LETTERATURA E SCACCHI
Rubrica a cura di Gregorio Granata


Quarantunesimo numero della nuova rubrica dedicata a Letteratura e Scacchi.
Libri e quotidiani, attentamente letti e brillantemente commentati, nei loro riferimenti al gioco degli scacchi, dal socio Gregorio Granata.



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    (Musica e scacchi). Ennio Morricone, lo straordinario autore di amate colonne sonore di memorabili pellicole è stato ospite stamattina, 13 febbraio 2007, della radio. Il più affascinante strumento di comunicazione mai inventato dall’uomo. Ancora più attraente se dietro i microfoni siedono poeti che interpretano la prosa della vita quotidiana. La trasmissione radiofonica, “Radio anch'io”, nella quale è stato ospite il grande artista, è uno storico programma radiofonico di Radio RAI 1 nato con Gianni Bisiach e attualmente condotto, con analogo successo e con un seguito sorprendente di ascoltatori, dal giornalista Stefano Mensurati. Un appuntamento quotidiano che, come recita la copertina della trasmissione, “pone al centro dell'attualità i temi più diversi, dalla cronaca al sociale, dalla politica alle scienze, dalla cultura agli esteri, provando a volte ad accendere i riflettori laddove la grande stampa e la TV non hanno ancora dedicato sufficienti approfondimenti”.
    L’incontro di oggi è stato il pretesto per ascoltare una lunga e amabile intervista con un uomo di 78 anni con l'energia di un ragazzo condotta con la consueta e proverbiale chiarezza da un cronista attento e che ha saputo mettere subito a suo agio il grande artista. Tra loro, credo, esiste un comune sentire. Morricone, infatti, è un grande appassionato di scacchi e, come è noto, ha musicato anche l'Inno delle Olimpiadi degli Scacchi di Torino. Dal canto suo, Mensurati è anche un ottimo scacchista, “candidato maestro” (ben 2000 punti Elo) e Presidente delle ultime edizioni del significativo “Premio Libro dell’Anno «Alvise Zichichi»” della Federazione Scacchistica Italiana. E’ riuscito, così, con l’invitante promessa di giocare con lui una partita a scacchi, a fargli persino eseguire su un sonoro pianoforte a coda, in diretta, brani di diverse sue indimenticabili melodie. Un modo per gioire insieme con lui ed alla sua fantastica musica. Melodie che ci accompagnano da un’intera vita e che sopravvivano alla nostra stessa vecchiaia, facendo sognare intere generazioni, pure future.
    Sono rimasto particolarmente colpito, fra l’altro, della considerazione fatta da Morricone che per avere successo, oltre il talento, «è importante lo studio e avere presente l’esperienza della storia musicale». Massima che può essere adattata non solo per raggiungere la maestria nella musica ma anche nel gioco degli scacchi, così come ad ogni attività della vita.
    Bellissime le ovazioni dei messaggi e delle telefonate che, man mano, arrivavano nel corso della trasmissione e che, per il loro affettuoso porgersi, avranno fatto arrossire lo schivo e sobrio Maestro che il prossimo 25 febbraio riceverà il riparatore premio “Oscar alla Carriera” a Los Angeles.
    Ritengo che, al termine dell’interessante trasmissione, si sarà ancora trattenuto nello studio per giocare a scacchi con Mensurati. In sottofondo, sicuramente, saranno stati avvolti dalle musiche del nuovo cd “We all love Ennio Morricone” che la Sony si appresta a immettere sul mercato con la raccolta di suoi brani che diversi artisti hanno voluto interpretare e a lui dedicare e che abbiamo avuto la fortuna, seppure in parte e nel breve tempo dell’incantevole trasmissione radiofonica, di ascoltare anche noi. Un cd di grande qualità e raffinato persino nella copertina, curata dal figlio Giovanni, dove, all’interno nelle prime due pagine, accanto ai nomi degli interpreti che hanno voluto testimoniare la loro gratitudine, appare una fotografia dell’assorto artista seduto non davanti un pianoforte ma una scacchiera.
     (13. II. 2007)

