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Trentaquattresimo numero della nuova rubrica dedicata a Letteratura e Scacchi.
Libri e quotidiani, attentamente letti e brillantemente commentati, nei loro riferimenti al gioco degli scacchi, dal socio Gregorio Granata.
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(“007” sulle tracce del fuoco). “I Ris degli incendi sulle tracce del fuoco” recita il titolo dell’articolo che appare a pagina 14, in “Cronache”, su “La Stampa” del 14 settembre 2006, scritto dall’inviato a Spotorno (Savona) Claudio Vimercati. «Analizzando il terreno possiamo ricostruire l’identikit dei piromani» è il sottotitolo che ci introduce nel paziente lavoro di indagine giudiziaria che ha iniziato a svolgere il Nucleo investigativo antincendio boschivo della Forestale (Niab). Un gruppo di esperti, arrivato da Roma e da poco costituito, pronto ad impegnarsi in una battaglia campale contro gli incendiari. Da due giorni cerca tracce utili sul fianco della collina di Spotorno, devastata dall’incendio che ha causato la vita di un uomo e distrutto quattrocento ettari di macchia mediterranea, per arrivare a scoprire i responsabili. Nella parte alta del servizio giornalistico appaiono tre fotografie, per rendere visivamente i diversi passaggi (“mappe”, “attrezzatura”, “tracce”) necessari a ricostruire il “punto di insorgenza” del rogo e il profilo criminale di chi lo ha appiccato. Fotografie e didascalie che sono presentati con l’efficace intestazione, in grande evidenza: “Partita a scacchi contro gli incendiari”.
Mediamente ogni anno nel nostro paese si verificano oltre 11.000 incendi e bruciano oltre 50.000 ettari di bosco, spesso con gravi conseguenze per le persone. Almeno un comune su cinque ha visto parte del proprio territorio devastato dalle fiamme nello scorso anno, molte volte per colpa ed incuria, ancor più frequentemente per deliberata volontà criminale. Un dato allarmante anche per il costante numero delle vittime che deve far riflettere intorno a quella che è diventata una vera e propria emergenza italiana. Una drammatica situazione che manda in fumo ecosistemi spesso pregiati, accresce la fragilità idrogeologica del territorio e rappresenta un danno sociale ed economico di grande importanza. Tutti dobbiamo essere interessati alla sicurezza, alla pubblica incolumità e alla tutela del patrimonio boschivo, già oltraggiato quotidianamente dal “progresso”, dall’inquinamento e dai sempre più frequenti disastri naturali. Tutti dobbiamo accorrere per sostenere questa apprezzabile partita.
I dati statistici del Corpo Forestale dello Stato ci confortano per i costanti successi ottenuti negli ultimi anni, grazie proprio alle nuove procedure di indagine che si sono mostrate idonee per scoprire i colpevoli di tali irresponsabili azioni. Una “partita a scacchi” in ogni caso difficile e dall’esito incerto ma che, sicuramente, sarà condotta con la determinazione e l’iniziativa che spetta, sulla scacchiera, al giocatore con una migliore posizione. Per chiudere, vincendo, una pagina che sta in cuore di quanti guardano al verde della natura come ultima spiaggia di speranza, di miglioramento e fonte di prosperità per le future generazioni.
(14. IX. 2006)
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(Provvedimento di grazia). “Liberi tutti!” gridavamo bambini nel bel gioco che ci consentiva di rimanere insieme, lontano dagli occhi degli adulti. Penso, stranamente, a quella frase gioiosamente urlata leggendo con preoccupazione che sono già quasi ventimila le persone che, in questi giorni, sono uscite dalle patrie galere grazie all’indulto. Anche loro liberi. Un esercito di disperati che, non avendo un lavoro né esistendo per loro un piano di reinserimento, consentirà, e purtroppo solo in parte, a poliziotti e carabinieri di ricominciare la demotivante ed ingrata loro fatica di Sisifo per riportarli in prigione. E senza contare gli enormi danni economici per la collettività per la mancata riscossione delle pene pecuniarie ormai coperte dal condono, e mentre si chiedono nuovi sacrifici ai contribuenti.
