L'appuntamento annuale del Pellegrino, ovvero la sua partita a scacchi con pezzi viventi contro Satana, in Scacco a Satana di Frank Graegorius


    Ogni anno il Pellegrino, protagonista del libro Scacco a Satana (1) di Frank Graegorius (2), ha un appuntamento con Satana per giocare una partita a scacchi.
    Per incontrare Satana, il Pellegrino si reca nella cittadina Bretone di Falaises Saint Antoine e da lì scende agli Inferi; oltrepassa in barca (pilotata da un essere infernale con la parte inferiore di rettile) la palude Stigia e arriva al castello nero, la dimora di Satana.
    Satana ha preparato, in una sala gotica, l'attrezzatura per giocare ed ha in serbo una sorpresa. I pezzi degli scacchi sono esseri viventi in miniatura, tutti abitanti di Falaises.
    I pezzi Bianchi sono persone buone, i pezzi Neri persone malvagie. Ogni pezzo-persona che viene catturato muore.
    Il terrore dilaga nella cittadina. Il primo delitto - la cattura di un pedone Bianco - è quello di Pauline, una cameriera del caffé Turco. Il suo cadavere viene ritrovato dopo due giorni selvaggiamente seviziato. Il secondo delitto - ancora un pedone Bianco - è quello di Rosina, una contadina. Ma il Pellegrino riesce a riequilibrare il gioco catturando due pedoni Neri, due rapinatori che vengono uccisi dall'ispettore Lecocque che si occupa delle indagini. La partita continua e, ad ogni pezzo-persona mosso, vengono introdotti nuovi personaggi e avvengono nuovi delitti.
    Alla fine, il Pellegrino, ormai prossimo alla sconfitta, chiede a Satana il permesso di sostituire il Re Bianco. Satana, ormai certo della vittoria, acconsente.
    Il Pellegrino sostituisce il Re Bianco con un piccolo crocefisso eretto sul culmine d'un minuscolo Golgota e con questo riesce a dare scacco matto a Satana.
    La sfida finisce, il Pellegrino è libero, la città è libera.

Note:

1) N. 34 (seconda serie), Collana I racconti di Deacula, 1971. Edizioni Wamp, Rona. Il titolo in copertina è Scacco a Satana, il titolo straniero è DEN TEUFEL SCHACHMAT.
2) Pseudonimo di Libero Samale (1914 - 1985).



Il geniale bluff dell'editore catanese Cantarella

    Il barone catanese Antonino Cantarella fondò a Roma nel 1955 la casa editrice FBI (For Bestseller Increase), trasformata poi nella ERP (Editrice Romana Periodici) che, successivamente, si chiamò Wamp.
    La Wamp pubblicava diverse serie, I narratori americani del brivido, I Gialli dello schedario- F.B.I. e I racconti di Dracula.
     Per molti anni si continuò a credere che i libri della collana I racconti di Dracula fossero traduzioni di autori stranieri. Nel libro, infatti, compariva un titolo in inglese o tedesco e il relativo traduttore. Il trucco durò decenni fino a quando non si scoprì che non si trattava di autori stranieri tradotti ma di autori italiani che scrivevano sotto pseudonimo. E per anni il loro vero nome era comparso nel libro: come traduttori!


    Veramente interessanti e originali le novità proposte da Samale nel racconto.

    1) Non c'è alcun patto tra il Pellegrino e Satana, nessuna vendita dell' anima, nessun tentativo - tramite una partita a scacchi - di reimpossessarsi del bene più prezioso. La partita, infatti, si disputa per volere di Dio.

    2) Non sappiamo quale peccato abbia commesso il Pellegrino (Un giorno osasti sfidare Quello di lassù dice Satana; più oltre lo definirà come peccato di orgoglio) ma conosciamo la punizione: ogni anno si deve presentare al cospetto di Satana e giocare con lui una partita a scacchi. La vittoria gli permetterà di salire tra i beati. Con la sconfitta, invece, dovrà scontare la punizione: un anno di pene e tormenti atroci. E, poi, un nuovo appuntamento e una nuova partita. Una sfida che può durare all'infinito.

