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Diciassettesimo numero della nuova rubrica dedicata a Letteratura e Scacchi.
Libri e quotidiani, attentamente letti e brillantemente commentati, nei loro riferimenti al gioco degli scacchi, dal socio Gregorio Granata.
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(Lanfranco Bombelli, in memoriam).
Un altro prezioso e caro amico, anzitempo e improvvisamente, ci ha voluto lasciare la scorsa notte. Solo e in un letto d'ospedale. E' l'Arbitro Internazionale, collaboratore trentennale della FSI e di tante organizzazioni scacchistiche, Lanfranco Bombelli.
Ricorderò sempre il suo sereno e discreto camminare tra i tavoli dei più importanti tornei scacchistici italiani, la sua disponibilità, la sua concretezza piemontese, la sua bravura e l'amicizia di cui mi aveva onorato.
Sembra ieri, quando Lanfranco, alla fine del mese di settembre del 2003, mi aveva segnalato la sua bella pagina web d'avvenimenti scacchistici "in via sperimentale" e la mia pronta risposta di non doverla per nulla considerare in prova per averla io già inserita tra i miei "preferiti". Quel sito era poi diventato un puntuale riferimento, oltre per me, per molti scacchisti per tenersi aggiornati, chiedere suoi consigli, passare comodamente tra un link e l'altro, per stare, in definitiva, in sua compagnia nel mondo degli scacchi. Un ambiente che conosceva, interpretava e serviva con intelligenza e passione.
Ho saputo, e la notizia mi ha dato un poco di conforto, che l'Associazione culturale "L'Arrocco" (www.arrocco.net) ha in animo di ricordare il caro amico realizzando quanto prima un torneo semi lampo il cui incasso sarà interamente devoluto all'AIL, Associazione Italiana contro la Leucemia. Il male, subdolo e crudele, di cui soffriva Lanfranco.
Agli amici della "Scacchistica Torinese", che mi hanno comunicato il tragico lutto, ho partecipato il mio dolore nell'impossibilità di poterlo testimoniare personalmente.
Cosa poter mai aggiungere in questi momenti se non un sincero grazie, caro Lanfranco, per il dono della tua amicizia e per quanto hai fatto, con generosità e passione, per tutta la comunità scacchistica!
(11. VIII. 2005)
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(Un quotidiano esemplare).
Probabilmente grazie alle Olimpiadi 2006 degli Scacchi che si svolgeranno nel capoluogo piemontese tra pochi mesi, il quotidiano "La Stampa" riesce a dare sempre più spazio al Nobil Gioco. Può ben affermarsi che per gli scacchisti, ma certamente non solo per loro e non solo per il piccolo ma succoso domenicale appuntamento con il nostro gioco, è diventato il giornale di riferimento, certo il più amato.
L'edizione d'oggi, mercoledì 10 agosto 2005, ci stupisce due volte: ospita, infatti, nell'intera pagina 14, due interessanti articoli "L'Occidente conquista il Paese degli scacchi" di Adolivio Capece e "La via della gloria non passa più di lì" di Anna Zafesova. Inoltre, come se non bastasse, l'ultima pagina del supplemento "tSt tutto Scienze e tecnologia", numero 1192, allegato stamani al quotidiano, è completamente riservata ai rompicapi di un celebre appassionato scacchista con l'articolo, dal bel titolo, "Con Sam Loyd sfida all'intelligenza" di Federico Peiretti.
Ma andiamo per ordine.
Più di una volta ci siamo occupati dei contributi che il giornale torinese riserva al nostro amato gioco e, in particolare, degli articoli, sempre puntuali e ben articolati, di Capece che, di scacchi, sa tutto, e non solo come maestro e giocatore che ha rappresentato l'Italia in alcune competizioni mondiali ma anche come noto scrittore di libri e saggi sugli scacchi e per essere direttore di una delle più antiche e raffinate riviste scacchistiche.
L'assunto dell'articolo di Capece è particolarmente interessante. Nel Campionato Europeo a squadre di scacchi, appena terminato a Göteberg in Svezia, la Russia ha perso, definitivamente, il suo primato e non a vantaggio delle altre nazioni del vecchio Est europeo, nate dalle ceneri dell'ex Unione Sovietica, bensì a vantaggio delle nazioni occidentali. Sulla scacchiera hanno primeggiato, infatti, Olanda, Israele, Francia e Grecia. Bene pure si sono comportate le squadre della Polonia, della Germania e della stessa Inghilterra. La supremazia sembra quindi ritornare, afferma fiducioso il giornalista, alle antiche origini, le cui "radici affondano nel Settecento e nell'Ottocento".