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    (Per non dimenticare ed iniziare una nuova pagina di sport). Una amministrazione comunale disattenta si è lasciata sfuggire uno dei pochi tornei di scacchi che si svolgono a Catania. Per di più in un momento e in una città - ancora ferita e incamminata in uno sconfortante declino sociale e culturale - in cui era doveroso riaffermare subito il valore dello sport e della non violenza. Sarebbe stata, infatti, la prima manifestazione sportiva di rilievo del capoluogo dopo i tragici fatti accaduti davanti lo stadio etneo e dove ha perso la vita l’Ispettore Capo di Polizia Filippo Raciti. Invece, quest’anno, l’undicesima edizione del “Torneo Internazionale Week-End «Amatori Scacchi»” (10-11/17-18 febbraio 2007) si è svolta nell’Auditorium di Mascalucia. Una serena cittadina un poco più distante e situata alle pendici dell’Etna, il maestoso vulcano in questo periodo ammantato di candida neve.
    L’antica sfida scacchistica organizzata dal piccolo ma combattivo circolo “Amatori Scacchi Catania”, la cui sede in modo singolare si trova non lontano dallo stadio “Angelo Massimino” dove si è giocato il tragico derby di calcio con il Palermo, è stata, infatti, costretta a traslocare, dal salone “Casa dei Quartieri”, dove, negli ultimi anni, era stata ospitata. Il responsabile del torneo non si è arreso, appunto, alla mancata disponibilità dei predetti locali comunali e, in occasione dell’imminente 20° anniversario della fondazione della Società, ha scelto un luogo lontano e più ospitale. I confortevoli spazi, dove si è disputata la gara, sono stati, infatti, trovati, grazie alla generosa disponibilità del piccolo comune pedemontano, dal dott. Mario Bongiorno, Presidente del Comitato Provinciale Scacchistico Catanese e impegnato Consigliere Comunale di Mascalucia. Uno splendido complesso architettonico recentemente recuperato dall’antica chiesa abbandonata di San Nicola e destinata ad auditorium comunale.
    Nei tre open, divisi per fascia Elo, hanno partecipato, complessivamente, 79 giocatori. Buono il livello tecnico con un maestro internazionale, Zivojin Ljubisavljevic, l’affermato m Gabriele Sardo e sette giovani e promettenti candidati maestri. Molti i giovanissimi con una nutrita rappresentanza femminile. Come la brava dodicenne Elenamaria Minniti di Siracusa, prima under 16 nell’Open “C”, e la tedesca Ulrike Rabe proveniente, addirittura, da Berlino. Un successo straordinario da queste parti anche se può sembrare un risultato numericamente modesto per un torneo internazionale che, a mala pena, riesce a destare interesse nei mezzi di comunicazione persino locali. Purtroppo, ma qui sarebbe troppo laborioso spiegare le cause, è un fenomeno ricorrente di ogni torneo che si svolge in questa provincia. E ciò malgrado sono presenti e solo nel catanese, 11 circoli, di cui ben tre nel capoluogo, con 260 tesserati. I premi, alquanto modesti, non invitavano d’altronde a farsi carico di gravose trasferte in una regione dove solo prendere un mezzo di trasporto pubblico può costituire già un’emergenza. Eppure gli scacchisti sono giunti, oltre dall’estero e dai comuni vicini, anche da Messina e da altre più lontane province siciliane. La breve cronaca è quindi concentrata al significativo risalto che Carlo Vella, presidente dell’Amatori Scacchi - circolo nato nel 1987 ed affiliato alla FSI e