(Un premio, una vittoria: l’«Alvise Zichichi» a Caissa Italia). Caissa Italia, la prestigiosa casa editrice romana, si aggiudica, per la seconda volta consecutiva, l’ambito premio “Alvise Zichichi Libro dell’anno 2006” della Federazione Scacchistica Italiana. Il libro premiato alla “Fiera del Libro di scacchi” quest’anno è, infatti, quello di Mihail Marin, “Sulle spalle dei giganti. Ovvero cosa ho imparato dalle leggende degli scacchi” (pp. 336, 2005).
Un riconoscimento che ricompensa il coraggioso impegno e il contagioso entusiasmo di una giovane casa editrice, ultima arrivata, ma capace di riuscire, con una formidabile équipe di appassionati scacchisti, di bravi traduttori e di autorevoli autori, ad imporsi nel difficile mondo editoriale stampando, come è stato autorevolmente scritto, libri come “preziosi gioielli” per la felicità di tutti gli scacchisti che amano leggere in italiano il mondo avventuroso del Nobile Gioco.
Un’avventura editoriale iniziata in sordina e nata, quasi per caso, dall’incontro, appena qualche anno fa, esattamente il 4 novembre 2002, delle tre diverse professionalità di Augusto Caruso (grafico), Yuri Garrett (traduttore) e Francesca Masini ( linguista).
In un periodo eccezionalmente breve Caissa Italia ha fatto conoscere al pubblico italiano numerose ed importanti novità dei più noti autori internazionali, insieme ai capolavori del passato, con particolare riferimento alla grande scuola sovietica, e anche di autori italiani. Tutti presentati, spesso grazie al contributo degli autori viventi (Smyslov, Bronstein e Averbakh) amorevolmente coinvolti per stendere rinnovate considerazioni ai loro capolavori, in critiche edizioni ed esemplari ristampe. Con il contributo di questi tre colossi dell’epoca d’oro degli scacchi, ma anche con personaggi importanti della “nuova” editoria russa e di quella anglosassone, in pochi anni la neonata casa editrice ha creato invidiate e diverse collane per ospitare libri fondamentali e di grande interesse per tutti gli appassionati di scacchi.
Ciascuna collana è caratterizzata con un suo spirito distintivo, anche dal punto di vista grafico, innovativo e loro proprio, in modo da indirizzare i diversi interessi del lettore. La collana “Aperture”, una delle prime di Caissa Italia, nella loro elegante e disarmante semplicità grafica (le copertine da me preferite insieme con quelle, altrettanto pulite e raffinate, della “Biblioteca storica”), è dedicata esclusivamente all’approfondimento della fase iniziale della partita, con le più recenti varianti, illustrate in modo didatticamente innovativo. Dalla Caro-Kan di Joe Gallagher alla Scozzese di John Emms, passando dalla Difesa Francese alla Scandinava, scritta ancora da Emms. “I manuali”, la collana dedicata all’apprendimento del gioco e delle sue tecniche, con il bel lavoro di John Nunn “Capire gli scacchi mossa dopo mossa”, che risulta una sintesi, una vera e propria summa, del pensiero scacchistico contemporaneo. La collana “Biblioteca storica”, con l’utile e bella copertina con bandelle (i risvolti laterali che conferiscono ulteriore rigidità al libro), dedicata ai momenti e agli autori che hanno fatto la “storia” degli scacchi. Qui basta citare “Il torneo internazionale dei Grandi Maestri. Zurigo-Neuhausen 1953” di David Bronstein che, per consenso unanime, è ritenuto uno dei più importanti libri di scacchi mai scritto ed è il terzo volume, in una edizione arricchita e “restaurata”, inserito in questa collana (proclamato “Libro dell’anno 2005”). Che dire poi del libro di Emanuel Lasker, sempre nella stessa collana, “San Pietroburgo 1909”, con un ricco apparato storico-biografico e di rare fotografie dell’epoca, che rende questo saggio, uno dei capisaldi della letteratura scacchistica di ogni tempo, prezioso come i limpidi insegnamenti del grande campione? L’unico aspetto che stupisce, forse, è di aver dovuto aspettare tanto (sono in assoluto novità editoriali per noi italiani!) e che nessuna casa editrice esistente, pur con i loro innegabili contributi, ha mai osato cimentarsi in così attente ricerche e scrupolose traduzioni. Credo che lo stesso Lasker, sfogliando la nuova edizione della sua affascinante opera, farebbe i complimenti all’editore. Ancora la collana “I Grandi giocatori” per ripercorrere partite famose, con la pubblicazione dello splendido “Alla ricerca dell’armonia 1935-2001”, la nuova edizione del capolavoro di Vasilij Smyslov che l’ex Campione del mondo ha accettato di scrivere in esclusiva per Caissa Italia dopo un emozionante incontro al Circolo Centrale degli Scacchi di Mosca. Ma anche Botvinnik, Korchnoj e, presto, Keres e Tarrash. Ancora un “Fuori collana”, nella quale sono apparsi anche due libri veramente eccezionali e di meritato successo: “I russi contro Fischer” di Plisetskij e Voronkov (che meritò addirittura uno stupefatto articolo a cinque colonne, a firma di Claudio Giacchino, sulla pagina culturale de “La Stampa”, articolo con meraviglia segnalato sulla rivista “L’Italia Scacchistica”) e “L’apprendista stregone” del grande Bronstein. Infine, la collana di “eccellenza”: la “Scuola superiore di scacchi”, dove è inserito, come primo titolo, il bel lavoro di Marin, appena premiato, e dove già spiccano i prestigiosi nomi di Jusupov e Dvoretskij.
Ma anche libri dove sono presentati autori italiani, quasi un impegno a continuare a creare cultura nel nostro paese. Ci riferiamo al lavoro del professor Carlo Alberto Pagni di Torino, che ha visto pubblicato, con smisurata cura, il suo prezioso lavoro “Scacchi senza quartiere”, con tutte le partite per corrispondenza ad oggi conosciute tra circoli o città nel secolo XIX, corredato con numerose informazioni storiche sui grandi campioni di quel tempo. La pubblicazione di un libro di tal fatta, crediamo, risponde perfettamente all’idea di fondo che ha Caissa Italia, ossia quella di rinnovare profondamente il panorama editoriale per la diffusione di una vera cultura scacchistica, anche rischiando e scommettendo sulle più elementari regole commerciali. Non per nulla l’Asigc (Associazione Scacchistica Italiana Giocatori per Corrispondenza) riconosciuta dalla nostra Federazione ed affiliata all’International Correspondence Chess Federation (ICCF), a sua volta riconosciuta dalla FIDE, ha definito, e autorevolmente, questo libro come “straordinario” e “destinato a diventare un’opera fondamentale nella bibliografia sugli scacchi per corrispondenza” e stampato “con una impaginazione stilisticamente inappuntabile, molto gradevole da vedere”.
Ma tutti i libri di Caissa Italia sono, aggiungo io, belli da guardare e toccare: trasmettono attenzione, amore, professionalità e freschezza. Una freschezza che nasce dal rapido inseguire l’evoluzione teorica del gioco e riconoscersi nell’importanza della sua storia, dal rispetto verso l’autore e dall’attenzione nei confronti del lettore per offrire, sempre, un libro nuovo stampato quasi solo per lui e come lui desiderava possedere e leggere.
