LETTERATURA E SCACCHI
Rubrica a cura di Gregorio Granata


Ventiduesimo numero della nuova rubrica dedicata a Letteratura e Scacchi.
Libri e quotidiani, attentamente letti e brillantemente commentati, nei loro riferimenti al gioco degli scacchi, dal socio Gregorio Granata.



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    (Ancora sulle 'primarie' in Sicilia).
    Lo “stallo” che si è creato nella partita Borsellino-Latteri, che si gioca per le primarie dell’Unione in Sicilia, non si è ancora risolto. C’è ancora polemica tra il professore medico-chirurgo Ferdinando Latteri, da sei anni magnifico rettore dell’università catanese, prima democristiano, poi in Forza Italia e, ora, dalla vigilia delle europee, nella Margherita, e la farmacista Rita Borsellino, sorella del giudice ucciso da Cosa Nostra, sostenuta dal resto delle forze del centrosinistra.
    A chiarire, un poco, la vicenda interviene oggi, domenica 13 novembre, il “Corriere della Sera”, a pag. 12, con una colorita totale pagina dell’inviato a Palermo Fabrizio Roncone (“Fa. Ro.”) su “Borsellino-Latteri, è lite su mafia e programma. Lei: criminalità prima emergenza. Il rivale: non è la sola”. Più ancora tratteggiando, in una seconda corrispondenza, sempre a cinque colonne sulla stessa pagina ma a firma intera, la figura di un politico importante da queste parti, ex democristiano, ex demitiano, ex UDC, parlamentare europeo, presidente della Provincia di Catania e fondatore del “Movimento per l’Autonomia”. L’unico in grado, a detta di molti e come riferisce il giornalista, di spostare voti in Sicilia e di far eleggere candidati che partono sconfitti. Come accaduto, recentemente, con l’elezione a sindaco di Catania del professore Umberto Scapagnini, medico personale del Cavaliere, farmacologo famoso per aver, fra l’altro, sentenziato “Berlusconi è 'tecnicamente' immortale” (Aldo Cazzullo, “Corriere della Sera”, 3 febbraio 2004 ). Il politico di cui parliamo è già esplicitamente indicato nel titolo “Lombardo: chi vuole vincere deve parlare con me” e, subito dopo, nell’occhiello: “«Mi chiamano da destra e da sinistra. Il rettore di Catania? Lo seguo con affetto»”.
    Raffaele Lombardo, anch’egli medico e cinquantacinquenne uomo politico con il gusto della battuta, occupatissimo in questi giorni in trasferta per le votazioni del comune di Messina, dove si presenta con quattro sue liste più l’appoggio di una quinta, guidata da Nello Musumeci, ex Alleanza Nazionale, non si sbilancia. E’ un momento delicato. Sa che la Cdl guarda con timore, nel caso possano sparigliare, le cinque liste da lui controllate nella città che attende, dopo due anni di commissariamento, la nuova amministrazione e il nuovo sindaco, insieme al faraonico Ponte sullo Stretto, mentre vergognosamente persistono le baracche del terremoto del 1908, un dramma che dopo un secolo nessuno riesce a risolvere. Forse vuole rimanere l’ago della bilancia, se le faccende della politica del centrodestra non dovrebbero andare nel giusto verso…
    Ecco come finisce il suo articolo l’inviato dell’autorevole quotidiano: “Mezza parola dicono a Palermo. Anche se lui è di Catania ed è abituato a giocare a scacchi. «Rilassano e sviluppano l’astuzia»”.
    Noi qui ci fermiamo guardando gli occhi sorridenti della signora Borsellino mentre legge l’appello in suo favore firmato da alcuni autorevoli intellettuali, come Nicola Tranfaglia, che, senza furbizia e con la semplicità del cuore, scrivono: “«Da 60 anni, i siciliani sono governati dalla stessa fazione politica. Un’eternità. E’ ora di cambiare…».”
(13. XI. 2005)

