LA GUERRA CIVILE AMERICANA SULLA SCACCHIERA
IN UNA STAMPA DEL 1865



Comunicazione presentata al Congresso CCI Italia 2002
di Abano Terme



Rodolfo Pozzi



    Nel 1831 Moritz Retzsch ha pubblicato una stampa intitolata "I giocatori di scacchi", che rappresenta il diavolo e un giovane uomo impegnati alla scacchiera. Un angelo guarda con benevolenza il giovane, che evidentemente si sta giocando la sua anima.
    L'originale è andato perduto, e con questo la posizione dei pezzi sulla scacchiera (Drielac 1990), ma esistono numerose copie in bianco e nero e a colori, quasi tutte, per quanto mi risulta, molto simili fra loro. Copie colorate costituiscono la decorazione di orologi, dove il dottor Faust gioca a scacchi la sua anima con Mefistofele; in un esemplare del 1900 gli occhi di quest'ultimo sono mossi da un meccanismo (AA.VV. 1989).


Orologio con la scena della partita a scacchi tra Mefistofele e il giovane Faust (collezione Thomas Thomsen).


    Questa scena è assai conosciuta, ma io voglio esaminarne qui una variante molto differente, pubblicata il 3 giugno 1865 dal settimanale Harper's Weekly di New York con un anonimo articolo di commento. E' intitolata "Scacco matto", e il sottotitolo recita "Leggermente modificata dal Gioco della vita di Retzsch". Come firma si legge "A. L. Carrol fecit".


La pagina del settimanale Harper's Weekly di New York del 3 giugno 1865.


    L'originalità di questa variante consiste nell'aver ambientato la partita nel più sanguinoso conflitto della storia degli Stati Uniti, la guerra civile americana o guerra di secessione del 1861-65. Da una parte erano schierati gli industriali, capitalisti con economia basata sul lavoro libero, ossia i Nordisti dell'Unione presieduta da Abramo Lincoln; dall'altra i Sudisti della Confederazione comandata da Jefferson Davis, che raggruppava gli stati ad economia schiavista.
    Nella stampa si vede un sarcofago con una scacchiera sul coperchio. A destra lo Zio Sam, simbolo degli americani, che gioca col Bianco; a sinistra il diavolo, che rappresenta Jefferson Davis, il Principe della ribellione. Sul suo cappello si legge "C.S.A.", ossia Confederazione degli Stati d'America. Al suo fianco il Leone Britannico, che, secondo l'articolo di Harper's Weekly, "stringendo con la zampa un teschio umano, dichiara la sua protezione al governo irlandese". L'angelo sullo sfondo è la Dea della libertà, spirito protettore dello Zio Sam.
    Tra i pezzi catturati dal Bianco spiccano le due Torri, con bandiere che portano la scritta "Savannah", città della Georgia al confine della Carolina del Sud, e "Richmond", la capitale della Virginia.
    La Donna Bianca, secondo l'articolo, è Columbia, che sventola la bandiera della liberazione. I Pedoni Bianchi sono fanti in posizione di attacco. Il Bianco ha perso soltanto tre soldati: nudi ed emaciati al bordo della scacchiera, "indicano lo spietato spirito del loro conquistatore" (Harper's Weekly 1865).
    Il Nero è rimasto col solo Re, Robert Lee, generalissimo dell'armata dei Confederati. E' stretto nell'angolo dal Re Bianco, il generale Ulysses Grant, luogotenente delle forze dell'Unione, e dai due Cavalli Bianchi, i generali William Sherman, che combatteva in Georgia e Carolina del Sud, e Philip Sheridan, che, con Grant, ha inseguito Lee fino ad Appomattox in Virginia costringendolo a firmare la resa. Questo è avvenuto il 9 aprile 1865, cinque giorni prima che Lincoln, che aveva riconquistato il Sud e posto fine alla schiavitù, fosse assassinato, e due mesi prima della pubblicazione della stampa in esame.
    La scacchiera riproduce la posizione finale della partita: lo Zio Sam "contiene con calma la sua espressione di trionfo" (Harper's Weekly 1865), e Davis strabuzza gli occhi e si morde le dita.


Particolare della scacchiera al momento dello scaccomatto.


    Sorvoliamo sul fatto che la scacchiera è disposta male. E' significativo invece che il diavolo è mattato da un Alfiere-Vescovo, cioè dalla Chiesa, sua naturale antagonista. Il Re Nero era già in stallo prima di ricevere il matto, per cui l'ultima mossa non può che essere stata una cattura. Per esempio, g3-g2. A:g2 matto.


La posizione finale: il Re nero in a8 è mattato dall'Alfiere bianco in g2. Scacchiera tascabile della metà del 19° secolo Pocket chess set De la Rue.


    Per concludere, rileverò che tutti noi saremmo stati in grado di battere questo "povero diavolo": anzi, certamente lo avremmo mattato prima!


BIBLIOGRAFIA



    - AA. VV. (FINKENZELLER R., ZIEHR W., BÜHRER E.) 1989: Chess, Lucerna, p. 43.
    - Idem 1989: Le grand livre des Échecs, p. 43, Paris-Lausanne (La Bibliothèque des Arts).
    - Atlante Storico Mondiale, 1990, pp. 222-23, Novara (Istituto Geografico De Agostini).
    - DEAN G. 2002: Famous wars as themes for chess sets, in The CCI-USA News, feb. 2002, Longmont, CO, USA (Ray Alexis).
    - DRIELAK S. 1990: "The struggle"- Retzsch to Eichenberg, in 4th Biennial Congress Program - May 24th -28th, New York City 1990, pp. 4-5 e, in copertina, "The Chess Players" by Moritz Retzsch.
    - Enciclopedia Italiana Treccani 1949, vol. XXXII, pp. 581-82.
    - Harper's Weekly - Journal of Civilization, 1865. Vol. IX, n. 440, Saturday, June 3, 1865, New York.
    - Il giocatore di scacchi e il diavolo, stampa in bianco e nero, in L'Italia Scacchistica 1153, giugno 2002, p. 201, Milano.
    - POZZI R. 2002: La guerra civile americana sulla scacchiera in una stampa del 1865, in L'Italia Scacchistica 1156, ott.-nov. 2002, copertina e pp. 406-408, Milano.
    - POZZI R. 2002: The American Civil War on the chessboard in an engraving of 1865 - La guerra civile americana sulla scacchiera in una stampa del 1865, in The Chess Collector, Autumn-Winter 2002, Ross-on-Wye, GB.
    - SANVITO A. 2002: Gli Scacchi e la Morte nella iconografia. Una partita persa in partenza, in L'Italia Scacchistica 1151, mar.-apr. 2002, citazione a pag. 119, Milano.