Non è stato possibile elencare tutti i titoli. E di tutti proporre una dettagliata scheda, come sarebbe pure auspicabile. Perché sono, sino ad oggi, quarantatre volumi e tutti selezionati ed importanti. Sarebbe una fatica non comune e richiederebbe, a questo punto, tempo e spazio. La media dei libri sinora usciti nelle diverse collane -ripeto tutti di grande interesse - si avvicina, incredibilmente, a quasi un volume il mese! Neanche le più rinomate riviste scacchistiche riescono a rispettare, a volte, la scadenza del loro puntuale ritmo mensile! E con un programma che si annuncia ancora più nutrito ed ambizioso nel prossimo futuro. Un vero primato che non ha eguali nel panorama editoriale specialistico europeo. E che onora l’attività editoriale italiana e non solo quella scacchistica.
Il libro che sarà premiato a Cesenatico, in occasione della “Fiera del libro” (7-10 settembre 2006), è, come detto, del Grande Maestro di Bucarest Mihail Marin, per anni secondo di Judit Polgar e autore di altri due ottimi lavori, pubblicati entrambi da Gambit, “Secrets of Attacking Chess” e “Secret of Chess Defence”. E’ la prima volta che una sua opera è tradotta in italiano, lingua che ama, anche se non conosce perfettamente, per aver avuto antenati italiani. I nonni di sua nonna, infatti, nella seconda metà del secolo XIX, come egli racconta nella sua amabile prefazione all’edizione italiana, emigrarono, cercando una vita migliore, dai dintorni di Trento a Dobrogea, nella zona costiera della Romania.
La paziente traduzione e la revisione scacchistica è stata affidata al MF Andrea Malfagia, mentre la revisione linguistica è stata curata da Yuri Garrett e Francesca Masini. L’ariosa grafica è, come sempre, di Augusto Caruso. Basta leggere la nota editoriale di Malfagia e le relative considerazioni di Marin per rendersi conto che siamo dinnanzi ad un libro dove la reciproca collaborazione ha prodotto un’edizione estesamente e notevolmente migliorata del libro originale, apparso nel 2004 e subito premiato dalle più prestigiose associazioni scacchistiche come “Book of the Year 2005”. Lo stesso autore, infatti, al termine del suo lavoro di revisione, lo ritiene “il punto di partenza per una eventuale nuova edizione inglese”.
L’approccio di cooperazione indicato è un motivo che vorrei mettere in risalto perché caratterizza il lavoro di Caissa Italia e il contagioso entusiasmo che riesce a raccogliere intorno alle sue iniziative editoriali. Un percorso umano e culturale che ha di per sé qualcosa di straordinario. Una reale passione che nasce, anzitutto, da un autentico amore per gli scacchi e da un profondo rispetto per l’autore ed il lettore, che diventa anch’esso quasi un collaboratore e contribuisce a far crescere Caissa Italia giorno dopo giorno: un nuovo libro, un nuovo lettore, un nuovo suggerimento, un nuovo autore, un nuovo collaboratore e un nuovo libro ancora. Un circolo virtuoso che il Premio Zichichi ha saputo cogliere grazie alla illuminata sapienza e autorevolezza della sua giuria e che ha, saggiamente, premiato per la seconda volta consecutiva. Uno straordinario processo mai verificatosi con i libri di scacchi e che trova esempio solo in alcune storiche avventure di alcune case editrici che non hanno pensato solo a sfornare carta stampata, ma sono diventate, esse stesse, strumento di incontro, luogo di confronto e di progresso culturale.
Ma torniamo al lavoro di Marin che è un viaggio, appassionato e raccontato con un tono intimistico, spesso affascinante, per tentare di scoprire quale eredità hanno lasciato gli otto campioni che, a suo giudizio, più hanno influito nel miglioramento del gioco.
Scrive l’autore nell’introduzione al suo lavoro durato ben sei anni: “Ciascun capitolo di questo libro mette a fuoco il modo in cui un grande giocatore trattava posizioni semplificate con un determinato rapporto di materiale (per esempio, alfiere contro cavallo, pezzo leggero contro torre, donna e torre contro donna e torre). La sola eccezione è data dal capitolo dedicato a Viktor Korchnoj, che in un certo senso è un riassunto del resto del libro”.
