Coppie regali alla corte di Caissa

di Tim Redman




    George e Vivian hanno case a Detroit e a Boca Raton. Cominciarono a collezionare scacchi nel 1962. George è un dottore di famiglia e fu VicePresidente dell'Associazione American Family Medicine.
    Tipico dell'energia giovanile di questo vecchio gruppo, egli continua a praticare ed è professore della medicina per le famiglie. George sottolinea che per collezionare occorre avere la più completa partecipazione della propria moglie.
    I Dean collezionano anche arte dell'ultimo ottocento e del novecento e hanno quadri di Monet, Renoir, Picasso, Warhol e Lichenstein. George mi disse che se non avesse deciso medicina sarebbe stato uno storico dell'arte. Essi guardano sopratutto alla qualità nei set di scacchi. L'editore Abrams pubblicherà fra breve un libro sulla loro collezione.

    Frank e Gwen Camaratta.
    Anni fa Frank disegnò una riproduzione dei set Jacque (utilizzando disegni d'ingegneria)e ebbe autorizzazione da Jacque di produrli. Ha una collezione di 700 set antichi. La più grande collezione di Jacque nel mondo. Al momento sta lavorando a un libro che sarà l'ultima parola sui set Staunton.
    Alla quarta o quinta volta che si vedevano prima di sposarsi, Gwen entrò incidentalmente nel mondo del suo collezionismo lasciando cadere un taazzone del caffè su di un pedone d'avorio, appartenente a un raro antico set, che lui stava lavando nel lavandino di cucina; il pedone si frantumò in modo irreparabile. Si sposarono egualmente. Frank mostrò il vero spirito del giocatore di scacchi sacrificando un pedone per vincere la combinazione.

    Floyd e Berenice Sarisohn.
    Berenice fu la prima a collezionare scacchi nella famiglia Sarisohn: diede a Floyd quale regalo di fidanzamento un set di scacchi nel 1952. Suo fratello che era di stanza in Giappone gliene diede un altro e i genitori di Berenice regalarono alla coppia un altro ancora. Questi regali portarono il numero dei set a tre, come richiesto per essere considerato collezionisti. Ora essi hanno più di 1400 set dislocati in tutte le camere della loro casa. I Sarisohn hanno deliziato il gruppo facendosi vedere nei costumi da loro disegnati di Re e Regina, facendosi fotografare una dozzina di volte. I costumi poi sono stati messi all'asta alla cerimonia d'investitura al Hall of Fame per il GM Joel Benjamin, Larry Christiansen e Nick de Firmian, il direttore del museo di scacchi dal 1952. Al Lawrence fece gli elogi ai Sarisohn e ai Camaratta per il loro significativo contributo al museo.
    I Sarisohn sono anche i curatori del Museo di scacchi di Long Island di New York.

    Billy e Hope Levene.
    Billy, con i suoi novanta e passa anni, èun dentista ancora praticante, e a giudicare dai suoi commenti sul campionato Seniores US, un forte giocatore.
    Hope, una deliziosa compagna di cena e una conversatrice ai banchetti, è specializzata in un genere di set che ha lei stessa creato: quelli “messi insieme”. I Levene hanno una delle cinque vetrine di scacchi che sono state messe in mostra nella Hall. Billy, che sa bene il francese, ha aiutato a porre le domande a Pozzi dopo il suo discorso e a fornirne le risposte. In un viaggio a Copenhagen nel 1959, (i Levene viaggiano in tutto il mondo), Hope vide un certo numerto di statuette che avrebbero potuto essere messe insieme per formare un set di scacchi. Da qui nacque la sua passione per i set messi insieme.

    Rodolfo e Milly Pozzi.
    Entrambi sono cresciuti a Como e ora hanno casa in Svizzera, cosa non tanto difficile visto che Como dista pochi km dalconfine Svizzero. Rodolfo è un dirigente in pensione che ha pubblicato recentemente un bellissimo libro”Scacchi:giochi da tutto il mondo” con Gianni Bini, sul collezionismo di scacchi, una attività che incominciò nel 1963. Milly ha una galleria d'arte a Como. Lui è stato un buon giocatore, ma quando si è sposato 40 anni fa ha lasciato gli scacchi per il collezionismo, facendo così nascere il detto che circolò tra i suoi amici “Povero Pozzi, ha lasciato gli scacchi per la Dama”. Milly era tuttavia preparata: la sua tesi universitaria era sulla psicologia dei giocatori di scacchi.