all’Ente di Promozione Sportiva UISP - ha voluto dare alla manifestazione sportiva per ribadire l’alto valore pacifico dello sport e riaffermare il significativo impegno per una scelta di “non violenza”. A tal fine, prima dell’inizio dei giochi, l’arbitro Salvo Lo Nero ha fatto osservare un minuto di partecipe silenzio che si è concluso con un lungo applauso. Un invito fortemente voluto dal CONI, amplificato dalla Federazione Scacchistica Italiana e subito fatto proprio dagli organizzatori della bella competizione.
    Vincitore del torneo magistrale, riservato ai giocatori con Elo Italia o Fide superiore a 1699, sistema Svizzero, 6 turni, il m siracusano Sardo con 5 punti, che ha meritatamente riconquistato il podio che era stato occupato lo scorso anno dall’inossidabile “Ljuba”, favorito della vigilia e che si è classificato solo settimo. Sardo ha subito una sola sconfitta per opera del catanese cm Alessandro Santagati, classificatosi 4° con 4 punti, e vincendo tutte le altre cinque partite, compresa quella con il predetto maestro internazionale serbo. Secondo e terzo si sono classificati, in ordine di spareggio tecnico, gli ormai due bravissimi cm catanesi Maurizio Tomaselli e Fabio Imbraguglia, entrambi con punti 4,5. L’open secondario, con 30 iscritti, ha visto la meritata vittoria di Giancarlo Di Martino di Ragusa, con 5,5 punti, secondo Francesco Furnari (CT) con 4,5 e a pari punti con Salvatore Salvaggio (SR), terzo. Primo under 16 il catanese Pierpaolo Melato e primo over 60 Nicolò Alberio, appena rientrato nella sua natia Adrano dopo aver svolto tutta la sua attività lavorativa in Svizzera. Si è affermato nell’open “C”, pur esso in qualche modo affollato di 29 giocatori, spesso non classificati e giovanissimi, Elvin Buda con 5,5 punti. Si sono piazzati, rispettivamente al 2° e 3° posto, Alfio Russo e Massimo Paparatti. Un buon risultato ha pure ottenuto Pietro Cassaro, primo del combattivo gruppetto di Mascalucia, che si è classificato 6°.
    Per chi è interessato ai risultati, classifiche e foto del torneo è possibile consultare il nuovo bel sito del circolo «www.amatoriscacchicatania.com» che si spera di trovare sempre più ricco di contenuti. Un riferimento importante per i tanti giocatori catanesi anche se, come ha lasciato scritto un attento visitatore e bravo scacchista nel libro degli ospiti, “rimane sempre la tristezza di vedere una grande realtà come Catania frammentata da stupidi dissidi interni”.
    E’ da aggiungere, infine, che il torneo di Mascalucia è stato qui considerato l’ideale seguito della lunga marcia silenziosa “contro ogni forma di violenza” che si è svolta nei giorni scorsi nella vicina Acireale, il paese delle “cento campane” dove abita la famiglia Raciti, con la partecipazione di numerosissime persone. La maggior parte di costoro, tantissimi, erano studenti e coetanei di Fabiana, figlia quindicenne dell'ispettore ucciso. In quella occasione la sua mamma, Marisa Grasso Raciti, ha lanciato, con grande dignità e fierezza, un appello: «Grazie ragazzi, di tutta Italia, di tutto il mondo. Non c’è differenza: catanesi, palermitani o napoletani. Aiutatemi a cambiare le cose. Impegniamoci». Un invito che è stato subito accolto anche dai generosi scacchisti presenti a Mascalucia per dare il primo significativo esempio contro il degrado, la violenza e per rappacificare il mondo dello sport.
    (18. II. 2007)

