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Trentunesimo numero della nuova rubrica dedicata a Letteratura e Scacchi.
Libri e quotidiani, attentamente letti e brillantemente commentati, nei loro riferimenti al gioco degli scacchi, dal socio Gregorio Granata.
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(Esami: scacchi e pubblicità). Il nostro ultimo “appunto” finiva con una considerazione suggerita dagli esami di maturità. Adesso, dopo gli esami e le vacanze, la scelta universitaria. Orientarsi nel mondo universitario di oggi sulla base delle proprie attitudini o preferenze. Un impegno importante per tutti i giovani che hanno conseguito il sospirato diploma delle scuole medie superiori.
“Fai la mossa giusta” invita al riguardo una intera pagina pubblicitaria apparsa sul “Corriere della Sera” del 30 giugno 2006, ma anche su altre numerose testate.
La mossa suggerita, «per muoverti meglio nel tuo futuro», sembra essere quella di acquistare un libro di guida e orientamento universitario sul mondo accademico italiano che è indicato a bordo pagina, dove è raffigurata pure una grande scacchiera che si perde nell’infinito. Su ogni casa bianca è segnalata, per ogni città, la facoltà universitaria migliore da scegliere. Torri, Donne, Cavalli, Pedoni e altre figure di scacchi, in elegante stile “Staunton”, campeggiano disordinatamente sulle case della scacchiera, forse nell’attesa della mossa migliore, in sintonia con il seguito del suggerimento della locandina pubblicitaria che recita: «il tuo futuro vincente comincia ora».
(30. VI. 2006)
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(Combattente nemico). “Salim, l’autista di Osama che ha dato scacco a George W.”, è il titolo dell’articolo di Guido Olimpio apparso su il “Corriere della Sera” del 30 giugno 2006, a pagina 6. La massima corte degli Stati Uniti ha clamorosamente stabilito che i tribunali speciali creati dalla Casa Bianca sono fuorilegge. I detenuti, compreso il tassista yemenita Salim Ahmed Hamdam di 36 anni, meglio conosciuto come “l’autista di Osama”, che ha fatto appello alla Corte Suprema dopo essere stato catturato per “cospirazione” in Afghanistan nel novembre 2001, non possono stare a Guantanamo senza processo perché violano le leggi americane e le convenzioni di Ginevra sui prigionieri di guerra.
I carcerati, per adesso, rimangono in cella, nell’attesa di un accordo con il Parlamento su come processarli. L’unica cosa certa è che Osama, vincendo il ricorso, che aggiudica all’America una ulteriore e nobile vittoria di grande democrazia in materia di diritti individuali e della separazione dei poteri, “è diventato di nuovo un implacabile avversario” di George W. Bush.
(30. VI. 2006)
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(Superquark: una pagina
sugli scacchi). Ieri sera, giovedì 29 giugno 2006, in prima serata, su RAI 1, c’è stato il debutto della nuova serie di “Superquark”, la fortunata trasmissione ideata e condotta da Piero Angela. Il giornalista che ama gli scacchi e che è orgoglioso di aver affrontato, come lui stesso dichiara “impegnandolo”, l’ex campione del mondo Karpov in una simultanea.
In una recente intervista, apparsa su “Sorrisi e Canzoni TV” il 14 maggio 2006 e curata da Paolo Fiorelli, il settantasettenne stimato divulgatore scientifico torinese, presente all’inaugurazione delle olimpiadi scacchistiche, aveva fatto la seguente breve osservazione sul gioco. Piace riportarla, perché spiega i propositi che timidamente tentiamo di svolgere anche con i nostri “appunti”. Rispondendo ad una domanda dell’intervistatore aveva, infatti, tra l’altro, dichiarato: “Al di là del divertimento o della sfida sportiva, io penso che gli scacchi ci possano insegnare molte cose su come funziona una società moderna. E su come bisogna ragionare per affrontarne i problemi”.
L’intendimento ha trovato ora breve forma in uno dei tanti interessanti servizi con i quali è composto “Superquark”. Finalmente, quindi, gli scacchi in televisione e grazie ad un attento e colto osservatore. “Solo 8 minuti, ma il nostro gioco non aveva mai avuto uno spot pubblicitario così positivo. Piero Angela non lo ha presentato come un semplice gioco, sia pure intelligente, ma come materia da insegnare nelle scuole e come attività da praticare in vecchiaia!”. Lo annuncia, felice, il sito web dell’Asigc di oggi, 30 giugno 2006. Così come è stata contenta la rivista “L’Italia Scacchistica” a ricordare, per tempo, a seguire la bella trasmissione ai suoi lettori.
Anche noi siamo entusiasti per quanto di buono è riuscito a fare il bravo Angela e da tempo, come anticipato in queste pagine, abbiamo aspettato impazienti di vedere il servizio televisivo. Non nascondiamo, invero, di averlo guardato con molta attenzione e curiosità. Speriamo nella moltiplicazione di altre iniziative simili. Altrimenti, se è solo di tal genere l’attesa ricaduta positiva per gli scacchi dopo le Olimpiadi di Torino 2006, è arduo rallegrarsene.
