENOMINAZIONE DEI PEZZI



    Pezzo Carrera Salvio
Rè/Re
Donna Donna
Rocco Roccho
Alfino Alfiero
Cavallo Cavallo
Pedone Pedona


    In qualche caso il Carrera scrive Alfin (nel capitolo Il gioco di memoria: quarta dell'Alfin contrario), Pedon (pag. 506: esce primiero il Pedon nero del Rocco in due case), Reina (pag. 107).
    Solo per spiegare l'etimologia di alcuni termini il Carrera usa (pag. 107-108) fortezza per Torre; Alfier e Delfino per Alfiere; Reina per Donna.
    Carrera rimprovera l'uso del termine Pedina, pag. 108: Di più vi sono otto Pedoni, che Pedine, e Pedone malamente son chiamati.
    Il Salvio, alcune volte, abbrevia alcuni nomi dei Pezzi: Don. per Donna, Cav. per Cavallo e Ped. per Pedone.


    Nel capitolo Leggi del gioco, pag 22 Salvio scrive: Secondo se si toccarà un pezzo, ò pedina. Non sappiamo se sia stato un errore sfuggito durante la correzione. La pagina Errori corsi nella stampa non lo segnala. Propendiamo però per un errore tipografico. Infatti, sempre nella pagina 22 scrive: pezzo, ò pedone. Segnaliamo, comunque, lo stesso errore anche a pag. 172 nel terzo partito di Damiano.

    Nella partita a scacchi con pezzi viventi della Scaccaide, Salvio indica i nomi dei combattenti. Ad esempio, nello schieramento Bianco/Egizi il Re è Tomiri, la Donna è Lidia, le Torri Gibello e Mollione, gli Alfieri Ezio e Riniero, i Cavalli Gualtiero e Guicciardo, i Pedoni (tutte donne) Amasia, Armilla, Orinda, Camilla, etc. Il Re dei Neri/Etipi è Cacco, la Donna Pizia, le Torri Rittera e Rimbombo, i Cavalli Ignaro e Tirasso, i Pedoni (tutte donne) Moretta, Solmina, Argia, Atina, et.

2 - COLORE DEI PEZZI


Carrera Salvio
Nero/Negro Nero


    Carrera usa comunemente i termini Bianco (Bianchi) e Nero (Neri). In alcuni casi, però, usa il termine Negro (pag. 205: quando il negro si vedrà nella stanza del suddetto Cavallo; pag. 206: quando il Negro havrà posto il piede nell'angolo del Rocco). Nel capitolo XII del libro quinto, per fare un altro esempio, usa il termine Negro per tutto il testo, con un'unica eccezione.
    Lo schieramento dei pezzi Bianchi e Neri è chiamato dal Carrera anche squadra (pag. 107: Due sono le squadre de gli Scacchi la bianca, e la nera).
    Ma il termine squadra, anziché lo schieramento completo del Bianco o del Nero, può anche indicare solamente un numero ristretto di pezzi, del lato di Re o di Donna. Infatti, Carrera scrive (pag. 346: Colui, che dà in vantaggio il Pedone del Rocco, ò che sia della squadra del Rè, ò della squadra della Donna).
    Salvio usa il termine alloggiamento per indicare la disposizione iniziale dei pezzi (pag. 26).


3 - LA SCACCHIERA




         Carrera Salvio
Tavoliero/Tavoliere/Scacchiero Scacchiere


    Alessandro Salvio nel Discorso terzo del Trattato del 1604 scrive che Chiaro stà, anzi chiarissimo, ch'il gioco de scacchi non sia altro ch'una guerra artificiale, sotto cui si scorgono l'ordini di comporre l'esercito, il modo d'assalire il nemico, e'l governarsi contra di quello; e anco tutte l'astuzie, che si possono inventare per vincerlo; o vero restar di pari.
    Carrera nel Capitolo IIII del Gioco nuovo libro ottavo: il gioco degli Scacchi (come è chiaro) riferisce la sua invenzione alla ragione della guerra.

