Il doppio peccato nel quadro di Kroupa


    Il quadro di W. Kroupa (realizzato tra il 1840-50) è intitolato Schach mit dem Teufel (Partita a scacchi con il Diavolo).




    Mostra due giocatori davanti alla scacchiera (1): un diavolo e un giovane uomo.
    Il diavolo tiene nelle mani un pezzo Bianco, certamente appena catturato. L'uomo è in evidente difficoltà e in svantaggio sia di pezzi che di posizione. Ha una mano poggiata sulla fronte in posizione di riflessione. Il suo viso è palesemente preoccupato. Sta per perdere la partita e la posta in gioco?
    Un angelo è presente alla scena e lo guarda. Forse anche se perde ci sarà ancora speranza di salvezza?

    Da una osservazione superficiale è facile trarre due considerazioni, (spesso congiunte), sbrigative e semplicistiche del significato del quadro:

1) "la solita allegoria, l'uomo che gioca contro il Diavolo mettendo in palio la propria vita e la propria anima".

2) "Probabilmente è Faust che si gioca l'anima con il Diavolo".

    Queste due affermazioni, come è possibile dimostrare facilmente, sono completamente errate.

1) Nessuno, neppure un Grande Maestro di scacchi, fermamente intenzionato a vendere la propria anima al Diavolo per ottenerne dei precisi benefici, si affiderebbe al rischio di una partita a scacchi (dall'esito finale incerto), ben sapendo di poter ottenere tutto sottoscrivendo e firmando un semplice ma terribile patto.
    Nel suo modo di operare, simile a quello di Dio ma inverso, il Diavolo sbeffeggia il patto tra Dio e l'uomo scolpito nelle tavole della Legge e pretende un contratto scritto e firmato. Ma questo patto non coinvolge tutta l'umanità: è personale, è un contratto tra un SOLO uomo e il Diavolo. E' l'uomo a scriverlo, ad elencare tutta una serie di richieste che il Diavolo, immancabilmente, accetterà. Non c'è sfida tra quell'uomo che ha fatto una terribile scelta e il Diavolo.

2) Faust strinse un patto con Mefistofele (2) ed ottenne, tra gli altri doni, il ringiovanimento. Se l'uomo raffigurato nel quadro è Faust, la sua giovane èta dimostra che ha già stipulato il patto con Mefistofele. Ha già venduto la propria anima.

    Quindi, le due supposizioni "uomo che si gioca l'anima" e " Faust che gioca l'anima con il Diavolo" sono ambedue completamente errate. Il quadro, d'altronde, s'intitola solamente partita a scacchi con il Diavolo: non c'è nessun riferimento a Faust né ad un patto.
    Allora, il lavoro pittorico di Kroupa, raffigura solamente una partita a scacchi tra un giovane uomo e Mefistofele ed è solo un intrattenimento piacevole ed intellettuale, senza nessuna posta importante come l'anima?
    Ma il quadro, in questa maniera, perde tutto il suo fascino. E non si spiega adeguatamene la presenza dell'angelo. (3)

    Del Faust esistono molte versioni, dalla prima anonima del 1587, a quella di Marlowe, a quella di Goethe ad alcune interessanti trasposizioni cinematografiche: a quella cupa di Murnau, a quella gioiosa, stupefacente e ricca di geniale creatività di René Clair.
    Anche il quadro di Kroupa può contenere una versione creativa del mito Faustiano.
    Ecco la nostra interpretazione speculativa, dettata dalle due conclusioni errate spiegate prima:

Il quadro raffigura realmente una partita a scacchi tra Faust e Mefistofele. La posta è proprio l'anima ma ...
Faust ha già fatto e firmato un patto. Ha già pronunciato le parole Verweile doch! Du bist so schön!. Il tempo si è fermato, le lancette sono cadute dall'orologio. Egli ha accettato di essere messo in catene e trascinato all'Inferno. Faust è perduto. Ha consumato il tempo con i doni del demonio ed ora è di fronte alla sentenza finale. Non ci può essere nessuna dilazione, nessun intermezzo, nessuna pausa rilassante. Ma ...

