(Florilegio scacchistico). Alcuni titoli più o meno recenti, tutti tratti dagli organi di informazione, potevano costituire occasione di bizzarre considerazioni. Anche se spesso amare. Così, per tante ragioni, non è avvenuto. Ma non ho avuto la forza di disperdere il materiale ormai raccolto. Un elenco che potrebbe non finire mai e che ci permette, ugualmente, di riflettere intorno ai problemi politici e sociali del vivere di oggi grazie alla capacità dei termini scacchistici di fare risaltare con chiarezza le notizie poste all’attenzione dei lettori. Mi sono deciso, pertanto, a riassumerli, in qualche modo.
Così, a proposito del nuovo assetto di Viale Mazzini, colpisce su “L’Opinione” (dicembre 2008) il titolo: “«La mossa del cavallo» secondo Berlusconi” e, a proposito del nucleare in Iran, su Panorama (febbraio 2010) risalta non poco il titolo “Barack Obama gioca a scacchi con gli ayatollah”. Senza nessun riferimento, almeno credo, alla circostanza che il 44° Presidente degli Stati Uniti da ragazzo sembra fosse affezionato agli scacchi e ha continuato a apprezzare il gioco tanto da aver fatto realizzare per sostenere la candidatura democratica durante la sua campagna presidenziale un set di scacchi con la sua immagine, prodotto e commercializzato in 3000 esemplari. Ma, ancora sulle scelte del presidente degli Stati Uniti d’America con riguardo alle spie infiltrate a Mosca e a Washington, incuriosisce l’intitolazione che appare sulla stessa rivista (luglio 2010): “Barack Obama ha giocato a scacchi con la Russia e le sue spie”. Altri capi di stato sembrano, invece, subire più che praticare questo gioco rimanendone vittime, spesso innocenti. Con riferimento al triste scandalo della pedofilia nella chiesa cattolica amareggia, infatti, vedere la pagina di copertina di un altro diffuso settimanale, con la figura sfuocata e di spalle di Benedetto XVI, titolata “Scacco al papa” (“L’espresso”, aprile 2010). Non solo le persone ma interi continenti, d’altronde, sono presentati nel linguaggio giornalistico “sotto scacco”. Pierpalo Benigno, in prima pagina su “Il Messaggero” del 27 aprile 2010, analizzando la fragile economia della Grecia, scrive l’articolo: “Scacco matto all’Europa”.
Per tornare alle notizie di casa nostra, ecco come viene presentato su “Il Foglio” del 4 giugno 2010 l’articolo dell’opinionista Salvatore Merlo, cantore della “casta tremula della politica italiana”, che analizza il problema, ormai annoso, delle “Intercettazioni e Pdl”: “Fini gioca a scacchi per imporre un negoziato vero al Cav., ma alla Camera gli scappano i finiani”. Il giornalista, nel corso della corrispondenza, annota fra l’altro: “Fini da alcune settimane gioca a scacchi, osservato attentamente da Gianni Letta, per imporre a un Berlusconi sfuggente un negoziato serio sull’organizzazione del Pdl”.
A proposito del referendum svizzero sul segreto bancario si legge sul sito de “Il Sole 24 Ore”, del 3 giugno 2010, il seguente incipit: “Continua nel Parlamento elvetico la partita a scacchi sull’accordo per la consegna agli Usa dei 4450 nomi di clienti americani di Ubs sospettati di reati fiscali”. Ancora, sullo stesso sito, il 21 giugno 2010, compare la seguente intitolazione: “Tra Pdl e Tremonti partita a scacchi sugli emendamenti (e sul condono)”. Nuovamente, per passare a un tema più “letterario” e leggero, si legge, sulla rivista di cultura e spettacolo “wuz.it”, la recensione apparsa il 21 giugno 2010 del recente libro di Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli “Acqua in bocca” sotto il titolo: “Acqua in bocca: la partita a scacchi di Camilleri e Lucarelli”.
Sembra che nessuna cosa è lasciata lontano dalla scacchiera. Il richiamo agli scacchi è, infatti, presente anche per informare sui processi giudiziari che più colpiscono la pubblica opinione. Su “il Giornale.it” del 10 agosto 2010 appare l’articolo “La guerra per un diamante tra Mia Farrow e Naomi” che inizia con “Il bianco e il nero, come sulla scacchiera. Ma la grande partita a scacchi dell’estate 2010 si gioca davanti al Tribunale speciale dell’Aia, che giudica uno dei tanti satrapi del continente africano ...”
