UN GIOCO DI SCACCHI LUIGI XVI
SOPRAVVISSUTO ALLA RIVOLUZIONE FRANCESE

Comunicazione presentata al Congresso Internazionale CCI di Firenze 2000

Rodolfo Pozzi




    La Rivoluzione Francese aveva in odio gli scacchi, gioco del Re e della Regina. Nel 1794 il barone Guyton de Morveau ha pubblicato un opuscolo intitolato “I campi, o la piccola guerra: gioco proposto ai Repubblicani per deregalizzare gli scacchi”. Vi si legge che la parola scacchi ha un’etimologia regale (shah), motivo sufficiente per condannare questo gioco all’oblio. Inoltre il Morveau ha voluto senza successo sostituire i tradizionali nomi dei pezzi con una terminologia militare.
    I rivoluzionari francesi hanno quindi cercato di distruggere tutte le serie di scacchi che raffiguravano i reali, e, per di più, chiunque era trovato in possesso di uno di questi o di una fleur-de-lys monarchica era ghigliottinato. Di conseguenza i set di quel periodo che raffigurano i re di Francia sono oggi rarissimi.
    Miracolosamente, possiamo dire, alle vendette repubblicane della fine del XVIII secolo è sopravvissuta una serie di scacchi molto particolare, i cui pezzi, di legno colorato in beige e nero, si sono conservati intatti in appositi scomparti del cassetto di un tavolo da gioco per tric-trac, dama e scacchi di epoca Luigi XVI.

Gioco di scacchi francese di legno "Luigi XVI" del XVIII secolo.


    Il materiale nel quale il gioco è intagliato, il legno, è comune, ma la sua deperibilità ne aumenta il pregio. Tutte le figure maggiori, identiche nei due lati, hanno la medesima altezza di 3,5 cm; soltanto i Pedoni sono più piccoli. La serie è atipica, in quanto le figure, a busto, tranne la Torre, poggiano su una base anziché su un piedistallo, e lievi differenze fra l’una e l’altra testimoniano che esse sono state incise una per una. Gli Alfieri sono giullari (i classici fous francesi con la lunga punta a fiocco del berretto), ben intagliati come pure i Cavalli e le Torri.
    La caratteristica, forse unica, di questo gioco è costituita però dai volti di Luigi XVI e Maria Antonietta, i sovrani che sedevano sul trono di Francia fino alla rivoluzione, e che hanno concluso la loro vita nel 1793 sotto la ghigliottina. Queste figure sono finissime minisculture che ricalcano perfettamente due ritratti che si possono vedere nel museo di Versailles: il busto di marmo del Re, eseguito nel 1778 da Jean Antoine Houdon (1741-1828), e il dipinto di Marie Antoinette à la rose, del 1783, di Elisabeth Vigée-Lebrun (1755-1842), la pittrice personale della Regina.


Marie Antoinette à la rose,
ritratto di Elisabeth Vigée-Lebrun (1783).
Castello di Versailles.
Luigi XVI Re di Francia,
busto marmoreo di Jean-Antoine Hudon (1778).
Castello di Versailles.


    Re Luigi ha due boccole di capelli sopra le orecchie e, lungo la schiena, una ciocca annodata da un nastro. La camicia porta lo sbuffo, e, sulla sinistra del mantello, si notano le insegne dell’Ordine di San Luigi, tutto esattamente come nella scultura.
    Maria Antonietta ha la parrucca con i capelli tenuti da un cerchietto e da un nastro, mentre una treccia, delle boccole e delle ben pettinate ciocche le scendono sul collo, conformemente a ciò che ha eseguito l’artista.


Donna e Re bianchi, raffiguranti i sovrani di Francia Maria Antonietta e Luigi XVI.


    L'epoca Luigi XVI del tavolo garantisce che anche il gioco di scacchi è stato eseguito durante il suo regno, vale a dire tra il 1774 e il 1792. Possiamo tuttavia ragionevolmente ritenere che dopo il 1789, inizio della rivoluzione, nessuno avrebbe osato raffigurare il Re di Francia, fuggito, arrestato, poi reinserito come “Re dei Francesi” e in seguito condannato a morte. Questo eccezionale gioco di scacchi, ritrovato integro dopo più di due secoli (forse anche in virtù delle sue dimensioni ridotte), ha di conseguenza un’altra peculiarità, la datazione molto precisa: è stato intagliato durante i quindici anni che corrono tra il 1774 e il 1789.


I pezzi del set alloggiati negli appositi scomparti del cassetto di un tavolo da gioco di epoca Luigi XVI.



BIBLIOGRAFIA


    - ETTER M. 1989: Jeux d’échecs, objets d’art, La Tour-de-Peilz, Vaud, Svizzera (Musée suisse du jeu).
    - BORDONOVE G. 1983: Les Rois qui ont fait la France: Louis XVI, le Roi-Martyr, Paris (Pygmalion).
    - VIGÉE LEBRUN E. (1997): Mémoires d’une portraitiste -1755-1842, Paris (Scala).
    - Enciclopedia Italiana Treccani 1949, Roma.
    - POZZI R. 1999: A Re! Arte, storia e leggende nel gioco degli scacchi, capitolo Francia, Lugano (BSI).
    - POZZI R. 2000: A Louis XVI chess set survived the French Revolution, in Chess Collectors International, 9th Congress, 23-28 May 2000, Firenze, Program; pp 10-11.
    - POZZI R. 2004: Un gioco di scacchi Luigi XVI sopravvissuto alla rivoluzione francese, in L'Italia Scacchistica 1169/2004, Milano.