Ma nella sua richiesta, oltre al ringiovanimento e ad altri doni, ha chiesto ed ottenuto - il Diavolo farebbe qualunque cosa per ottenere una sola anima in più! - di inserire una postilla. Alla scadenza del contratto il Diavolo e Faust si dovranno sfidare ad una partita a scacchi: se Faust vincerà avrà indietro il contratto che sarà, quindi nullo ed inapplicabile. Se Faust perderà, il contratto sarà valido a tutti gli effetti ed egli perderà la sua anima. Un angelo assiste alla scena e alla regolarità sia della partita che del suo effetto finale.

    E' questo il momento preciso fissato sulla tela?
    Se esatta, questa interpretazione, carica il quadro di un significato più terribile di quello che comunemente si crede.
    Da antichi documenti sappiamo, infatti, che è possibile, in casi eccezionali, avere indietro il patto firmato con il diavolo.
    Restando in tema letterario, per esempio, dalla lettura del Miracle de Théophile di Rutebeuf apprendiamo che è la Madonna, pregata da Théophile, che si fa restituire il contratto dal Diavolo e lo riporta al vicario pentito.
    Ed è solamente la Madonna, la più acerrima nemica del Diavolo, che può ottenere la restituzione del patto e consegnarlo al firmatario, liberandolo definitivamente. (4)
    Tale possibilità è efficace solamente nella concomitanza di due condizioni:
1) Il pentimento sincero;
2) L'intercessione della Madonna.


    Dunque, anche avendo fatto un patto con il Diavolo, con il pentimento, l'intercessione e l'intervento della Madonna è ancora possibile rendere inefficace il contratto e salvarsi l'anima.
    Ma nel Faust del quadro non c'è pentimento per la vita passata in nefandezze ed omicidi, e non c'è nessuna implorazione di perdono, non c'è richiesta di intercessione da parte della Madonna, non c'è richiesta di aiuto nemmeno alla donna amata. Nel momento in cui si siede a giocare, Faust consuma il suo secondo - e più grande - peccato. Ha osato sfidare e rinnegare Dio per ben due volte: la prima firmando il patto con il Diavolo, la seconda non pentendosi.

    E la figura dell'angelo? Guarda beffardo Faust intento a giocare - e a perdere - la sua ultima sfida. Non ci può essere Amore nel suo sguardo. L'angelo è presente per ammonirlo e giustiziarlo: anche in caso di vittoria spalancherà l'abisso nel quale farlo precipitare.

    E gli scacchi? La sconfitta di Faust è vicina. La sua doppia ribellione vinta. Non poteva essere altrimenti. Fra poco il Diavolo ghermirà Faust e trascinerà la su anima all'Inferno. Liberando l'umanità di un suo cattivo rappresentante. Liberando il gioco degli scacchi da questo accordo infernale, dal peccato, restituendo gli scacchi alla creatività, alla intelligenza, al calcolo matematico, al divertimento, allo scontro leale e sportivo, all'innocenza.

Note:
1) I pezzi della scacchiera: il Re Nero è il diavolo stesso; gli altri pezzi sono tutti diavoli. La Regina è una donna con la coda che fuoriesce dalla lunga veste. I pedoni sono esseri a mezzo tra animali e diavoli: esseri striscianti dell'inferno. I pezzi Bianchi sono angeli. I pedoni sono angeli inginocchiati.
2) Mefistofele è un diavolo gerarchicamente inferiore a Satana: non è dunque il Diavolo - Diábolus per eccellenza, Satana l'Avversario - che incontrò Faust ma un suo emissario.
3) Quante diverse versioni e copie esistono di questo quadro e qual è veramente l'originale di Kroupa? Ad esempio, la copertina della sceneggiatura de Il Settimo Sigillo di Ingmar Bergman (edizione italiana della Iperborea) mostra il quadro di Kroupa mancante dell'angelo!
4) Nel Faust di Clair è, invece, Margherita, la donna amata da Faust, che sottrae a Mefistofele, (anzi, lo stesso Mefistofele, molto ingenuamente, glielo consegna per farglielo leggere) il contratto e lo butta dall'inferriata della prigione, liberando Faust. Anche qui, comunque, è presente il concetto essenziale: la restituzione del patto.

[Tratto da Quando la Madonna parò lo scacco e permise a Dio di dare scacco matto al Diavolo - Il Peccato, il Diavolo e gli scacchi]

(San Gregorio, 25/08/2007)



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