LETTERATURA E SCACCHI
Rubrica a cura di Gregorio Granata


Quarantatreesimo numero della nuova rubrica dedicata a Letteratura e Scacchi.
Libri e quotidiani, attentamente letti e brillantemente commentati, nei loro riferimenti al gioco degli scacchi, dal socio Gregorio Granata.



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    (Kaissiber). Una nuova rivista di scacchi sta per affacciarsi nel panorama editoriale italiano: “Kaissiber-Edizione italiana”. Una pubblicazione che nella natia Germania esiste già da 10 anni ed è apprezzata in tutto il mondo. Sarà distribuita in abbonamento da Edizioni Ediscere, l’operosa casa editrice veronese che sta traducendo per i lettori italiani la monumentale opera di Garry Kasparov “I miei grandi predecessori”. Auguri di ogni fortuna e successo!
    (30. III. 2007)

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    (Quid pro quo). Nessuna contropartita, nessun scambio di prigionieri, nessuna trattativa per liberare dalla detenzione i marinai e Royal Marine catturati dai psdaran “apparentemente” all’interno delle acque iraniane. “Marinai inglesi, Blair fissa un termine «Le prossime 48 ore saranno decisive»”, così il “Corriere della Sera” del 4 aprile 2007, nelle pagine 14 e 15, riporta la notizia di un possibile accordo con Teheran. Nell’articolo Guido Santevecchi, corrispondente da Londra, aggiunge che il Governo del Regno Unito, nel tentativo di promuovere nuove iniziative diplomatiche, “non vuole andare allo scontro, ma riportare a casa i militari”. Alcuni di questi ultimi compaiono, nelle stesse pagine, in diverse fotografie che sembrano diffuse dagli iraniani per trasmettere una situazione di tranquilla attesa, antitetica alle immagini di altri prigionieri, o ostaggi, cui siamo purtroppo abituati. “I detenuti sono seduti in terra su un bel tappeto persiano, non più in divisa della Royal Navy ma vestiti in tute sportive, sorridono e giocano a scacchi. Gli esperti fanno notare che per la prima volta Faye Turney, la donna del gruppo, non porta il velo islamico sul capo e pensano che sia una buona cosa”. Una fotografia, in particolare, mostra, come recita la relativa didascalia, “due dei 15 marinai britannici detenuti in Iran dal 23 marzo (che) giocano a scacchi, antico gioco originario dell’India e della Persia, seduti su un tappeto, ovviamente persiano. Segno di «rilassatezza e di soddisfazione per la loro situazione», dicono gli iracheni che ieri hanno diffuso la foto. Ma forse anche un accenno alla partita che Londra e Teheran stanno giocando da due settimane e che presto potrebbe finire”.
    Così Santevecchi conclude il suo informato articolo pieno di speranza: “Gli scacchi, gioco di origine persiana. Segnalano forse nel linguaggio sottile della teocrazia islamica che la partita è ancora aperta e che tra il finale di «patta» (liberazione) e lo «scacco matto» (lunga detenzione) ci sono ancora molte mosse da decidere”.
    Ancora una volta le immagini del gioco degli scacchi, come accaduto nelle splendide e famose miniature del “Libro de los Juegos de Ajadrez, Dados Y Tablaz” (1283), tentano di trasformarsi in uno strumento universale di dialogo e di pace.
    (4. IV. 2007)

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    (Un pensierino). “Blitz”, l’utile notiziario web della Federazione Scacchistica Italiana, nel N° 153 del 2 febbraio 2007, ha offerto, a pagina 2, il seguente “pensiero del giorno”: “Credo che il gioco degli Scacchi sia magico per la vecchiaia. Una partita fà dimenticare i reumatismi al ginocchio, ed altri eventi diventano insignificanti, paragonati ad una catastrofe sulla scacchiera”.
    Mi è sembrato delizioso riproporlo. E’ di Vlastimil Hort, forte Grande Maestro cecoslovacco, ma di nazionalità tedesca, nato a Kladno il 12 gennaio 1944. Si mise in evidenza giovanissimo ed ottenne i suoi maggiori successi negli anni ’70. Il suo nome è inserito nel “Dizionario Enciclopedico degli scacchi” di Chicco e Porreca come scacchista “in possesso di ampie conoscenze teoriche, (... che) si distingue per la solidità e lungimiranza del suo gioco”.
    In anni più recenti, nel 1984, giocò a Porz in Germania, in una simultanea, ben 663 partite impiegando 32 ore e mezza. Di sicuro senza subire catastrofi, ma con qualche problema, essendo non giovanissimo, certamente alle ginocchia.
    ( 5. IV. 2007)