Ma la politica italiana la fa da padrone. “Berlusconi tra la maggioranza e le congiure. In settimana vuol dare lo scacco matto a Fini” è il titolo dell’articolo di Francesco Cramer che appare sul sito de “il Giornale.it” del 5 giugno 2010. Ancora, l’incipit dell’articolo “Berlusconi: «Al primo voto contro tutti a casa»” che appare sullo stesso sito del 3 agosto 2010 è: “Stop. Basta polemiche, basta affondi, basta ultimatum. Chiusa la settimana del redde rationem si ricomincia con la solita partita a scacchi che accompagna ormai da mesi Berlusconi e Fini”. Gli fa eco “Il Tempo.it” del successivo 5 agosto, ospitando, sull’estate bollente, l’articolo dal titolo “Tutti al mare e poi si vota”: “Berlusconi in questo scenario è tutt’altro che immobile. E’come un giocatore di scacchi che ha perso qualche pezzo importante, ma ha in testa la mossa che non ti aspetti, quella dello scacco matto”. Lo stesso quotidiano rincara la dose con l’editoriale dell’8 settembre 2010, data che ricorda un momento fatidico della nostra storia, di Mario Secchi che scrive: “Fini gioca una partita pericolosissima per le istituzioni”. Insomma, come suggerisce ancora “il Giornale.it” del 9 settembre 2010 con l’articolo di Adalberto Signore sulla “Strategia anti Fli di Silvio”, la situazione politica sembra “l’ennesima partita a scacchi nel gioco dl cerino che va avanti ormai da settimane tra Berlusconi, Bossi e Fini”.
Anche per le situazioni locali, e non poteva essere diversamente, il richiamo al gioco degli scacchi è sempre presente. Lillo Miceli su “La Sicilia.it” del 16 settembre 2010 interpreta l’aggrovigliata situazione politica siciliana come, e non solo nel titolo, una “Partita a scacchi”. Scrive: “Una vera e propria partita a scacchi le cui mosse sono condizionate dalle possibili elezioni politiche anticipate, ...”. Il quotidiano “il Giornale.it” del 9 settembre 2010 con il titolo “Fini vuole il suo Balanzone a Bologna” annuncia: “Mentre a livello nazionale la partita a scacchi tra Pdl e Fli è tutta da definire, a livello locale i finiani premono sull’acceleratore”. Usando nuovamente un linguaggio scacchistico insiste Francesco Cramer su “il Giornale.it” del 14 settembre 2010 che annota: “Alla fine il famoso gioco del cerino tra Berlusconi e Fini brucia le dita anche a Casini. Già, perché nell’eterna partita a scacchi tra premier e presidente della Camera è subentrato anche il leader centrista. Un match che scotta, però”. Una “partita a scacchi appena iniziata” aggiunge Claudio Tito su “la Repubblica.it” del 27 settembre 2010 nel suo articolo “Fini ora è pronto a nuovi scenari «Tutto cambiato, leali solo ad elettori»”. Certo un tema bollente quello della rottura con Fini e, ora, anche il caso Tulliani. Commenta il giornalista del quotidiano romano: “Le prossime quarantotto ore, quelle che precedono il dibattito alla Camera sul programma di governo, sono quindi considerate «decisive» dall’intero stato maggiore «futurista». Una partita a scacchi piena di incognite, in particolare sull’intervento preparato da Silvio Berlusconi. Ma con una certezza confidata ieri da Fini ai suoi fedelissimi: d’ora in poi «la lealtà sarà solo verso gli elettori e non verso il premier»”.
Neppure i programmi televisivi si sottraggono al richiamo degli scacchi. La prima puntata del nuovo ciclo di trasmissione “Annozero” del 23 settembre 2010, in prima serata su “Rai 3”, sempre sullo scontro senza precedenti nella storia della democrazia tra Berlusconi e Fini, apre con il titolo, che campeggia incessantemente alle spalle del conduttore, “Scacco al Premier”.
Perfino le notizie più drammatiche fanno ampio uso di esempi scacchistici. “La Stampa.it” dell’8 settembre 2010 con il titolo “Sospesa la lapidazione di Sakineh” scrive che la sventurata “Sakineh Mohammadi Ashtiani è da oggi una nuova pedina nella partita a scacchi tra l’Iran e l’Occidente. Le autorità iraniane hanno sospeso la lapidazione per la donna, condannata per adulterio e per presunta complicità con l’omicidio del marito”. Anche “Il Tempo.it” del giorno successivo usa la medesima similitudine, se non le stesse parole, nell’articolo di Marino Collacciani dal titolo “L’Iran cede. Pena sospesa a Sakineh”.
Daccapo, titolo a piena pagina 35 su “La Stampa” del giorno 3 ottobre 2010: “Come inchiodare la Cia e dare scacco ai telebani”, a proposito dell’incontro con la giornalista del Washington Post Dana Priest a Ferrara, premio Pulitzer, che ha “intrappolato” la Cia con le sue inchieste.
Ma sono sempre le notizie italiane, specie quelle di politica, che più di tutte si prestano al singolare connubio tra la terminologia dei giornali e quella scacchistica. Sul “Corriere della Sera” del 29 ottobre 2010, intorno al nuovo scandalo della misteriosa ragazza marocchina trattenuta mesi fa in Questura a Milano sotto l’accusa di furto e che rimbalza in questi giorni nelle prime pagine di tutti i maggiori quotidiani italiani e stranieri, appare l’articolo di spalla di Fiorenza Sarzanini “La telefonata del Cavaliere in questura”. La nota, che prosegue nella pagina 9, pone inquietanti interrogativi e termina con le parole: “... adesso il timore forte di numerosi ministri è lo «scacco al re»”. Il “Bunga bunga”, ultimo malefico gioco che soppianterà nei prossimi giorni quello nobile degli scacchi, è ormai consacrato in atti giudiziari. Una maggioranza silenziosa di italiani, attonita e sconsolata, si appresta a scoprirlo.