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    (Una benemerita iniziativa).
    Siamo veramente contenti di leggere sull’ultimo numero della sempre informata rivista “L’Italia Scacchistica” (Ott-Nov 2005 - N. 1180, pp. 368-369) l’affettuoso e autorevole intervento di Alessandro Sanvito che segnala un piccolo e prezioso libro sconosciuto ai più. Il “2° festival internazionale 'Don Pietro Carrera'. Catania, 4-11 Agosto 2002”, (Catania, luglio 2004, pp. 88+VI, edizione numerata a cura dell’Autore) del noto scacchista catanese Santo Spina.
    Un’opera veramente encomiabile che riconsegna alla memoria storica un evento non eccezionale ma, sicuramente, significativo che, in altro modo e senza la perseveranza dello studioso, sarebbe rimasto dimenticato.
    Al riguardo, spesso è capitato di lamentarci con gli organizzatori dei tornei, almeno da noi e così spesso improvvisati e intenti quasi unicamente a chiedere cassa per un’amichevole colletta, di non curare a raccogliere le partite giocate per tramandarle in qualche libretto o renderle visibili nei siti internet dei rispettivi circoli o creati appositamente per l’occasione. E’ strano come questo malvezzo perduri indisturbato nell’indifferenza totale dei Comitati Scacchistici, provinciali e regionale. Basterebbe consegnare un formulario scrivibile in duplice copia, ribadire che la prima copia dello stesso formulario, al termine della partita, va firmato da entrambi i giocatori e consegnato, con il risultato, all’arbitro. Un computer portatile e un lavoro da poco completerebbe il resto. Conserveremmo gli avvenimenti, insieme a partite e nomi di giocatori, che, come accaduto nei secoli passati, certamente con minor dispendio di energie e tempo utilizzati dallo stesso Carrera e da altri famosi “trascrittori”, sarebbero stati altrimenti dimenticati. Dobbiamo, quindi, veramente ringraziare il prof. Santo Spina per essere riuscito a salvare, nonostante le segnalate difficoltà dei pochi tornei che si svolgono in questa provincia, tutte le partite di questo avvenimento scacchistico siciliano. Il lavoro, qui particolarmente abbellito da puntuali diagrammi, fotografie, notizie e con un dotto studio aggiornato su Pietro Carrera, al quale il torneo è significatamente intitolato, si inserisce, infatti, come scrive Sanvito, nei “bollettini” di più celebri tornei di scacchi che, per la loro scarsa diffusione e difficile reperibilità, sono ricercati con ossessionante tenacia dagli storici e fanno la felicità di ogni “collezionista”.
    Spina, attento studioso con il gusto della “perfezione” e non solo di cose scacchistiche, non è nuovo ad imprese del genere. Recentemente, su “Scacchi e Scienze Applicate”, fascicolo 24, 2004 (Venezia, 2005), pp. 20-69, ha pubblicato un lavoro che, definire “certosino” è poco. Si tratta di un contributo, il primo in assoluto, frutto di anni di paziente lavoro di ricerca, per consultare rapidamente un “Indice bio-bibliografico degli scacchisti attivi in Sicilia (1500-1959)”. In ordine alfabetico troviamo sintetiche notizie (nome, luogo, date significative, localizzazione, cronologia e bibliografia) sull’attività scacchistica documentata nell’ambito geografico della Sicilia, a prescindere dal luogo di nascita dello scacchista. Un apporto speriamo, come scrive l’Autore, fra l’altro curatore dell’archivio storico del Comitato Scacchistico Siciliano, che “nel futuro potrà essere ampliato cronologicamente”.
    Pensando di fare cosa gradita a quanti sono interessati a questi lavori, insieme alle tante altre pubblicazioni a soggetto scacchistico dell’instancabile scrittore, indichiamo il suo indirizzo che troviamo in calce di ogni sua opera: via Etnea, 25, 95028 Valverde (CT), e-mail “santospina@tiscalinet.it”.
(15. XI. 2005)