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     (Scacchi e Fisco). Anche il connubio “fisco-scacchi”, al pari di quello utilizzato per spiegare i fatti della politica, è spesso utilizzato dagli organi di informazione e nei nostri quotidiani. Fra i tanti richiami, qualche volta chiosati in questi “appunti”, solo a titolo di esempio e a mia memoria, c’è quello audace da Marcello De Michelis il 28 febbraio 2003 con “Una partita a scacchi con il Fisco”. E’ un singolare documento interattivo, apparso sul sito web “tuttofisco.com”, per suggerire come utilizzare i condoni allora previsti dalla finanziaria 2003 in materia di concordati e sanatorie per sistemare i propri conti con il Fisco. A conclusione delle possibili strade da percorrere, veniva proposta la soluzione di alta strategia: “Questo condono richiede da parte degli addetti ai lavori un’azione digestiva che è appena iniziata. Si tratta di capire più «mosse» per sperare di trovare la soluzione giusta per ogni situazione”. Più recentemente, in “Italiani!” del 15 ottobre 2006, Luca Moretto, con l’articolo “Visco e la sua partita a scacchi contro l’evasione fiscale”, ha commentato in modo stupefatto la dichiarazione fatta dal Viceministro dell’Economia e delle Finanze che in 55 mosse sarebbe riuscito a recuperare circa 13 miliardi di euro nella battaglia, all’insegna “pagare tutti per pagare meno”, contro l’evasione fiscale. Inoltre, giusto qualche giorno fa, il 31 marzo, “Il Sole 24 Ore”, il quotidiano finanziario per eccellenza, ha parlato della vicenda Telecom Italia affermando che “è in corso un'autentica partita a scacchi”. Di esempi del genere se ne potrebbero citare a decine e tanti da riempire, quasi inutilmente, pagine su pagine.
    Ebbene, non mi era mai capitato di trovare in prima pagina di un giornale finanziario un richiamo così importante al gioco degli scacchi. Debbo, quindi, contravvenendo al mio proposito testé fatto, occupare ancora un poco di spazio per citarlo. “Italia Oggi - Sette” dell’8 aprile 2007 apre la sua vivace gialla pagina con un disegno che raffigura una grande scacchiera, con tanto di coordinate e nella posizione regolamentare. La casa ad angolo in basso a destra, infatti, è bianca e contrassegnata correttamente con lettera “h”. La figura del Re Bianco sfugge alle figure standard: ha le sembianze di un impettito e compiaciuto Vincenzo Visco. Per manifestare la sua potenza è attorniato da due Alfieri con il copricapo delle “Fiamme Gialle” e guarda, compiaciuto e nel facile finale di re solo con due alfieri, il Re Nero, ormai disteso ed inerme ai suoi piedi. A lato della scacchiera i numerosi pezzi neri catturati... Il titolo, che copre il disegno e riempie l’intera prima pagina è ancora più eloquente. Recita: “Scacco matto all’evasione. Dal 30 aprile il fisco conoscerà tutti i rapporti finanziari dei contribuenti”. La firma dell’articolo è del dott. Marino Longoni, condirettore del diffuso quotidiano economico che, con competenza, commenta i possibili risultati dell’inserimento nell’anagrafe tributaria dei dati relativi a tutti i rapporti finanziari dei contribuenti italiani.
    Contro il cervello elettronico al silicio, come tutti gli scacchisti sanno e non solo i campioni, è ormai difficile, se non impossibile, vincere. L’unico modo per sfuggire al grande fratello fiscale potrebbe essere quello di usare furbescamente il contante. Ma, ormai, come accade nei tornei scacchistici con il divieto di usare portatili di ogni genere e dove il solo squillo del cellulare è motivo di perdita della partita, la normativa antiriciclaggio ha posto limiti severi alla circolazione delle banconote. L’economia sommersa, in altre parole, avrà i giorni contati, così come le partite di scacchi truccati.
    Penso che anche il frate francescano Luca Pacioli, al centro dell’attenzione in questo periodo per la recente scoperta del suo trattarello scacchistico, possa ritenersi soddisfatto, almeno come figura ispiratrice della “partita doppia” e modello del ragioniere libero professionista. Categoria professionale di cui tutti i contribuenti avranno, e sin da subito, assoluto bisogno.
    (10. IV. 2007)