Stupisce, quindi, in questo clima, leggere: “Il Presidente Pagnoncelli ha emesso oggi un provvedimento di Grazia come previsto dall'art. 18.1.5 dello Statuto Federale”. Il laconico annuncio è apparso sul sito web della FSI il 10 luglio 2006. Una notizia alquanto sorprendente per gli scacchisti in cerca di novità sulle pagine ufficiali della federazione e che compare, crediamo, per la prima volta in assoluto.
La concisa notificazione non è sfuggita a “Tamerlano” che nella rubrica “La Scimitarra”, sulla rivista “Torre & Cavallo - Scacco!” (Settembre 2006, N. 9, p. 13), ha svolto una breve ed appropriata considerazione.
In un momento di sconti eccessivi per proteggere amici e malfattori, per cancellare o sospendere colpe dal calcio (che mina le fondamenta dei valori dello sport) ad efferati delitti (che scuote la convivenza civile), ricordarsi di un peccato veniale e perdonarlo definitivamente, e almeno crediamo con una penitenza ampiamente riscattata, è come assecondare un sentimento di vera giustizia.
(20. IX. 2006)
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(Il mondiale di scacchi e la stampa). Non sfoglio mai i quotidiani del lunedì. A mio giudizio dedicano troppo spazio allo sport. Anzi, parlano troppo di calcio. Forse, in quel giorno, quasi esclusivamente e, persino, in prima pagina. Ciò mi infastidisce non poco. Ritengo, inoltre, che l’inizio di settimana debba avvenire senza eccessive distrazioni e necessità di conoscere notizie inutili. E, soprattutto, senza dover ineluttabilmente, quel giorno, sapere o parlare di calcio. Anche per questo motivo non compro o leggo abitualmente i giornali il lunedì. Nel mio riposo della stampa in inizio di settimana c’è lo stesso rispetto per i minuti di silenzio che custodisco ogni mattina, prima di cominciare le faccende giornaliere.
In tal modo mi è sfuggita la notizia che l’inizio del mondiale di scacchi che si gioca ad Elista tra Kramnik e Topalov è stata commentato, con insolita evidenza, perfino sui giornali italiani. Leggo perciò in ritardo, solo oggi, sul sito web de “La Stampa”, l’articolo di Alberto Papuzzi apparso sul quotidiano lo scorso lunedì 25 settembre 2006.
Trovare un articolo di scacchi sulla stampa italiana non del settore, come sempre, mi incuriosisce e, un poco, mi sorprende. Da quando il Grande Maestro Mario Monticelli ci ha lisciati sono pochi i giornalisti professionisti capaci di sostituirlo. Almeno nelle nostre pagine della stampa "generalista" e con regolarità. Considero, quindi, un fatto abbastanza insolito leggere argomenti di scacchi in quelle pagine. Non siamo affatto abituati, ormai, a trovare nei nostri quotidiani, come accade ai lettori di “Le Monde”, la firma di un Pierre Barthélémy. L’attento giornalista del prestigioso quotidiano parigino che spesso di scacchi ivi scrive con frequenza e competenza, essendo lui stesso bravo giocatore e che, in questi giorni, non solo fornisce notizie sull’andamento dell’incontro, ma commenta bellamente e giornalmente le singole partite. Tanto che il suo blog “Cases Blanches, cases noires, l’acualité des échecs”, sempre puntualmente aggiornato, scritto bene ed in modo appassionante, è diventato un costante punto di riferimento per tutti gli scacchisti di lingua francofona che seguono il mondiale (http://www.echecs.blog.lemonde.fr/). O, per i lettori di lingua inglese, reperire su “The Times” la firma di Raymond Keene e la sua periodica rubrica di scacchi, dove le partite del mondiale sono estesamente commentate (http://www.timesonline.co.uk/). Al riguardo mi sembra giusto ricordare, almeno in questa occasione, l’interessante “blog” di Stefano Bellincampi che vedo seguito da lettori attenti, competenti, sempre più numerosi e non per forza da fanatici scacchisti, seppure in una nicchia del settore (http://www.scacchierando.net/dblog/). Inoltre è doveroso segnalare l’ampio spazio che da qualche tempo un sito, seppure dedicato genericamente allo sport, assegna agli scacchi con informati ed appropriati commenti (http://www.eurosport-it.com/scacchi/).