La Zafesova, dal canto suo, c'informa dettagliatamente come oggi in Russia, dove una volta "ai bambini veniva mostrata la mossa del cavallo ancor prima di insegnarli l'alfabeto", si è sbiadito "il fascino di un gioco antico dove si vince con il cervello" come dimostrazione della "superiore intelligenza comunista" e che, infine, "passare la vita a spostare pedoni è considerata una perdita di tempo, i potenti patrocinano altre discipline più chic. La fortuna e la gloria in Russia non si conquistano più dichiarando scacco al re". Non per nulla Garry Kasparov, il più giovane campione del mondo della storia degli scacchi, a soli 22 anni nel 1985, ha, ora, "annunciato di abbandonare i grandi tornei per dare scacco matto alle prossime elezioni a Putin, e fa il columnist politico per il Wall Street Journal".
La figura, per ultimo, del problemista americano Samuel Loyd (Philadelphia, 30. 1. 1841 - Elisabeth, 10. 4. 1911) è troppo nota per essere ricordata. E' stato considerato non soltanto uno dei più grandi problemisti del mondo ("se non il più grande", aggiungono Adriano Chicco e Giorgio Porreca nel loro datato ma ancora fresco e ineguagliato "Dizionario Enciclopedico degli scacchi", Mursia, 1971) ma un eclettico cultore di puzzles, giochi matematici, quiz d'ogni genere e di rompicapo, alcuni dei quali ancora popolari.
Nel supplemento "TST" il bravo Peiretti ci offre dieci passatempi matematici, con le relative soluzioni, del geniale inventore di giochi, abilissimo prestigiatore, ventriloquo e mimo che ebbe gli scacchi come sua prima grande passione. Un modo per divertirsi (e divertire altri, intelligentemente) sotto gli ombrelloni.
(12. VIII. 2005)
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(Il "Centro" che divide, non solo sulla scacchiera).
"E' però vero che quando il Re Centro è apparso nudo, ci siamo messi a giocare con la destra e la sinistra senza aver prima chiarito le regole del gioco". Il breve periodo, che ha richiamato la nostra attenzione e che abbiamo trascritto, non è tratto da un libro di teoria scacchistica, ma dall'editoriale di Franco Bruni apparso giovedì 18 agosto su "La Stampa" dal titolo "Il centro provvisorio".
L'articolo, che prende lo spunto da un precedente intervento di Mario Monti sui difensori di una "moderna economia di mercato" sul "Corriere della Sera" del 12 agosto e che sicuramente per il suo grande interesse e attualità avrà un seguito, ha richiamato alla nostra mente il bel lavoro di Riccardo Del Dotto "La Partita del Centro", Nuova Toscana editrice, 2002, pp. 208.
Un'occasione per rispolverare una "preistorica creatura" delle infinite possibilità che si schiudono nell'apertura di Re e che il sapiente autore lucchese ha consacrato in pagine ricche di materiale recente ed inedito, insieme con aneddoti e curiosità, che fanno di questo studio, ancora ineguagliato, un libro di vera cultura che onora la nostra letteratura e editoria scacchistica.
A quando un tuo nuovo libro, caro Del Dotto? A noi, sembra, di aver aspettato già troppo.
Frattanto, e nell'attesa, rimaniamo convinti, per ritornare al lucido articolo di Bruni e fuori della scacchiera, che "fissare regole condivise per promuovere l'economia di mercato non è compito di un partito di centro. Ma è indubbiamente un'operazione di centro, nel senso che richiede il convergere di sforzi da destra e da sinistra ed è indispensabile alla sopravvivenza non solo del mercato ma della stessa democrazia".
(19. VIII. 2005)
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('L'altro lato' di Alessandra).
Nella rubrica domenicale sugli scacchi del quotidiano "La Stampa" del 21 agosto 2005, a pag. 28, è apparso un risentito sfogo del suo anonimo curatore sul non roseo domani degli scacchi nel nostro Paese. Considerazione che condividiamo totalmente e che avevamo, da qualche tempo, anche noi manifestato. Niente riesce, prosegue il bravo maestro che settimanalmente propone sullo stesso giornale un facile problema da risolvere insieme a brevi e gustose notizie scacchistiche, ad entusiasmare gli appassionati del gioco ed a destare un particolare clamore dei mezzi di comunicazione. Eppure la notizia della vittoria nel Campionato del Mondo femminile per corrispondenza da parte di Alessandra Riegler è un evento unico nel suo genere, che andrebbe salutato con una grandissima partecipazione. Al contrario, scarse sono state le notizie riportate a parte le poche eccezioni, tra le quali, come avevamo in precedenza segnalato, il quotidiano torinese che ha dedicato a questa nostra eroina la prima pagina con un bell'articolo di Adolivio Capece, proprio su "La Stampa". Il futuro degli scacchi in Italia dove la straordinaria notizia "è quasi scivolata via praticamente inosservata" - è l'amara conclusione del giornalista - "si configura piuttosto desolante".
Abbiamo rincorso, pertanto, alle ore 10, sempre di oggi, una trasmissione radiofonica perché avevamo avuto notizia che nel corso della stessa sarebbe stata intervistata la neo campionessa modenese, quasi a dimostrazione, seppure per poco, del contrario di quanto sopra era stato ribadito.