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    (Arrestato Garry Kasparov). Alla fine Garry Kasparov, l'ex campione di scacchi che ora guida la protesta contro Vladimir Putin, è riuscito ad attirare sul suo paese e sul suo movimento politico l’attenzione di tutti i quotidiani e mass media del mondo. Più di quanto non era riuscito a fare con le sue imprese scacchistiche iniziate da giovanissimo e culminate sconfiggendo nel 1985, anno primo della perestrojka gorbociavana, il compassato e “molto sovietico” Anatolij Karpov.
    Si è diffusa in un baleno la notizia del suo fermo, avvenuto stamattina, sabato 14 aprile 2007, a mezzogiorno (le 10 italiane). E’ stato arrestato dalla polizia a Mosca mentre si incamminava, insieme all’ex premier Michail Kasyanov e Irina Khanamada della dirigenza di “Altra Russia”, movimento che abbraccia tutti i partiti di opposizione, verso piazza Pushkin, dove erano attese migliaia di persone per la cosiddetta “Marcia dei dissidenti”, contro il Cremlino. Testimoni oculari hanno raccontato che oltre a Kasparov sono state arrestate decine di altri dimostranti, forse centinaia. Nello stesso luogo era in corso una manifestazione del movimento “Molodaia Gvardia” (“Giovane Guardia”) filo putiniana. In vista della marcia, curiosamente preceduta da un'intervista del magnate Berezovsky al quotidiano britannico “The Guardian”, il quale ha annunciato di volere finanziare una «rivoluzione contro Putin», Mosca è stata presidiata e blindata da migliaia di poliziotti in tenuta anti sommossa. Sono i famigerati “Omon”, agenti di assoluta osservanza putiniana, che sono spesso cresciuti negli orfanotrofi della polizia e preparati alle tecniche della repressione. Mentre radio e televisione davano i primi annunci, tutti i siti web dei maggiori quotidiani del mondo hanno riempito i loro portali con commenti e le foto dell’arresto e dei pestaggi della polizia. Dalla Spagna di “El Mundo”, con “Kaspárov, detenido en una marcha prohibida contra Putin en Moscú”, alla Francia di “Le Monde” che titolava: “Garry Kasparov interpellé lors d'une manifestation de l'opposition à Moscou”. Dagli USA del “The New York Times”, con la notizia “Police Hold Russian Opposition Leader”, alla Svizzera di “Swissinfo”, “Russia: arresti oppositori a vigilia manifestazione Mosca”, per finire con la stessa “Pravda.ru”, edizione italiana, con lo strambo titolo “La polizia di Mosca minaccia di stroncare con la forza qualsiasi tentativo di effettuazione della «Marcia degli sconcordi»”.
    Stupisce trovare in un piccolo ma prezioso libro scritto tanti anni fa dal maestro internazionale Roberto Messa (“Karpov-Kasparov. Le due sfide per il campionata mondiale 1984-55”, Sansoni editore, 1985, pp. 116) la descrizione della personalità del campione finito in manette, quando era all’inizio della sua attività sportiva e che somiglia tanto all’inizio di questo suo agire nel nuovo impegno politico: “Attratto dallo stile combinativo di Alekhine, Kasparov era fortissimo nelle conclusioni eclatanti, ma difettava di senso posizionale e spesso, eccitato dalla possibilità di effettuare brillanti sacrifici, muoveva d’impulso senza riflettere abbastanza” (p. 18). Una situazione che si ripresenta oggi e, forse, con meno probabilità di ottenere nuovi successi.
    Consente, però, al campione di mettere in primo piano il suo paese, la Russia, e di ciò che sta accadendo alla vigilia della fine del mandato elettorale di Putin. Ed oggi, 15 aprile, i commenti e le notizie sui tutti i quotidiani sono numerosi ed occupano, in massima parte, le prime pagine. Colpisce, in particolare, quella de “La Stampa” per l’uso accorto di una fotografia che diventa essa stessa notizia e che rimanda all’articolo del corrispondente da Mosca Giulietto Chiesa a pagina 7 “Garry isolato da Putin gioca la mossa dei media”. Arrigo Benedetti, fondatore de “L’Europeo”, storico e raffinato rotocalco italiano, amava ripetere che “gli articoli si guardano, le fotografie si leggono”. Niente di più vero: sotto il titolo “Russia, il pugno di Putin” e l’occhiello “In piazza a Mosca 10 mila agenti. Il campione di scacchi fermato con decine di manifestanti”, si vede uno di costoro che è letteralmente “lanciato” dai militari all’interno di un cellulare della polizia. Un’esemplare pagina per fare grande giornalismo scegliendo una fotografia di qualità.
