I due Manifesti del Romanzo Giallo


     L'Almanach du Crime è una collezione francese di recensioni di libri gialli scritta da Michel Lebrun (1) con la collaborqazione di Jean-Claude Dinguirard, Paul Gayot, Léo Malet. Venne pubblicata a Parigi dal 1980 al 1988 da Guénaud.
    In ogni volume, oltre alle recensioni, ci sono indici, guide e rubriche fisse tipo: "Le armi del crimine", "Sì, gli autori di romanzi polizieschi hanno uno stile", "Le frasi celebri", "Un Autore da riscoprire", "Un po' di tecnica criminale", "I grandi investigatori", "La storia del romanzo poliziesco a puntate". etc.
    Sapevate, ad esempio, che il cognato di Arthur Conan Doyle ebbe successo con un libro giallo su un ladro? Conoscete la storia dell'investigatore cieco? Conoscete la storia di Krik-Robot, il primo investigatore a motore? Conoscete il libro "Voulez-vous tuer avec moi?" (Volete uccidere assieme a me?) in cui l'assassino sfrutta la voce della grande cantante francese Mireille Mathieu (un verso d'amore ripetuto!) per provocare una valanga e uccidere il malcapitato?
    Nella quarta di copertina del volume del 1980 si legge: L'arte di assassinare il prossimo - I crimini più ingegnosi, i più stravaganti, i più divertenti inventati dagli Autori di romanzi polizieschi. Un libro unico al mondo.
    Nel disegno di copertina della rivista del 1980 (che comprende gli anni 1978/79) sono raffigurati i tanti strumenti utilizzati per commettere un omicidio. Alcuni sono strumenti di uso comune che tutti abbiamo in casa a “portata di mano”: coltelli da cucina, forbici, etc.
    Per delitti d'impeto.

    Altri sono un po' più difficili da trovare in casa: funghi velenosi, accette, bombe, etc.
    Per delitti premeditati.

    Nel disegno di copertina del 1981 sono raffigurati, invece, oggetti appartenenti ad alcuni investigatori.

    Le armi del crimine e gli investigatori del crimine, dunque. Ci sono tutti gli ingtrdienti. Ovviamente l'assassino resta nell'ombra.

    Propongo di considerare queste due copertine come I due Manifesti del Romanzo Giallo.

    All'interno del volume del 1980 si trova l'articolo/recensione (pagine 166/169) dal titolo Jeu et symbolique des échecs dans le roman policier.

    Ne traduciamo alcune parti, le più interessanti: "La pratica degli scacchi eminentemente contemplativa e riflessiva, è stata spesso, per i detective dei romanzi polizieschi, la ginnastica intellettuale che ha consentito loro di prevedere, con due o tre mosse in anticipo, il possibile comportamento di un criminale. Per definizione, tali investigatori appartengono alla categoria dei "poliziotti detective" piuttosto che agli uomini d'azione di Peter Cheyney. Per trovare criminali, hanno bisogno del silenzio del loro ufficio. [...] Il gioco degli scacchi era così strettamente associato alla letteratura investigativa che la più famosa raccolta prebellica, L'empreinte, pubblicò in ogni volume un problema di scacchi. La soluzione veniva data nel numero successivo. Questa rubrica è stata curata dall'attuale Gran Maestro dell'Oulipopo, a cui dobbiamo una stupefacente soluzione al problema scacchistico posto (e non risolto) da Lewis Carrol in Alice nel paese delle meraviglie".


I libri del mese di ottobre -
Il cadavere ricoperto di foglie.


I libri del 4 e 5 ottobre. Con l'augurio
a François Le Lionnais, matematico e
grande esperto del gioco degli scacchi.



1) Michel Lebrun, (1930-1996) scrittore di gialli francese. Nel 1956 vinse il Grand prix de littérature policière per il romanzo "Pleins feux sur Sylvie". Membro fondatore dell'Oulipopo (ne parleremo a proposito di altre riviste francesi sul Giallo) assieme a François Le Lionnais, matematico, scacchista e appassionato di gialli.

Carmelo Coco 06/04/2019

Nota generale: Tutte le copertine dei libri (e pagine dell'interno) mostrate in questo articolo sono di proprietà dei rispettivi Autori/Editori.
In attesa dei chiarimenti del decreto attuativo della Legge n. 2 del 2008 (diritto d'autore) mi sono attenuto, per le immagini coperte da copyright, alle disposizioni del comma 1-bis articolo 70: “È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro”.
Le riproduzioni delle copertine (e disegni interni) sono a bassa risoluzione (300 dpi) di dimensioni non superiori a 350X500 con un velo particolare (applicato in fase di scansione) che le rende "non utili alla riproduzione a stampa" e, pertanto, non commercializzabili.