    3) Il Pellegrino non rischia di perdere l'anima a favore di Satana, lo sa bene, ma la sconfitta pospone il perdono di Dio e la sua ascesa tra i Beati. E' una tremenda punizione. Ma più tremende sono l'attesa, la speranza di riuscire, la delusione e il fallimento del suo desiderio. E quella specie di immortalità che possiede: falsa e priva di valore, deludente, inutile, dannosa.

    4) Il Pellegrino percorre, quindi, un inutile ouroboros. Sa che l'infinito, il vero Infinito, è vicino ma gli sfugge sempre, inafferrabile. Vorrebbe arrivare a quel vero Infinito ma è costretto, invece, a percorrere quell'ouroboros che ritorna sempre su se stesso e lo riporta, immancabilmente, all'inizio, all'appuntamento annuale.
    Anche preparandosi ed allenandosi per tutto un anno, magari pagando Grandi Maestri come allenatori, il Pellegrino non potrebbe mai superare il sapere di Satana. E' irrimediabilmente destinato alla sconfitta.

    5) E, infatti, il Pellegrino non vince la partita per bravura nel gioco degli scacchi ma solo con un guizzo di intelligenza, di furbizia, di pensiero laterale, propri dell'uomo. E quando comprende che la salvezza è solo in Dio, può realizzare il piano vincente. Ma è ancora una volta Dio, per mezzo del suo figlio prediletto Gesù, che sconfigge Satana.

    6) Dio certamente poteva punire il Pellegrino senza fargli disputare nessuna partita ma ha voluto metterlo di fronte al Grande Peccatore, Satana. Si trovano, così, di fronte: il Grande Peccatore senza speranza di redenzione e perdono contro un altro peccatore che può ancora ottenere il regno dei Beati. La figura di Satana è, dunque, marginale. Deve sottostare al volere di Dio, deve perdere del tempo a giocare. Non vince nessuna posta veramente importante. Solo il piacere di battere a scacchi il Pellegrino, di sospingerlo in un inutile ouroboros, di infliggergli pene infernali. Senza possibilità di toccare e ghermire la sua anima. E deve sforzarsi, ad ogni partita, di vincere per impedire al Pellegrino di annullare la condanna e ottenere il perdono di Dio. Satana è irriso e incatenato. Senza poter svolgere in maniera completa il suo ufficio: ghermire anime! Si deve solo impegnare a vincere perché la sua vittoria, anche se non equivale alla cattura di una nuova anima, la sottrae per un tempo fissato al suo nemico. Anche lui, inconsapevolmente, è costretto in un ouroboros senza fine. Una sottile beffa. Quando Satana, irritato per la sconfitta, butterà a terra i pezzi degli scacchi, solo uno rimarrà sulla scacchiera, Gesù sul Golgota. E quando il Pellegrino rifarà il cammino inverso, per lasciare gli Inferi, incontrerà solamente le anime dei cattivi uccisi durante la partita. Le anime dei Buoni non sono state ghermite.

    7) Altra grande originalità è la scacchiera con pezzi viventi miniaturizzati. Il Pellegrino può scorgere le fattezze e il viso di ogni pezzo. Sa chi andrà a sacrificare, se uomo o donna, se avvocato o cameriera. Non li conosce personalmente ma di loro sa solo una cosa, la più importante: sono persone buone che saranno destinate a morire se catturate durante la partita.


    Un appunto che si può fare al libro è l'uso di alcuni termini errati mangiare anziché catturare, pedine anziché pedoni, e dei termini, inesistenti nel gioco, di scacco alla Regina e scacco all'Alfiere.


    Samale era uno psichiatra (scrisse diversi libri sulla materia) e un valente esperto e studioso di esoterismo. Profondo conoscitore, dunque, sia delle psiche umana che di concetti esoterici. Tracce e intuizioni di questi studi sono disseminati, avvertibili e rintracciabili in questo e in altri suoi libri.
    Un autore da riscoprire e un libro (già cult per gli appassionati collezionisti del genere) che non può mancare nella biblioteca del collezionista di libri a soggetto scacchistico. [Tratto da ;Quando la Madonna parò lo scacco e permise a Dio di dare scacco matto al Diavolo - Il Peccato, il Diavolo e gli scacchi]



(San Gregorio, 20/09/2007)



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