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    (Bonivento, problemista istriano).
    Dopo Paoli, un altro grande e caro “vecchio” del mondo degli scacchi compie oggi il compleanno, raggiungendo la bella età di navantuno anni. E’ il prof. Oscar Bonivento. Stamani, 27 novembre, nel fargli gli auguri, lo abbiamo trovato in perfetta forma, pieno di affettuosi ricordi e ricco di sincera cordialità. Soprattutto contento di ricevere il ricordo degli amici e felice per aver appena finito di dare alle stampe la sua ultima fatica “Realismo e Romanticismo nell’arte problemistica di Antonio Bottacchi, in 432 problemi commentati”, un’edizione fuori commercio stampata in 150 copie numerate e firmate dall’Autore, Bologna, settembre 2005, pp. 177. Ancor più gioioso nel comunicare che non intende cessare di lavorare, arrendendosi al peso degli anni. Ci ha partecipato, infatti, senza essere sollecitato e con giovanile entusiasmo, di accingersi a completare, un nuovo lavoro, questa volta sul problemista genovese dott. Guido Cristoffanini (1908-1980).
    Un uomo forte e tutto di un pezzo, Bonivento. Vive a Bologna dal 1945, ma è nato a San Lorenzo di Daila, Umago, in Istria, a pochi chilometri da Trieste. Una terra bellissima che nel corso dei secoli ha subito ferite profonde che hanno segnato profondamente, lacerandole, le sue popolazioni e, probabilmente, anche la sua famiglia e lui stesso.
    Dopo la Grande Guerra, infatti, la regione fu assegnata finalmente all'Italia, mentre al termine della seconda guerra mondiale il territorio libero di Trieste fu diviso dall'Istria settentrionale e il resto della penisola fu ceduto alla Iugoslavia. Nel 1991, quando Slovenia e Croazia si proclamarono indipendenti, l'Istria è rimasta divisa tra le due repubbliche. Un racconto, struggente come un canto d’amore che non si rassegna a spegnersi, dà voce ad una storia collettiva, quella della popolazione istriana, costretta ad abbandonare la sua terra, vittima di scelte politiche che calpestano la sua volontà e dignità. Parliamo del romanzo di Alessandra Fusco “Tornerà l’imperatore”, storia di una donna istriana tra guerra ed esodo, pubblicato da “affinità elettive” nel 2002, pp. 194, con una bella prefazione di Marisa Sarcinelli. Noi siamo profondamente legati a questi luoghi, anche per aver svolto, negli anni giovanili, il nostro servizio di leva come ufficiale di complemento nei servizi di Commissariato e Amministrazione Militare presso il 27° Reggimento di Artigleria Pesante Semovente di Udine. In quel periodo abbiamo conosciuto, e ne conserviamo un affettuoso ricordo, numerosi istriani insieme alle loro storie piene di orgoglio per rimanere forti al di là di ogni umana possibilità, come appunto la storia di Bruna, la protagonista della vivissima narrazione della Fusco e, come credo, sia stata segnata la vita dell’illustre problemista.
    Il prof. Bonivento, preside ed insegnante di storia, filosofia ed economia politica nei licei per oltre 40 anni, appassionato di giornalismo e del mare, giudice internazionale FIDE, ottimo giocatore a tavolino (anche se solo prima categoria nazionale a causa degli eventi bellici), ha composto centinaia di problemi in due e tre mosse diretti e automatti, dei quali molti premiati o menzionati. Tutti i lavori sono stati da lui stesso raccolti in “Problemi. Opera omnia” (“Scacchi e Scienze Applicate”, 2001, pp. 124) in ricordo di Teresa, la sua “carissima sposa”, scomparsa negli anni scorsi, dopo 63 anni vissuti felicemente insieme. Noi ne conserviamo amorevolmente la copia 245, con affettuosa autografa dedica “Dall’Istria e da Bologna”. Dal maggio 1965 è redattore della sezione “problemi” della rivista “L’Italia Scacchistica” rubrica, in passato, curata da altri insigni problemisti e illustri studiosi, come Adriano Chicco. Collaboratore di numerose rubriche problemiste, ha fondato nel 1979 la “Sezione Problemisti e Solutori in seno alla Accademia Scacchistica Italiana” (ASI), organizzando tutti i Congressi Nazionali e i Campionati Italiani di Composizione e Soluzione. Come apprendiamo dal Dizionario Enciclopedico, è anche collezionista di francobolli ed annulli scacchistici più volte premiati (Medaglia d’argento, Imperia 1969) e “possiede inoltre una biblioteca scacchistica di oltre 2.000 volumi”. Ha scritto numerosi lavori, tutti importantissimi per ricostruire una pagina di storia del grande problemismo italiano, tra le più significative di tutto lo scacchismo della prima metà del ’900. Iniziando da “Antologia” e “Nuova Antologia dei Problemisti italiani”, pubblicati, rispettivamente, da “L’Italia Scacchistica” nel 1964 e da “Scacco” nel 1992, sino ai lavori, dopo anni di ricerche e documentate testimonianze, editi a proprie spese e senza scopo di lucro, su Ettore Volta (“L’attività problemistica”, Bologna, 1994, pp. 36), Ottavio Stocchi (“Raccolta completa dei 933 problemi”, “Scacchi e scienze Applicate”, 1995, pp. 130), Alberto Mari (“L’opera compositiva”, “L’Italia Scacchistica”, 1999, pp. 180) e Giorgio Guidelli (“La genialità compositiva”, “Scacchi e Scienze Applicate”, 2004, pp. 167 ). Quest’ultimo lavoro, lo scorso anno, ha vinto la prima edizione del premio “Alvise Zichichi” per il migliore libro di autore italiano.
    La rivista “L’Italia Scacchistica”, sempre attenta agli aspetti umani e culturali del gioco, ha proposto, con grande rilievo, la celebrazione del suo 90° compleanno indicendo lo scorso anno e a lui dedicando il Giubileo Oscar Bonivento “Bonivento 90”. Il concorso problemistico internazionale, vinto dal russo B. A. Golubienko, è stato onorato da 95 Autori di 24 Nazioni con 187 problemi. Una dimostrazione eccezionale di amicizia e stima che, crediamo, non ha eguali nel mondo, spesso polveroso, degli scacchi.
    Uno studioso che, facendo conoscere i Grandi Maestri, le loro opere, i loro contributi, ha reso rispettato e apprezzato al mondo il nostro antico gioco. Un mondo certo lontano dal problema scacchistico odierno, ma ugualmente importante. Non è, infatti, possibile prescindere da questi splendidi gioielli d’epoca che, come Bonivento ha dimostrato, costituiscono l’embrione nel quale si sono evoluti in forme ancora più complesse e dai quali non è possibile prescindere. Gli siamo veramente grati, quindi, per il suo lavoro di paziente ricerca e per il prezioso contributo dato dai suoi commenti e dalle sue interpretazioni.
    Onorati della sua amicizia, ancora, e di tutto cuore, rinnoviamo gli auguri di buon compleanno, di buona salute, di proficuo lavoro, di giorni sereni. Con grande stima e sincero affetto.
(27. XI. 2005)