    I termini campo e campagna vengono usati diverse volte, ad esempio a pag. 116: (Non è egli atto ad uscire in campo), (pag. 55: Il Tavoliero finalmente sarà la campagna, ove si affrontano le schiere).
    Anche nel capitolo IV (libro quarto) denominato Degli Avvertimenti (capitolo ricco di consigli posto appositamente ed acutamente dopo le famose dodici Leggi sugli scacchi) viene usato il termine guerra associato a battaglia (essendo esso imagine di guerra, e rappresentazione di battaglia), (pag. 177: vinceràno ancora la battaglia).
    Anche il Salvio usa il termine battaglia (Il Puttino, capitolo I: con gran desiderio da tutti s'aspettava la seconda battaglia).
    E, in relazione alla guerra, entrambi chiameranno l'antagonista


Carrera Salvio
nimico nimico/inimico


    Oppure, in maniera più canonica:


Carrera Salvio
Avversario Avversario

Carrera Salvio
Contrario Contrario


    Ad esempio, Carrera (pag. 226: Il Bianco potrà riportare vittoria dal nimico), (pag. 537: La cognizione del gioco dell'Avversario), (pag. 72: pur che il giocator contrario non si contenti).
    Salvio (Nel capitolo Vero modo di giocare di Memoria: lo giocarete alla quarta del cavallo del Rè contrario), (pag.19: ma se l'inimico havrà offesa).
    Chiaramente, molto più spesso, si ricorre al termine generico giocatori. Carrera (pag. 65: Frà due giocatori), Salvio (valentissimi giocatori).
    Infine, il Carrera chiama combattitori i due contendenti (pag. 469: ciascuno de' combattitori).
    Anche zuffa è sinonimo di combattimento anche se viene usato in modi diversi.
    Carrera (pag. 125: tal'hora richiedersi al Rè il rimoversi dal suo luogo, e entrare in zuffa); (pag. 115: entrare in zuffa).
    Più spesso, e in maniera più precisa, zuffa è inteso come sfida vera e propria.
    Carrera, citando Paolo Boi, dice: (pag. 89 Pria che andasse in Ispagna trascorse tutta Italia incontrandosi co' maggiori professori del gioco, frà quali venne à zuffa co'l Puttino).
    Lo stesso uso del termine lo rileviamo anche nel Salvio (Il Puttino, capitolo XIII, A Napoli, dopo il ritorno di Paolo Boi da Algeri, avvenne l'ultimo incontro con il Puttino: z'azzuffarono avanti il Duca d'Ossuna all'ora Vice-Re in Napoli).

4 - LE PARTI DELLA SCACCHIERA


4a) Parti e lati



Carrera Salvio
Lato di Re/Lato di Donna Lato di Re/Lato di Donna



    Lato di Re e lato di Donna sono le due prime grandi divisioni della scacchiera sulle quali concordano i due trattatisti.
    Viene, però, usata anche banda dal Carrera (pag. 436: terza linea della banda del Rè) e fianco (pag. 240: Pur con la medesima ragione di gioco dall'altro fianco). Il Carrera dirà man destra, man dritta per intendere il lato destro di un pezzo in relazione alla scacchiera e man manca, man sinistra per intendere il lato sinistro. Oppure, in maniera più precisa banda della Donna, banda del Re.
    E, dunque, rispetto al lato, i pezzi vengono identificati come Torre del lato di Re, Cavallo del lato di Re, Alfiere del lato di Re.
    Salvio nel Trattato del 1604, (capitolo intitolato Vero modi del giocare di Memoria, per li provetti, e per li principianti da impararsi il gioco), scrive: S'havrà da sapere, che tutti quelli pezzi, che sono dalla parte del Rè, havranno nome dal Rè, come alfiero del Ré, e cavallo di Rè, e rocco di Rè, e l'altri della Regina; le pedone poi prendono il nome delli stessi pezzi.



    Lo stesso metodo viene usato anche per i pedoni:



5 - COLONNE, TRAVERSE E DIAGONALI


    Salvio chiama filera la colonna della scacchiera, trinchiera la traversa della scacchiera (Se starà poi nelle prime trinchiere dove stanno i pezzi) e linea obliqua la diagonale.


    Carrera chiama linee le colonne della scacchiera.