Apprezziamo molto, chiaramente, anche gli interventi di Alberto Papuzzi, giornalista del quotidiano “La Stampa” e anche lui affascinato del Nobile Gioco. In più di un’occasione, su queste pagine, abbiamo avuto occasione di incontrarlo. Così come siamo felici che sia stato proprio lui ad essere premiato recentemente con l’ambito riconoscimento della FSI “Zichichi 2006” per “il miglior articolo su quotidiano”. Un bel articolo, “La mossa della Mole”, già segnalato in questa rubrica e che ha riempito un’intera pagina de “La Stampa” parlando, alla vigilia delle Olimpiadi degli Scacchi torinesi, della sua affascinante storia e del legame profondo che lega il nostro amato gioco alla letteratura, alla scienza, all’arte e al cinema.
Ed è proprio di Alberto Papuzzi l’affascinante “Gli scacchi cercano il nuovo re. Ultima sfida tra il leader dei dissidenti e il campione della Federazione”. Un articolo ben scritto che mette in rilievo l’importanza dello scontro diretto, in 12 partite, che sta per iniziare e che segnerebbe finalmente la fine del doloroso scisma provocato dall’ex re della scacchiera Garry Kasparov, quando nel 1933 fondò la “Professional Chess Association” (Pca). Un avvenimento, quindi, che il mondo degli scacchi segue giustamente con grande attenzione e che ridarebbe nuova credibilità e prestigio al gioco.
Sarà così attenta “La Stampa”, se non altro in queste settimane, a lasciare un poco più di spazio e più frequentemente ad Alberto Papuzzi? Magari illustrando qualche partita?
Forse solo utopie di un ingenuo lettore.
(28. IX. 2006)
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(“Toilettegate”, o “Battaglia del water”: una storia incredibile). Solo l’assenza dalle edicole dei quotidiani per lo sciopero dei giornalisti indetto dalla Fnsi per il rinnovo del contratto ha forse evitato di dare risonanza, almeno in questi giorni in Italia, alla incredibile storia che nella città di Elista, capitale della Calmucchia, si sta scrivendo sugli scacchi, screditandoli. Notizie sempre ghiotte, purtroppo, per la stampa.
Dopo le polemiche sull'uso eccessivo del gabinetto da parte di Vladimir Kramnik, sollevate dal team del bulgaro e campione Fide Veselin Topalov (arrivando persino ad affermare che “Topalov è disturbato dal comportamento sospetto di Kramnik, che prende le sue decisioni più importanti nella toilette”), il russo campione del mondo Pca non si è presentato davanti la scacchiera nella quinta partita del match per l’unificazione mondiale del titolo e che conduce con il risultato di 3-1. In altre parole Kramnik ha ritenuto troppo grave il dubbio avanzato dall’avversario e cioè quello di utilizzare all’interno del bagno congegni elettronici per vincere le sue partite. E’ rimasto, quindi, polemicamente in zona, aspettando che fosse riaperto il bagno a lui riservato, quella nella saletta relax privata, chiuso su decisione del comitato d'appello della Fide a seguito del reclamo. Avvenimento che non si è verificato. L’arbitro Geurt Gijssen, dopo un rinvio dell’inizio dell’incontro, allo scadere della nuova ora prefissata, non ha potuto che applicare il Regolamento Internazionale degli Scacchi, dichiarando la partita di Kramnik, la quinta del torneo, persa per forfait (art. 6.7: “Il giocatore che raggiungerà la scacchiera con oltre un’ora di ritardo sull’orario di inizio stabilito della sessione perderà la partita”).
Una pagina poco gloriosa del gioco degli scacchi. Simile alla iniziale guerra psicologica avvenuta a Reykjavik nello storico match Fischer-Spassky, quando l’«Americano» obbligava il «Sovietico» a cedere ai suoi capricci. Anche quello unico caso, in tutta la storia degli scacchi, di una partita per il titolo mondiale data persa a forfait.