Il programma "Laltrolato" che non conoscevamo e non abbiamo mai avuto occasione di ascoltare, condotto su Radio Rai2 da Federico Taddia, è una trasmissione che viene presentata come una serie d'interviste, leggere ed ironiche, "con persone che dal lunedì al venerdì fanno una vita ordinaria, mentre nel fine settimana si dedicano alla loro passione", si trasformano, nel tempo libero, grazie al loro "altro lato".
Verso le ore 11,00, dopo aver seguito il primo lancio con paracadute, in caduta libera da oltre quattromila metri, di Creola; conosciuto Massimo e Nicola, giovani napoletani trasformatisi in gondolieri in una finta Venezia in Giappone, e l'agronomo Paolo, che si cimenta con il tiro dell'arco su attrezzati percorsi in Val d'Aosta, è comparsa la voce allegra e simpatica di Alessandra. Sembrava di vederla la quarantaquattrenne campionessa "piccolina, viso tondo e fisico morbido", come descritta da Silvia Grilli in un recente articolo di "Panorama" e come raffigurata in copertina nell'ultimo numero della rivista "L'Italia Scacchistica". Ha raccontato, con accattivante semplicità, la sua avventura, iniziata, grazie al padre Siegfried, con l'apprendimento del gioco, di cui non riusciva da bambina ad appassionarsi. Ha proseguito riferendo della flemma occorrente per la conduzione delle partite, insieme con quella non dissimile e necessaria per la sua professione d'insegnante di chimica e fisica. Ha spiegato, incalzata dal bravo conduttore, che, se è vero che le partite per posta sono lunghe e che, a volte, bisogna pure attendere intere settimane per trasmettere la risposta, è anche vero che gli scacchi sono un gioco "lento" per eccellenza. Bisogna riflettere, ha aggiunto, non solo a tavolino ma anche con le apposite cartoline scacchistiche e, tutti i giorni, stante il numero dei concorrenti, è pur necessario scrivere e indicare una mossa. Mai, quindi, un filo di noia. Inoltre, pure se non si conoscono personalmente i compagni di gioco, si stringono amicizie e si scambiano notizie, condividendo anche preoccupazioni di paesi lontani come l'Argentina e Israele, agguerrite avversarie nel torneo da lei appena vinto. Ha così anche timidamente confessato, rispondendo ad una delle ultime pungenti domande, di aver conosciuto il marito tramite una partita a scacchi giocata via email.
Riteniamo di grande interesse questa testimonianza, anche per il mezzo che ha dato forma all'intervista. Come diceva Indro Montanelli i quotidiani vivono poche ore: il giorno dopo la loro uscita servono per incartare il pesce. Ecco perché riteniamo la trasmissione importante. Vale più di mille giornali e telegiornali, sperando solo che siano stati in molti ad ascoltare la piacevole e interessante trasmissione. In ciò ci viene in aiuto la notizia che proprio quel giorno e in quelle stesse ore il sito dell'Asigc, indicato agli uditori da Alessandra Riegler insieme al suo indirizzo di posta elettronica, è stato raggiunto da numerosi contatti, un vero record domenicale. La radio è anche bella perché consente ad incuriosire ad immaginare. Cosa di più piacevole che seguire un gioco, grazie ad Alessandra, dove la stessa fantasia e l'immaginazione ha un ruolo così ricco di significato?
Ci piace a questo punto segnalare come simpatica curiosità una notizia comparsa sul sito web dell'Asigc, dietro indicazione di Adolivio Capece. La "Settimana Enigmistica" n. 3831 del 27 agosto 2005, mostrava una vignetta per i lettori più piccoli sul gioco degli scacchi per corrispondenza, dal titolo "Le avventure di Ricky". La protagonista, ancora una donna, è una amichetta di Richy, infiammata dal nuovo e divertente gioco. A noi, la vivace scacchista, è apparsa con il volto sorridente di Alessandra bambina.
Certo non è molto, e non è detto che la striscia abbia trovato spunto dalla recente trasmissione radiofonica e dalla rilevante vittoria della Riegler, ma è quanto basta per non disperare e per dare alla notizia un poco d'importanza in più di quel che non appaia.
Rimaniamo, quindi, nonostante tutto e il lungo cammino ancora da fare, anche grazie a questa seducente nuova Campionessa, fiduciosi sul futuro degli scacchi in Italia.
(1. IX. 2005)
(Il breve "appunto" è apparso, in anteprima, sul sito web "www.asigc.it", il 28 settembre 2005, grazie alla pronta sensibilità di Maurizio Sampieri del Direttivo dell'Asigc e Capo Webmasters, in occasione dei lavori dell'Assemblea dei soci a Frascati che premiava Alessandra Riegler. Per l'amichevole attenzione e per aver reso il cortese spazio dell'indicazione del sito "cci-italia.it", mentre era in corso a Roma il suo 5° Congresso, colgo qui l'occasione per ringraziarlo, con sentimenti di sincera gratitudine.).