    Ambedue, però, identificano la posizione dei pezzi sulla scacchiera nell'identico modo:


    Rispetto alla nostra moderna algebrica classificazione avremo questa identificazione


Case (den. algebrica) Carrera/Salvio
a1Prima della Torre di Donna Bianca
Ottava della Torre di Donna Nera
a2Seconda del Cavallo di Donna Bianca
Settima della Torre di Donna Nera
a3Terza della Torre di Donna Bianca
Sesta della Torre di Donna Nera
a4Quarta della Torre di Donna Bianca
Quinta della Torre di Donna Nera
a5Quinta della Torre di Donna Bianca
Quarta della Torre di Donna Nera
a6Sesta della Torre di Donna Bianca
Terza della Torre di Donna Nera
a7Settima della Torre di Donna Bianca
Seconda della Torre di Donna Nera
a8Ottava della Torre di Donna Bianca
Prima della Torre di Donna Nera


    Ogni casa, così, è identificata in base allo schieramento del Bianco e del Nero. Lascio al lettore il completamento dei quadri di tutte le case.
    Ambedue i trattatisti, nei problemi scacchistici presentati nei loro libri, fanno largo uso di questo metodo di classificazione.
    Carrera, nel capitolo Del gico di memoria, chiama linee oblique le diagonali.

La diagonale maggiore che comincia dalla casa della Torre del Re Bianco, della quale bisogna conoscere e memorizzare l'inizio, la fine e le case intermedie (secondo le avvertenze del Carrera).



    Per memorizzare le case d'influenza dei pezzi, specie per il gioco alla cieca, Salvio utilizza la regola della contiguità delle case.

dall'altra parte poi dell'alfiero vi è la filera del cavallo, del Rè, e poi quella del roccho; stando dunque l'alfiero alla terza del Rè, come s'è detto, havendo due principii detta filera, per linea obliqua havrà anco due fini. Onde s'andarà all'insù, se dalla parte della donna: stando nella terza del Rè, venirà appresso la quarta di donna; più in sù, quinta dell'alfiero; più in sù, sesta di cavallo, più, settima di roccho ... Ond'in questo modo contiguità di case facilmente si potrà tenere à memoria, e sapersi dovunque ferisca ciascheduno pezzo.




L'andare del cavallo con l'istessa regola si può sapere facilmente come, e quante case egli ferisca: il saltar dunque del cavallo è di tre case, non per dritto, ma per sbalzo, cioè, da bianco in nero, e da nero in bianco. Onde per esempio stando il cavallo nella terza della regina, guardarà otto case e sono queste, e per saperle con regola, si farà così: volendo saltare all'ingiù, ò in sù per la sua linea, non potrà andare, ma haverà potere di sbalzare da l'una parte alla filera prossima della sua: e alla seconda prossima alla prima: e così ancora dall'altra parte. Adunque dall'una parte potrà andare alla prima dell'alfiero, e alla seconda del cavallo; dall'altra parte alla prima del Rè, e alla seconda dell'alfiero di Rè, tal che viene ad havere due prime, e due seconde; nelle filere, dunque, ove batterà le prime, volendo andare all'insù, batterà le quinte di quelle; e nelle filere, ove batterà le seconde, batterà le quarte di quelle.

    Estraiamo la regola matematica dal metodo delle case contigue del Salvio applicata alle case d'influenza del Cavallo:


Casa di partenza Filera contigua Filera successiva
(3)
Verso il basso 1 2
Verso l'alto 5 4


    Facile, dunque, da memorizzare la seguente regola matematica per il Cavallo: per lo spostamento nella prima fila contigua basterà sottrarre alla casa di partenza due unità per lo spostamento verso il basso e sommare 2 unità per lo spostamento verso l'alto. Per lo spostamento nella seconda filera basterà sottrarre alla casa di partenza una unità per lo spostamento verso il basso e sommare 1 unità per lo spostamento verso l'alto.
    Utilizzando lo schema proposto e la regola matematica è facile verificare gli altri spostamenti del Cavallo. Ad esempio, se si trova nella quarta di Donna avremo:


Casa di partenza Filera contigua Filera successiva
(4)
Verso il basso 2 3
Verso l'alto 6 5


    Carrera utilizza il metodo delle case collaterali: Frà i Pezzi il Cavallo è riputato il più difficile di ponersi à memoria per cagione del suo salto diverso da quello degli altri, non diritto, ma ritorto, ed io nol niego, del quale per maggior agevolezza mi è paruto di proporre cotale avvertimento, dalla casa del Cavallo raccontinsi trè case inclusivamente per linea retta, il Cavallo guarderà la collaterale della terza casa per linea retta da man destra, e da man manca, e ciò pure intendo dall'uno, e dall'altro fianco, e di dietro computandosi l'istesso numero di trè case per la medesima linea;


    Carrera distingue fra gioco di memoria, giocare à mente, giocare à memoria e gioco di veduta, gioco à vista.


