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Ventinovesimo numero della nuova rubrica dedicata a Letteratura e Scacchi.
Libri e quotidiani, attentamente letti e brillantemente commentati, nei loro riferimenti al gioco degli scacchi, dal socio Gregorio Granata.
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(Marina Brunello). E’ bello scoprire, sulla stampa non specialistica, articoli che diffondono il gioco degli scacchi e che riescono, nel contempo, a fare “notizia”.
Avvicinandosi le Olimpiadi degli scacchi di Torino una giovanissima scacchista è diventata oggetto di incantata curiosità da parte di molti giornalisti. Infatti, nel medesimo giorno, 5 aprile 2006, due diffusi e autorevoli quotidiani, “La Gazzetta dello Sport” e “la Repubblica”, hanno dedicato un loro abbondante spazio a Marina Brunello, la baby campionessa bergamasca, di Rogno. Il primo, con l’articolo di Federica Cocchi, “Brunello la regina del futuro”, e, nel sottotitolo, “A 11 anni si qualifica all’Olimpiade «Mi piace l’alfiere, amo attaccare»”. Il secondo, con l’articolo di Federica Forte, “Olimpiadi degli scacchi a Torino in gara c’è anche una undicenne”.
E non basta. Tempo fa avevamo seguito con interesse, in un servizio televisivo, le assennate risposte che la giovanissima scacchista Marina consegnava ad uno stupefatto giornalista. Ci era capitato, inoltre, di leggere, sul sito web dell'Associazione Le Nuvole Onlus, che con grande generosità si adopera a trasformare l’attività ludica in uno strumento per aiutare chi impedito da povertà, malattia o sofferenza non ha la possibilità di regalarsi questo fantastico aspetto di crescita di vita, l’informato articolo di Diego Scotti su “I fratelli terribili dello scacco matto. Sabino, Roberta Marina, 40 anni in tre, sono le star del torneo di Lodi. Assieme al campione Karpov”. Ora, oltre a ritrovare la simpatica ragazzina Marina su mezza pagina di un’autorevole testata giornalistica sportiva e di un quotidiano con una forte anima politica e di opinione, la rivediamo protagonista, addirittura, in un bel servizio televisivo di Antonello Profita, sul “TG1”, nell’ora di massimo ascolto, le 13,30 del 24 aprile 2006, e in un altro, apparso qualche giorno prima, su “Tgcom. Mediaset”.
Ma anche “Vivimilano.it” del 20 aprile 2006 dedica a Marina un esteso articolo di Luca Angelini dal titolo “Ha undici anni la reginetta degli scacchi”. Ancora, il sempre ben informato settimanale di scacchi on-line “Messaggero scacchi” di Roberto Messa e Dario Mione, che, da qualche tempo, si presenta in una rinnovata ed attraente veste, annuncia, oggi 10 maggio 2006, che il prossimo numero del settimanale “Donna Moderna”, edito da Mondadori, ed ora in edicola, dedica un ampio servizio alla baby star bergamasca Marina Brunello, a firma di Stefano Cardini. L'articolo, pubblicato nella sezione “Attualità”, è intitolato “Marina ha 11 anni, ma a scacchi è già grande”. Recita il sommario: “Marina Brunello è la più giovane sportiva azzurra di ogni tempo: il 20 maggio gareggerà alle Olimpiadi di scacchi. Ma non si atteggia a bimba prodigio. Sogna di insegnare matematica, come la mamma. E adora i cartoni in tv e Harry Potter, come tutti i suoi coetanei. Ma il suo vero idolo è un campione di scacchi lettone (Mikhail Tal, ndr “Messaggero scacchi”). Che gioca sempre in attacco. Come lei”.
Oltre a ciò la signora Milly Moratti, moglie del patron dell’Inter e da non confondere con la cognata ex ministro, si è affacciata, il 24 aprile 2006, nella sede di “Vivere Milano” dove era in corso una gara di scacchi tra bambini, presente Marina Brunello. E, quasi a suggerire la soluzione per l'ennesimo difficile momento della squadra dell'Inter - e noi aggiungiamo dell’intero calcio italiano che, come in politica, pare sempre più in mano ai “furbetti del quartierino”-, si è lasciata sfuggire la considerazione: «e se provassimo con gli scacchi? Era la grande passione di mio suocero e, l'ultima volta che l'Inter vinse lo scudetto, i giocatori parteciparono a un corso organizzato ad Appiano dalla federazione scacchistica. In fondo», ha continuato, molto saggiamente, «con gli scacchi credo si possa imparare bene la strategia. Una mossa va fatta prevedendo ciò che farà il tuo avversario e come si schiererà. Come sul campo di calcio» (da “La Gazzetta dello Sport”, “Inter, proviamo con gli scacchi”, 13 aprile 2006).