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    (Dare scacco ai potenti).
    Non vogliamo apporre postille di alcuno genere o, tanto meno, aggiungere commenti. Noi siamo stati attratti solo dal titolo che abbiamo trovato nel nostro quotidiano preferito e che ricorda il nostro gioco. Ed è per questo che ci piace segnalarlo. E’ apparso ieri, 2 dicembre 2005, con tipografica evidenza, nella parte alta della pagina 9 su “La Stampa”. Eccolo: “Scacco a Bush, Al Quaeda prende Ramadi. «Show pubblicitario» di Al Zarquawi: 400 guerriglieri occupano per alcune ore una cittadina”. L’articolo lo scrive il corrispondente da New York Maurizio Molinari, a neanche 24 ore di distanza dal discorso di Annapolis del presidente americano che annunciava i progressi della sicurezza in Iraq.
    Un altro potente, che la storiografia francese ora ridimensiona, quasi duecento anni fa, il 9 ottobre 1809, mentre attendeva i risultati delle trattative di pace nel castello di Shönbrunn, subì, con uno scacco, la perdita della partita. Era Napoleone Bonaparte, sconfitto da “il Turco”. La reazione è nota: un gesto irritato e collerico dell’uomo più potente del mondo di allora fece volare lontano i pezzi dalla scacchiera.
    Subire uno scacco non è certo perdere la partita. Speriamo che oggi non sopraggiunga un nuovo inconsiderato gesto di disperazione e la partita possa continuare serenamente, dando a ciascun pezzo della scacchiera del mondo il suo giusto valore, per raggiungere la pace.
    Non dobbiamo mai dimenticare, infatti, che il cammino della storia è stato spesso segnato da azioni scellerate e sempre accompagnate da dichiarazioni di nobili intenti e dalla retorica della libertà. Onestamente ragionando, non potremmo che confermare il commento dell’illuminato Thomas Jefferson sulla situazione dei suoi tempi: “Non crediamo che Bonaparte abbia combattuto semplicemente per la libertà dei mari, più di quanto crediamo che l’Inghilterra stia combattendo per la libertà dell’umanità. L’obiettivo è sempre lo stesso: conquistare il potere, la ricchezza e le risorse di altri paesi”.
(3. XII. 2005)


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    Nell’attesa delle feste di fine anno auguriamo buone letture e giorni finalmente sereni, felici di essere stati in vostra compagnia. Sperando in un prossimo incontro, inviamo un caldo saluto chiudendo l’ultima puntata del 2005 con la massima di Friederich von Schiller (Marbach, Württemberg 1759 - Weimar 1805): “Un uomo gioca quando è pienamente un uomo, ed è pienamente un uomo solo quando gioca”.

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