    (Nota: il breve “appunto”, senza i riferimenti ai risultati del torneo e con qualche piccola modifica, è apparso, sotto forma di lettera al Direttore con il titolo “Cartolina da Catania”, su “L’Italia Scacchistica”, nel fascicolo di Aprile-Maggio 2007, Annata 97, N. 1192, pp. 170-171, nella rubrica “La posta dei Lettori”).

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    (“Scacco al re”). “Scacco al re” non è il titolo di un racconto fantastico dove il gioco degli scacchi svolge un ruolo esclusivo o importante. E’ il titolo di un film-documentario trasmesso il 15 febbraio in televisione, in prima serata, su Rai 3. Racconta una storia drammaticamente vera. E’ la ricostruzione delle indagini che hanno portato alla cattura del mafioso superlatitante Bernardo Provenzano. Protagonisti sono le intercettazioni ambientali, le indagini, le testimonianze di poliziotti e magistrati alternate con scene con attori. La voce di Provenzano è quella di Andrea Camilleri, mentre la voce narrante è quella di Pier Giorgio Di Cara, uno degli sceneggiatori, nonché commissario di polizia a Palermo e autore di gialli.
    Il bel film ha la forma di un vero e proprio “poliziesco”, ricostruito, sequenza dopo sequenza, quasi come una memorabile partita di scacchi. La puntuale ricostruzione della cattura del pericoloso latitante è svolta con materiale spesso inedito e proveniente dalla documentazione dagli stessi investigatori. Costoro per mesi hanno seguito, con tenacia e pazienza, i postini del padrino mentre prendevano in consegna i famosi “pizzini” e i pacchi di vettovaglie. Il regista presenta la storia come una «snervante partita a scacchi» giocata da magistrati e poliziotti e spiegata «mossa dopo mossa». Fino alla cattura e al decisivo «scacco al re». Uno scacco che ha segnato la fine dell’intrusione mafiosa dei “corleonesi”, che si impadroniva con violenza della convivenza civile, nonché la fine di una fuga che durava da oltre quaranta anni. Bernardo Provenzano, il padrino condannato a più ergastoli, l’uomo che conosce i segreti delle stragi Falcone e Borsellino, si nascondeva, inspiegabilmente, in un casolare alle porte di Corleone, a Montagna dei Cavalli. Un film bellissimo, una partita memorabile.
    Una storia intrigante ed istruttiva che ora si può leggere in un recente libro scritto da un magistrato, Michele Prestipino, e da un giornalista, Salvo Palazzolo (“Il codice Provenzano”, Editori Laterza, 2007, pp. 324). D’altronde non è stato un altro libro recente di tecnica di polizia edito da Cedam, dal titolo quanto mai esemplificativo “Investigare. Manuale pratico di tecniche di indagine”, a spiegare che «come se fosse impegnato in una partita a scacchi, l’investigatore può fare tante mosse quante gliene suggeriscono fantasia, capacità professionale ed esperienza»? E, proprio come in una partita a scacchi, di fondamentale importanza si rivela per l’investigatore «la scelta dei tempi per (effettuare) ciascuna mossa». Questo ultimo lavoro, seppure riservato agli studiosi e agli operatori del diritto e scritto dal prefetto Antonio Manganelli e dal capo del Sisde Franco Gabrielli, non sfugge a Maurizio Piccirilli che lo recensisce positivamente meravigliato persino su “Il Tempo” di domenica 25 febbraio 2007 con il titolo “Così si sconfiggono crimine e terrorismo. Un libro rivela i segreti della polizia del terzo millennio tra scienza, tecnologia e intuito”. Una vita difficile quella dell’investigatore, che, come sottolineano Manganelli e Gabrielli, rimane «un impegno senza risparmio che ha compresso la tua vita privata, ti ha fatto convivere con l’adrenalina e ti ha riservato, accanto a emozioni meravigliose, dolori amarezze e delusioni».
    Come capita spesso, con i dovuti distinguo per non deragliare nel fare simili paragoni, anche a chi ama giocare a scacchi.
    (25. II. 2007)

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    (Le mosse della politica). Ancora prima della crisi di Governo e in vista della costituzione del Partito Democratico, era stato Fabio Mussi, leader del “Correntone” a spiegare i fatti della politica prendendo a prestito una terminologia scacchistica. Il sito internet de “la Repubblica” del 17 febbraio 2007, in una pagina web poi scomparsa o modificata, aveva riportato una gustosa dichiarazione del Ministro dell’Università e Ricerca a margine della presentazione della sua mozione congressuale al Teatro Valle di Roma. Era stata resa in risposta alle parole del segretario Ds Piero Fassino che aveva detto di non vedere alcun rischio di scissione all'interno del partito: “Fassino non puo' pretendere di decidere per tutti quando si forma un nuovo partito, l’adesione è libera. E quando il giocatore di scacchi muove il proprio pezzo, deve sapere come sono messi gli altri sulla scacchiera, altrimenti si fa delle illusioni e perde la partita”.
    Poi il tonfo della maggioranza in Senato, per due soli voti irresponsabili. Come scrive Giuliano Ferrara: “non era mai successo in oltre mezzo secolo che un governo fosse spazzato via mentre illustrava in Parlamento il ruolo del Paese nelle istituzioni internazionali e i confini della sicurezza definiti da missioni militari alleate in zone di guerra al terrorismo come l’Afghanistan”.
    La crisi di governo, presto ricomposta, offre nuovi spunti per usare riferimenti scacchistici negli articoli di cronaca politica, spesso numerosi in questi giorni. Anche il sito della britannica “Bbc” del 18 febbraio 2007, a solo titolo di esempio, apre con la notizia della crisi italiana accompagnata da un editoriale dal titolo “Prodi’s political chess game” e, nel sommario, “In the last few weeks Romano Prodi has been playing a game of political chess, forming a cabinet that he hopes will keep all sides happy”. Il corrispondente da Roma, Christian Fraser, che firma l’articolo, non può che rifarsi, scervellandosi, “al gioco a scacchi politico di Prodi” per spiegare la crisi ai suoi lettori lontani. Per rimanere in Italia, persino il locale “La Sicilia” dell’1 marzo 2007, in prima pagina, a crisi ormai superata, titola: “Fiducia, ma Prodi resta sotto scacco”.
    (1. III. 2007)



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