Forse tutta la questione, come suggerisce qualcuno, è stata creata ad arte per tentare di silurare Kirsan Ilyumzhinov, neo rieletto Presidente della Fide e che è anche Presidente della Repubblica Russa della Calmucchia, la più povera e sottosviluppata. Un uomo che appare sempre più potente, molto chiacchierato persino nello stesso ambiente scacchistico e che desta, politicamente, non poche invidie. La politica, la peggiore politica, si affaccia nuovamente nelle decisioni importanti di ogni manifestazione, e non solo sportiva. Non è possibile non ricordare che Ilyumzhinov è stato rieletto alla presidenza della Fide con l’appoggio determinante di un altro personaggio molto discusso, Alexandre Zhukov, che, oltre ad essere Presidente della Federazione di Scacchi Russa, è Vice-premier del Governo di Putin e a lui molto vicino. Ancora di più la stessa federazione ha accordato il suo sostegno a condizione della riuscita della riunificazione del titolo. Un vero dilemma per il plurimiliardario Presidente della Fide costretto a lasciare repentinamente Soci, sul Mar Nero, dove si trovava a colloquio con il presidente Putin. Ed ora costretto a muoversi, glissando, nell’indecifrabile cammino, almeno agli occhi occidentali, della complessa situazione del nuovo assetto politico di questo immenso Paese, che, in ogni caso, ad oltranza, difenderà un suo giocatore che gioca nella sua terra (per inciso, come non leggere “La Russia di Putin” scritto dalla coraggiosa giornalista Anna Politkovskaja che, con felice scelta editoriale, ha pubblicato nel 2005 la casa editrice Adelphi?). Un contesto assai difficile, in ogni caso, e anche se i due atleti paiono pronti a riprendere l’incontro. Un nodo gordiano difficilissimo da sciogliere, in definitiva, almeno senza gravi conseguenze. Topolov non rinuncerà, di certo, al punto guadagnato senza combattere sulla scacchiera e che accorcia sensibilmente le distanze dal suo coriaceo avversario (3-2). Kramnik, a sua volta, non consentirà di essere privato del suo bagno e pretenderà (giustamente) di rigiocare la partita. Ilyumzhinov, come Presidente della Fide, infine e qualsiasi sia la soluzione scelta, non potrà che vidimare la decisione dell’arbitro, rispettando le regole di cui lui è il principale custode. Vladimir Kramnik, allora, esaminerà seriamente la possibilità di fare le valigie con la sciagurata conseguenza di allontanarsi una volta per tutte da Elista, sbattendo la porta. Il birichino Veselin Topalov, pupillo della Fide e faccendiere della rielezione di Ilyumzhinov, senza alcun merito, sarà allora proclamato nuovo campione mondiale. Lo ricorderemo seduto davanti la scacchiera, mentre acconcia, malinconicamente e nervosamente solitario, i suoi pezzi neri.
Comunque, non intendo tornare più sull’argomento e, tanto meno, sugli sviluppi dell’incontro. Infatti, non desiderando fare dell’umorismo, almeno su questa vicenda, mi rattrista il dover continuare a parlare della stucchevole telenovela della “toilettegate”. Anzi è quasi una bella coincidenza che i giornali, attualmente, per via dello sciopero non hanno la possibilità di parlare del match di Elista. Come stupisce seguitare a leggere, nel sito ufficiale, bollettini come l’ultimo dove il problema del “gabinetto” è ancora assoluto protagonista, seppure annunciato come superato (“«The issue of the bathrooms» has been resolved”). Sappiamo solo che la sesta partita, sino ad ora, e a distanza di tre giorni dalla data programmata, non è ancora iniziata e non conosciamo neanche se avrà inizio, così come non conosciamo l’esito definitivo della quinta. Tutto ormai può accadere in un momento storico dove la decadenza, non circoscritta al mondo degli scacchi, avvolge ogni azione e dove l’etica, la correttezza e i principi morali non sembrano più valori da custodire. Anche nella mancanza di pudore di mostrare, come sta accadendo e in modo sprezzante ad Elista, insensibilità per le legittime aspettative di tutta la comunità scacchista che è stata paziente di attendere tredici anni questo incontro, fiduciosa del principio custodito nel motto “Gens una sumus”! Peccato! Forse, in queste righe, potrebbe esserci l’addio alle attese e alla cullata speranza di unificazione del mondiale! Povera Fide! Povere latrine ridiventate luoghi di squallidi commenti e ossessivamente citati in comunicati e nelle prime pagine della stampa internazionale. Poveri scacchisti, insieme alle loro follie, che mai potranno essere trattati, se l’irreparabile accade, con l’onore che spetta ai campioni! Poveri scacchi! Poveri noi che continuiamo, ahimè, ad amare questo gioco!
Solo questo forte sentimento ci spinge a rimanere, malgrado tutto, ottimisti. Continuiamo a sperare, in ogni caso e ancora una volta.
(1. X. 2006)
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