“L’ultima partita a scacchi del Cavaliere” è l’editoriale di Eugenio Scalfari su “la Repubblica” del 7 novembre 2010, dove, fra l’altro si legge: “Berlusconi è finito, la coscienza nazionale che si sta lentamente risvegliando gli ha già notificato il cartellino giallo, ma il rosso dell’espulsione immediata ancora no; quindi è ancora in campo e giocherà molto duro proprio perché è consapevole che sarà fuori nei prossimi match. Se volessimo adottare a mò d’esempio il gioco degli scacchi, direi che lui è il re che lotta per evitare lo scacco matto, Fini è la regina avversaria che può muovere in molte direzioni, Bossi gioca con una torre in difesa del re. Alfieri e cavalli distribuiteli come vi pare tra gli altri comprimari della partita, tenendo presente che molti di quei pezzi sono stati eliminati dalla scacchiera. (...) Bossi. Poiché gioca con una torre, può andare soltanto in verticale o in orizzontale sulla scacchiera. Tradotto in termini politici: può sopportare a tempo indefinito che Fini faccia cuocere Berlusconi a fuoco lento e insieme con lui anche la Lega oppure può esser lui a staccare la spina tra gennaio e febbraio.”
Ma è “Il Messaggero” con l’articolo di fondo a firma di Piero Alberto Capotosti del 9 novembre 2010 che riesce, meglio di tutti e sin dal titolo “La partita a scacchi che il paese non merita”, a entrare nel cuore del problema della crisi extraparlamentare per restituire una chiave per risolverla nel più breve tempo possibile e nel rispetto delle regole costituzionali. Unico modo per “eliminare incertezze nei cittadini” e per evitare che si allontanino “progressivamente dalla politica, che appare sempre più una partita a scacchi, il cui obiettivo è la vittoria di un protagonista sull’altro e non già la doverosa ricerca e la cura dell’interesse generale”.
In tempi di tempeste economiche, default finanziari e crisi perduranti, per uscire dallo stallo ci sarà davvero bisogno di mosse geniali come peraltro scrive il professore Michele Ainis su “La Stampa dell’11 novembre 2010 nell’editoriale dal titolo “L’incubo della politica in stallo”. “Sicché all’orizzonte si profila la perpetuazione dello stallo, un’aria ferma come quella che precede un temporale”.
“La strategia di Berlusconi: fiducia al Senato. Ecco tutte le mosse della partita a scacchi sulle mozioni” è il titolo dell’articolo a firma di Celestina Dominelli che appare il 12 novembre 2010 sul sito web de “Il Sole 24 Ore”. Una strategia che viene ulteriormente spiegata, sempre facendo riferimento al gioco degli scacchi, sullo stesso sito, il giorno successivo con “Tutte le mosse nella partita a scacchi delle mozioni tra Pdl, Fli e Pd”. Si legge: “La sessione di bilancio in pieno svolgimento alla Camera non ferma lo scontro sulla verifica parlamentare della tenuta del governo. Tra venti di crisi sempre più violenti, la battaglia in corso sta assumendo i contorni di una partita a scacchi, combattuta a colpi di mozioni di sfiducia, che Fli e Udc sarebbero pronti a presentare alla Camera martedì ma a votare solo dopo la manovra”.
Ma è ancora “La Stampa” del 13 novembre 2010, nelle pagine 2 e 3, che, nel commentare l’annunciata presentazione delle due contrapposte mozioni al Senato e alla Camera sul futuro dell’esecutivo, propone, in dettaglio, i possibili scenari con “La partita a scacchi del Cavaliere”. Due intere pagine con le possibili cinque mosse, tutte numerate e simili a una vera guerra scacchistica, dell’opposizione, del Quirinale, della maggioranza, con la fiducia in un solo ramo e, infine, dell’ipotesi dello scioglimento dell’intero Parlamento o, incautamente a giudizio degli esperti in diritto costituzionale, della sola Aula di Montecitorio. Lo stesso quotidiano, il successivo giorno 17, ospita a pagina 7, il “Taccuino” di Marcello Sorgi con il titolo “Una partita a scacchi di 27 giorni”, a seguito dell’intesa raggiunta tra Napolitano, Fini e Schifani sull’opportunità di posticipare il dibattito parlamentare contemporaneamente, sia al Senato che alla Camera.
Per il momento, sembra più opportuno smettere di giocare, perfino a scacchi nella scacchiera politica: la crisi economica è seria, l’euro non sembra godere ottima salute e il nostro paese avrebbe bisogno di un governo saldo.
(18. XI. 2010)
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