    Diversi articoli con altri titoli e altre fotografie, più o meno simili, compaiono su “la Repubblica”, con una approfondita analisi di Paolo GarimbertiCome ai tempi di Breznev”; su “Il Sole 24 Ore”, con la puntuale corrispondenza “Soffocata la marcia anti-Putin”, di Vladimir Sapozhnikov del “quotidiano russo fuori del coro” Kommersant. Interessanti anche le osservazioni di Francesco Battistini sul “Corriere della Sera” che conclude il suo “«Le mie mosse per la rivoluzione»” così: “Quando giocava, Garry era pronto a farsi mangiare molti pezzi, pur di chiudere l’avversario nello scacco matto. Non è cambiato: «Con gli scacchi, calcolavo tutte le possibilità. Per la Russia, non m’interessa sapere quante chance ho»”.
    Ma più di tutti, per completezza e forza, si legge con grande condivisione l’articolo di un autorevole intellettuale francese, André Glucksmann, che firma sul “Corriere della Sera”, il bellissimo e forte “Se l’Europa guarda da un’altra parte, distratta da gas e petrolio”, tradotto da Rita Baldassare. Si trova in prima pagina, sotto il titolo centrale “Protesta anti putin, scontri e arresti. L’opposizione scende in piazza, tensione a Mosca. Berlusconi in visita dal leader russo. La polizia dura con i manifestanti. Fermato anche Kasparov” e prosegue nella pagina 3. Non potendo riportarlo per intero piace trascrivere almeno questo passo: “Anna Politkovskaia è stata assassinata e già dimenticata, assieme a decine di altri giornalisti, vittime di «contratti» che grondano sangue. Khodorkovsky e Trepaskin sono in cella, in qualche angolo sperduto della Siberia. Un ceceno morto, su quattro o cinque. Garry Kasparov, ieri arrestato con una rosa in mano e la Costituzione russa sotto il braccio, domani potrà essere incriminato dai tribunali. Quante teste dovranno cadere, quante vocazioni dovranno essere spezzate, prima di vedere una reazione da parte degli europei, gli amici dei diritti umani? Attenzione! Non fate lo sbaglio di credere che si tratti soltanto di idealismo, di morale, di valori”.
    E domani si replica a San Pietroburgo, con un’altra analoga manifestazione. Sono previsti altri incidenti, altri arresti e solo per il diritto di manifestare pacificamente il proprio dissenso. E solo per riuscire ad avere «garanzie di elezioni libere e oneste e non un’imitazione». Credo che in questa occasione i manifestanti non riusciranno mai ad arrivare nel luogo convenuto. La polizia, probabilmente, li rivelerà per tempo, persino dalle proprie abitazioni. Kasparov, trattenuto per oltre dieci ore a Mosca, è stato rimesso in libertà ma dopo essere stato condannato ad una infrazione amministrativa. La pena è mite, appena mille rubli, corrispondente a poco più di 28 euro. In compenso, in caso di analoghi fatti, potrà però essere arrestato e condannato penalmente.
    Il nostro ex presidente del Consiglio, che, come informa un articolo di Fabrizio Dragosei, sempre sul Corriere di oggi, “E Vladimir riceve l’amico Berlusconi. Vertice «segreto» a San Pietroburgo. «Silvio invitato da un teatro». Gas e affari nei colloqui?”, si trova per combinazione nella natia città di Putin e suo ospite. Dato che non ha potuto fare a meno di essere informato sugli incidenti, potrebbe intanto chiedere notizie invitando da leader della Casa della Libertà, partito che si vuole libertario perfino nel nome, il «dolcissimo Putin» di non reprimere pacifiche manifestazioni dell’opposizione a suon di manganellate. Lo farà mai? Non credo. Così come non posso sperare, ahimè, che i rappresentanti politici dell’Unione Europea coglieranno questa occasione per proclamare e senza timore, come auspica Glucksmann e ogni persona che ritiene sacro l’esercizio dei fondamentali diritti civili di riunione e di espressione “che la passione per la libertà palpita nell’animo europeo sin dall’antica Grecia e che questa passione ha ispirato la sua creazione”.
    (15. IV. 2007)

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