I risultati sono spesso sorprendenti ed avvincenti. Lo studio dei “classici” è, per ogni scacchista, così come è stato per Marin, un momento fondamentale di crescita e di gioioso amore per il gioco. Per apprezzare questo libro, e ritenerlo subito un capolavoro, basta leggere il primo capitolo dedicato a “I finali di torre di Akiba Rubinstein”, lungo ben 53 pagine, certamente il migliore. In una rivisitazione lucida ed analitica, racconta lo stile di gioco di uno delle otto leggende scacchistiche del Novecento che hanno influito e accompagnato il suo sviluppo scacchistico. Nella storia degli scacchi il tormentato Rubistein, pur grande esperto delle aperture, rappresenta, come altri hanno scritto, “il finale di Torri della partita cominciata dagli dèi mille anni fa”. Seguono i sei capitoli dedicati ciascuno ad altrettanti Campioni del mondo e l’analisi delle loro memorabili partite, inframmezzate da ricordi personali, scoperte e curiosità: Alekhine e al suo gioco di pezzi pesanti; Botvinnik e la sua capacità critica e analitica; Tal con la magia del sacrificio di due pezzi leggeri per la torre; Petrosjan e il sacrificio posizionale di qualità; Fischer e l’incisivo uso dell’alfiere di re; Karpov e l’uso magistrale dei finali di alfiere di colore contrario. Il lungo viaggio si conclude con l’ultimo capitolo, l’ottavo, dedicato ad un altro grande della scacchiera che, come Rubinstein, non ha, almeno sino ad oggi, conquistato un titolo mondiale: il ribelle Korchnoj. Il giocatore universale recentemente applaudito a Torino, in occasione delle recenti Olimpiadi alle quali, nonostante i suoi 75 anni ha partecipato con la squadra della Svizzera, sua nuova patria. Lo stesso grande campione che si è avvicinato e a lungo intrattenuto, con pericolo di perdere la concentrazione per le sue partite in corso all’Oval, nello stand di Caissa Italia, meravigliato di vedere i suoi tre volumi “La mia vita per gli scacchi” stampati con tanta cura. Concludono il volume le utili, se pur brevi, biografie degli otto “Giganti”, una svelta ma significativa bibliografia ed un indice delle partite.
Un bel libro. Un’ottima traduzione. Un premio significativo e stimolante. Una vittoria della cultura.
Sappiamo quanto Alvise Zichichi, il protagonista più importante della scena scacchistica italiana della seconda metà del ‘900, il caro amico troppo presto scomparso e che mi conforta qui affettuosamente ricordare, amò i libri di scacchi e tutti rigorosamente in italiano. Credo che Alvise seguirà la consegna del premio, a lui intitolato, con gioia e grande contentezza. Sono anche sicuro che augurerà, con il suo volto solare e la sua inconfondibile allegra risata, a Caissa Italia di proseguire, sempre e con la stessa determinazione di oggi, il suo generoso futuro lavoro editoriale a beneficio di tutta la comunità scacchistica.
Me lo auguro vivamente, e forse troppo egoisticamente, anch’io ed è, nella memoria di Alvise Zichichi, qui degnamente ricordato nella consegna di un importante e meritato premio, che vorrei aggiungere, come semplice e anonimo lettore e insieme a tutti gli scacchisti che vogliono bene i bei libri, il mio personale vaticinio di ogni fortuna ai “nostri amici” di Caissa Italia.
Ad maiora!
(8. VIII. 2006)
(Il breve “appunto”, con lo stesso titolo e superficiali modifiche, è stato pubblicato nella rivista “Torre & Cavallo - Scacco!”, ottobre 2006 - N. 10, pag. 24-26, all’interno del servizio, corredato da fotografie, dedicato a “Cesenatico - Festival e Premio Alvise Zichichi”).
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