A proposito di Marina Brunello, “Caissa Italia Editore” le ha conferito la Borsa di studio “Herbert Garrett 2006”, come la più giovane giocatrice a vestire la maglia azzurra nella storia degli scacchi. La borsa di studio “Herbert Garrett” consiste in un consistente assegno spendibile sull'intero catalogo Caissa Italia, l’editore i cui libri, come ha giustamente sentenziato Claudio Giacchino, “sono gioielli per la cura con cui sono fatti”. Il premio, istituito nel 2005, e il cui primo assegnatario fu il romano Daniele Vocaturo, si prefigge di aiutare ogni anno un giovane scacchista a raggiungere i traguardi più elevati, contribuendo alla sua formazione con una scelta di libri di alto livello e per invitarlo a costruirsi una biblioteca sempre più ricca e completa.
(10. V. 2006)
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(Calcio e scacchi). Strane vicende attraversa la parola “stallo”. Adesso, dallo scenario politico - il vocabolo in tal senso è apparso, per ultimo, in prima pagina, su “Il Sole-24 Ore” del 14 maggio 2006 “Martedì le consultazioni ma è stallo sul Governo”- “stallo” è usato pure per chiarire il vergognoso caos che ha avvilito lo sport nazionale.
“La Stampa”, del 15 maggio 2006, a pagina 7, commenta lo scandalo del calcio italiano truccato e la prossima nomina di un commissario straordinario, a poche settimane dai Mondiali, con questo titolo: “Stallo sulla Federcalcio, resta in corsa Monti”. Il calcio italiano è piombato nel disordine, coinvolgendo in una vergogna senza precedenti, dirigenti, calciatori, arbitri e quanti a vario titolo, gravitano in questa straordinaria commedia umana. Squadre ammirate per lunghi anni come esempio di sportiva lealtà si trovano coinvolte in una pozza melmosa da cui sarà difficile uscire senza conseguenze. Per descrivere il nostro stupore ci manca la penna magistrale di Gianni Brera, chiamato a raccontare l’avventura del calcio persino in un giornale, “la Repubblica”, che intendeva fare a meno della pagina sportiva.
Un gradevole servizio appare, a pagina 8 del 14 maggio 2006, sul “Corriere della Sera” di Francesco Battistini su “«Il tifo di Togliatti, i gol di Zidane. Ecco il mito». Mughini: la Juve è come un’amante, a volte ci sono pagine dolorose”. L’articolo si sofferma sul “cretinismo politico che snobbava il calcio”, intervistando Giampiero Mughini, ex-sessantottino che ha praticamente cambiato idea su tutto e scacchista presto pentito. Lo scrittore, gran chiacchieratone televisivo e primo, e mai più superato, brillante e colto conduttore della originaria e straordinaria trasmissione radiofonica “Il libro oggetto” (Radio Rai2), racconta, nella bella prosa di Battistini che riesce a conservare intatto il disincantato parlare di Mughini, che Togliatti “un’estate, un amico lo incontrò e lo vide nerissimo: oddio, una crisi internazionale?Macché: la Juve aveva perso un’amichevole”. E Palmiro Togliatti, leader comunista che scopriamo non disdegnava il calcio e la sua squadra del cuore, compare in una fotografia che, insieme con altre, accompagna l’articolo. Ripreso, curiosamente, non in uno stadio (che sarebbe stato allora disdicevole) ma mentre è impegnato in una partita a scacchi, su un’invidiabile e bella scacchiera.
(14. V. 2006)
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(Piero Angela, come vincere la paura giocando a scacchi). Anche “Sorrisi e canzoni TV”, il diffuso settimanale di spettacolo, parla, nel suo ultimo numero del 15 maggio 2006, di scacchi, contribuendo a diffondere il gioco. Paolo Fiorelli ivi raccoglie un’intervista del più popolare divulgatore scientifico italiano, con il titolo: “Piero Angela rivela: «Così ho dato scacco matto alla paura della guerra»”.
Lo scrittore e conduttore televisivo Piero Angela, figlio del professore antifascista torinese Carlo Angela insignito con la “Medaglia dei Giusti fra le Nazioni”, racconta di aver imparato a giocare ancora bambino durante la guerra, a Torino, in un rifugio, per sconfiggere l’inattività e la paura, “durante gli allarmi e i bombardamenti”.
Tutti lo aspetteremo all’Oval di Torino, dove si trova perchè intende promuovere gli scacchi con una serie di puntate della fortunata trasmissione televisiva “Superquark”, in “un viaggio che aiuta a capire come si tratti non solo di un gioco, ma di un metodo per stimolare il pensiero”. Sarà proprio lui ad effettuare, insieme con altre autorità, nel momento ufficiale dell'inizio del torneo, la prima mossa su una delle scacchiere dei campioni in carica (Ucraina per il maschile e Cina per il femminile) e su quelle delle nazionali italiane maschili e femminili. Piero Angela farà la prima mossa per Italia 2 femminile, il team di Marina Brunello, che con i suoi 11 anni e 8 mesi è la più giovane rappresentante della nostra nazionale, anche se non delle Olimpiadi.