6 - LE CASE


    I quadrati della scacchiera sono denominati comunemente case dai due Trattatisti.
    Ci sono, però, nel Carrera, alcune importanti e bellissime variazioni: stanza, albergo, luogo, dimora, sede, sito, soglio.
    Alcune volte, per indicare la casa di provenienza o di arrivo di un pezzo o pedone, la specifica in questo modo: (pag. 477: il Rè bianco risiede nella stanza della sua Donna); (pag. 489: il Bianco occupa la stanza della Donna); (pag. 490: Il Bianco è rinchiuso nella stanza del Rocco bianco del Rè); (pag. 491: il Pedone della Donna residente nel suo luogo proprio); (Il gioco di memoria: se sia nel suo proprio albergo potrà far salto in tre luoghi); (pag. 171; il Re negro ritrovandosi nella sua propria casa); (pag. 127: della sede dell'Alfino); (pag. 67: sito del Re); (pag. 114: sortisca nel suo soglio).
    In particolare, la casa d'angolo della scacchiera veniva chiamata pontone dal Salvio (pag. 168: e'l bianco andando col Re al pontone); (pag. 144: e'l nero saltando col Re al pontone, e col roccho alla casa dell'Alfiero) mentre dal Carrera è chiamata cantone o più semplicemente casa d'angolo (pag. 114: di ridursi al canton del rocco), (pag. 530: i Rocchi prendano l'ultime case, che sono quelle de gli angoli), (pag. 171: prenderà l'angolo del Rocco).


7 - L'INIZIO DELLA PARTITA


    Scrive il Carrera E' Legge, che l'uno de' due, che giocano, faccia principio, e l'altro segua.
    Far principio è uno dei tanti termini usati dal Carrera per identificare l'inizio della partita.
    Ancora, a pag. 393 troviamo il medesimo concetto: Il Bianco fa principio menando il Pedone di Rè in due case. E, a pag. 272: il Bianco diede principio al gioco co'l Pedone del Re).
    In riferimento alle varie aperture usa il termine prima uscita: (pag. 414: Credo havere à pieno ragionato delle varie maniere della prima uscita). Ma vengono usati anche: Dar cominciamento e comincerà (pag. 366: il Bianco dunque havendo il tratto comincerà dal Pedone del Rè).
    Salvio utilizza, quasi sempre, il termine principio. Così, ad esempio, nel Puttino (capitolo I: diamo principio a così onorevole passa tempo); (capitolo II si diede principio al giuoco).
    Il Carrera usa, invece, havere il colpo, havere il lancio, havere la mano (pag. 455: Se il Bianco havendo la mano) oppure (pag. 456: Se il tratto primiero sia del Nero), (pag. 475: Il Nero dà cominciamento al gioco con la sua Donna) solo per indicare a chi spetta il turno di gioco in una generica posizione.


8 - LE MOSSE


    La mossa viene indicata dal Carrera indifferentemente con il termine colpo (pag. 494: e nell'altro colpo spinge l'istesso con Scacco) o tratto (Nel libro settimo, ad esempio, nel quale riporta i celebri Matti di Pedone, li utilizza entrambi).
    Salvio predilige il termine tratto, così ad esempio nel Puttino, capitolo I (essendo il tratto molto occulto).

    Attenzione: quando il termine Tratto viene indicato dal Carrera con l'iniziale in maiuscolo, può assumere un diverso significato. Basta leggere la parte finale del capitolo VIII del libro secondo: Tratto ancora negli Scacchi significa quello artificio di gioco, co'l quale si fà guadagno di alcuna cosa; di più il Tratto è il partito, come il dar matto in cinque colpi, Tratto, ò partito si dimanda).

    Una buona mossa è definita dal Carrea (Del gioco di memoria) come tratto giovevole, e fruttuoso.

Carmelo Coco. San Gregorio (CT) - 03/01/2005  Copyright