E’ per questo che, insieme all’Asicg, ci auguriamo, almeno, “che siano stati molti gli insegnanti, gli educatori e soprattutto i presidi ad aver seguito la trasmissione”.
(30. VI. 2006)
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(Antiche tradizioni). La Società Scacchistica Torinese non è nuova ad organizzare magnifiche iniziative a favore della diffusione del “Nobile Gioco”. L’ultima, dopo le fatiche delle olimpiadi scacchistiche, è veramente sorprendente: per tutta l'estate, tutti i martedì sera scacchi in piazza! Tornei, lezioni, ricchi premi sempre in piazza Solferino, a partire dall’11 luglio, sotto l’amichevole insegna: “Scacchi, l’estate insieme alla Scacchistica Torinese”. Per chi è costretto a trascorrere le vacanze dentro le mura dell’orgogliosa città, un regalo a dir poco raro. Auguriamo alla manifestazione ogni successo, solo rammaricati di essere distanti da Torino di quasi ben millecinquecento chilometri!
Un piccolo libro affascinante, come il titolo, “C’erano una volta i Re” (pp. 60, SST, Torino 2000), racconta con garbo e simpatia, la storia della Società Scacchistica Torinese, scritta in occasione del novantesimo anno della fondazione. Un bel volumetto curato dal giornalista Alessandro Di Giorgio, che ne ha anche aggiornato i contenuti nella versione digitale fino al maggio 2004.
Nel febbraio 1911 così “L’Italia Scacchistica”, a pagina 81, annunciava la nascita della Sst: “Dopo infinite traversie, dopo numerosi cambiamenti di nome e di sede, un manipolo di volenterosi scacchisti torinesi sono riusciti a fondare in Torino, ove la scacchistica era presso che morta, una società scacchistica che costituitasi il 3 novembre 1910, conta attualmente 57 soci”. La stessa società, tre anni dopo, è tra le fondatrici, insieme con altri dieci circoli, della FSI, la Federazione Scacchistica Italiana. Nata grazie alla iniziativa della neonata rivista di Alfredo Batori e Stefano Rosselli del Turco, sopra ricordata.
Nomi prestigiosi, come l’ungherese Eugenio Szabados e il peruviano Esteban Canal, entrambi torinesi di elezione, soccorrono a far diventare il Circolo di Torino un riferimento importante per tutti gli scacchisti. Un avvenimento che fece davvero epoca fu la presenza, nel 1923, di Aleksandr Alekhine, il geniale moscovita che aveva in quel tempo 31 anni e che, sin da allora, era unanimemente indicato come il solo che potesse insidiare il trono mondiale di Josè Raul Capablanca. Memorabile è rimasta la partita giocata in quella occasione tra lui e Canal: si protrasse per cento mosse e, iniziata, alle 19,30, si concluse alle 6 del mattino seguente dopo una madornale svista di un Canal prostrato dal sonno.
Una lunga storia di Re e Regine che continua ancora oggi e che onora lo scacchismo italiano. Il generoso contributo dei Presidenti, anzitutto: Felice Germonio, Andrea Cavalleri, Vittorio Ivaldi, Luigi Mai e tutti gli altri, fino ad arrivare a Michele Cordara. Le epiche sfide con le squadre più forti italiane ed estere e, in modo particolare, con l’avversario rivale di sempre: la Società Scacchistica Milanese. I successi e, indubitabilmente, il più grande trionfo individuale di un giocatore della Società Scacchistica Torinese festeggiato nel dicembre 2003, quando nel Salone del Consiglio comunale di Arvier, in Valle d’Aosta, Spartaco Sarno è stato incoronato Campione italiano assoluto di scacchi. Le tante avventure, con quella più grande di tutta la storia della Sst, cominciata nel novembre 2002 a Bled in Slovenia: quando fu concretizzata l’audace idea del suo presidente di effettuare le Olimpiadi degli Scacchi 2006 a Torino.
Numerosi, in tutti questi anni, gli ospiti illustri: dal dottor Siegbert Tarrasch a Boris Spassky, da Anatolij Karpov a Victor Korchnoj, sino al recente soggiorno, di solo ventiquattr’ore e senza partite in simultanea, ma rimasto famoso, di Garry Kasparov, per la presentazione del suo nuovo libro “I miei grandi predecessori”.
La “Piccola storia della Società Scacchistica Torinese”, come è sottotitolato il prezioso volume, ricorda anche i trasferimenti della sede, dal Caffè degli Specchi di via dei Mercanti agli attuali accoglienti locali di via Goito 13; i “giornalini” della Sst sino alla rivista bimestrale “en passant”; i successi ottenuti con il moltiplicarsi dei corsi di scacchi, con un nuovo programma triennale nelle scuole elementari e medie torinesi, insieme al locale Assessorato al Sistema Educativo.
Un piccolo libro su un’importante pagina della crescita e dello sviluppo degli scacchi a Torino ma con positivi riflessi, in questi ultimi cento anni, sull’Italia intera. E che essendo degna di esempio per alcuni dei nostri tanti circoli che si spezzano, si chiudono e si riaprono con nomi scemi o importanti, ma senza ideali e prospettive, ci è sembrato utile ricordare.
(8. VII. 2006)
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