Angela, avvicinandosi alle scacchiere olimpiche, non avrà, sicuramente, più sentimenti di inquietudine. Solo la memoria, nella sua Torino, di un padre coraggioso e il ricordo di forti sensazioni che lo aiuteranno a raccontare, nel suo esemplare linguaggio televisivo, il mondo meraviglioso degli scacchi. Una maniera, dal tormentato ricordo di bambino, per superare e vincere - per sempre, noi almeno ardentemente speriamo - anche la sciagura della guerra, come hanno raccontato, tra i tanti, Stefan Zuweig e Sándor Márai.
(16. V. 2006)
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(Una cosa grande, anzi
grandissima). Difficilmente ci era capitato di leggere su un quotidiano di informazione un articolo sugli scacchi scritto con tanto spontaneo e sincero trasporto, unitamente a mirabile competenza. A scriverlo, abbiamo subito immaginato, non poteva che essere Claudio Giacchino. Il noto scrittore e giornalista, che riesce a consigliare la lettura di libri di scacchi anche su un giornale non specialistico, facendo “notizia”. Un sincero appassionato di scacchi che si autodefinisce uno spingilegno, un giocatore, cioè, come noi che, pur seriamente contagiati dal virus degli scacchi, appartengono alla categoria dei cosiddetti “sempreperdenti”. Come non dimenticare il suo intervento su “La Stampa”, anni addietro, per segnalare, e sicuramente non solo agli scacchisti, lo stupendo libro “I russi contro Fischer” di Plisetskij e Voronkov, nella magistrale edizione pubblicata nel 2003 da Caissa Italia. Articolo che spinse noi stessi a fare un piccolo e più modesto seguito per “L’Italia Scacchistica” e che può essere letto tra le recensioni di questo sito e in quello della casa editrice. Ed è ancora “La Stampa”, nostro quotidiano preferito, e proprio Claudio Giacchino, impareggiabile cantore degli scacchi, a consegnarci alla vigilia delle Olimpiadi Scacchistiche, 19 maggio 2006, la quasi intera pagina 19, con l’articolo, come sopra accennato, più bello ed affascinante. “Scacco matto ai nonni. I nuovi re sono under 15” è il titolo che annuncia domani sera a Torino l’inizio della più importante sfida dell’anno. Un articolo avvincente, ricco di utili notizie e belle fotografie dei nuovi, e giovanissimi, campioni europei. Per entusiasmarsi basta leggere solo il formidabile “attacco”, giornalisticamente perfetto: “Una cosa grande. Grandissima. E storica. Perché mai avvenuta in Italia. Eccovi le Olimpiadi degli scacchi.…”.
La sorpresa di aver trovato lo splendido articolo è ancora più intensa. Non è, infatti, la sola meraviglia di oggi. Su “Tutto Libri”, riappropriatosi finalmente del suo originario bel nome e che accompagna il quotidiano, sempre di sabato 20, appare, inoltre, nella prima pagina, proprio in concomitanza della trentasettesima edizione delle Olimpiadi, un formidabile racconto di Paolo Maurensig. Sugli scacchi, naturalmente, e dell’autore del fortunato romanzo “La variante di Lüneburg”, una mossa scacchistica che conduceva alla tragedia del lager, della Shoah. La breve ma intensa godibile novella si intitola “Il giardino degli scacchi”. Una deliziosa e delicata narrazione, indubitabilmente con note autobiografiche, alla radice di una forte passione e della incantata rivelazione del gioco degli scacchi di un bambino, “tra pioggia e magnolie”, in una vecchia villa di Gorizia e con un piccolo enigma risolto alla fine.
“La Stampa”, d’altronde, si presenta come il quotidiano italiano più vicino al mondo degli scacchi e, indubbiamente, non solo perché stampato a Torino, ma come portabandiera di tutta l’Olimpiade. Oltre al suo sito web, che da adesso in poi offre uno speciale sul grande avvenimento con notizie in diretta, analisi, calendario, storia, biografie e quiz per mettersi alla prova (www.lastampa.it/speciali/ olimpiadiscacchi2006), c’è anche “Specchio”, il settimanale del quotidiano. Quello odierno, del 20 maggio 2006 N. 518, nelle pagine 91 e 92, anche questa settimana ci regala un articolo godibilissimo di Adolivio Capece su “Torino in scacco. Olimpiadi: istruzioni per l’uso”. Nella considerazione, importantissima, che gli scacchi sono anche un momento di aggregazione e fratellanza, “come testimonianza concreta di tensione comune verso la pace da parte del mondo del gioco, dello sport e della cultura”.
Duemila giocatori, di centinaia di nazioni e di lingue diverse, riuniti, come bene scrive pure Giacchino, “in una colossale partecipazione, in sintonia perfetta con il motto «Gens una sumus» della Fide, la federazione internazionale”.
E, finalmente, sempre sul quotidiano torinese, la grande improvvisata di creare con “La mossa di Cebalo & Capece
Uno spazio sugli scacchi che ameremmo trovare sempre, anche dopo la chiusura del sipario delle Olimpiadi. E su tutti i più importanti quotidiani italiani, come avviene del resto in molti giornali europei. Perché in tutto il mondo, e sempre, si gioca a scacchi e si svolgono straordinarie partite.
(22. V. 2006)