Scacchi ed estetica


    I giocatori di scacchi vedono i pezzi come una serie di vettori che esauriscono la loro forza nel tempo; per loro il set è quasi del tutto irrilevante, semplicemente un segno convenuto per determinare una posizione.
    Invece i collezionisti guardano al materiale e all'estetica dei pezzi, il set stesso è l'oggetto della loro attenzione.
    Il gruppo del CCI tende dividersi in due categorie: collezionisti e giocatori/collezionisti, come Frank Camaratta, Billy Levene, Rodolfo Pozzi e Gareth Williams che sono esempi di questa ultima categoria. I set di scacchi hanno una varietà di stili: rappresentativo(figurativo per i collezionisti), astratto, naif, primitivo, folcloristico, kitsch, bizzarro divertente, erotico, concettuale. I set possono anche incorporare “oggetti trovati”, questo quanto mai vividamente illustrato da Hope Levene nel sottogenere dei set “messi insieme”. Inoltre la prevalente metafora che gli scacchi siano una lotta tra due parti porta il disegno dei set alla rappresentazione di qualsiasi attività agonistica. La più ovvia è la guerra, dal momento che gli scacchi sono un gioco di guerra. Ma anche altri tipi di lotta possono suggerire temi scacchistici come “Falchi contro Colombe”,”Capitalismo contro Comunismo” ”Guelfi contro Ghibellini”.
    Infine il materiale utilizzato è importante per i collezionisti. L'avorio di mammut sembra essere oggi la scelta del materiale più prezioso, ma dato che è molto caro ogni artistica innovazione è realmente scartata. Il riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacci nelle latitudini nordiche, in particolare in Russia, porta letteralmente alla luce scheletri di mammut. Dato che la specie si è estinta decine di migliaia di anni fa, le restrizione internazionali sull'uso delle zanne degli elefanti non si applicano. Questi set sono intagliati in modo squisito ma il loro disegno è convenzionalmente rappresentativo dato il materiale è troppo costoso per azzardare disegni avant garde.
    Al lato opposto in fatto di materiali c'è il set di Alessandro Traina, descritto da Milly Pozzi nel suo intervento alla conferenza e ripreso quale articolo nel testo del catalogo del Convegno. Traina utilizza ferro, magneti, e carta piegata o attorcigliata per enfatizzare nuovi materiali al servizio di una nuova visione estetica. Altri materiali per i set comuni includono l'avorio antico, il legno, la pietra, il corno, la giada, l'ambra, il bamboo, la ceramica, l'acrilico, metallo e plastica. Valore aggiunto al collezionismo di scacchi è anche una narrativa d'accompagnamento al set (per esempio, una lettera che testimoni che una volta il set apparteneva a Frank Marshall) o una tematica (un collezionista di Walt Disney può essere appassionatamente interessato nel set Cargo Disney ma per nulla interessato ad altri set in generale). Infine valore può essere aggiunto da intagliatori che fanno parte di una tradizione di buon scultura come quella cinese o giapponese. Per illustrare quanto voglio dire, mi focalizzerò su un set della collezione Dean che mi ha affascinato(forse perchè sto insegnando in un seminario di letteratura e arti del periodo prima guerra mondiale). L'artista era un prigioniero di guerra e il set rappresenta la Francia contro la Germania, ove il Re dei francesi è Raymond Poincaré e il Re tedesco il Kaiser Guglielmo II; i pezzi sono altamente idealizzati rappresentando i valori del loro tempo e cultura. La genialità sta nella scelta dell'artista di proporre dei pezzi di legno grigio fango e di legno marrone fango per riprendere le condizioni ambientali della effettiva battaglia ove un fronte di 400 miglia era attraversato da 25.000 miglia di trincee e la effetiva perdita di vite superò gli 8 milioni di uomini. Il creatore del set sovverte la retorica ufficiale dei due governi sulla gloria del sacrificio usando un rapporto ironico tra i valori professati dai leaders, mostrati nelle loro effigie, e l'attuale sofferenze nelle trincee con la scelta dei colori dei materiali .


La Conferenza


    Il programma della conferenza, splendido libro curato da Israel Raphaelli e dalla sua adorabile moglie Remi e destinato a diventare esso stesso oggetto da collezione, è stato dedicato alla memoria di Ralph Kent, socio CCI e appassionato giocatore.
    Kent lavorò per Walt Disney e lo stesso Disney gli insegnò esattamente come doveva disegnare Mickey Mouse; dopo la morte di Disney egli divenne “il custode del Mouse”. Suo figlio diede un encomio nella prima parte della conferenza; disse che per suo padre “il lavoro erano una gioia”. Kent disegnò un set di scacchi su un motivo di Disney, ilCargo Disney che venne prodotto nel 1998 in 750 esemplari.
    Alla tribuna degli oratori venne poi Ron Fromkin che diede una illustrazione dei materiali vari impiegati nei set quali l'osso e l'avorio ed altri ancora, a cui seguì, nel pomeriggio, una egualmente interessante informativa su come riparare i set. Tony Raynes parlò sui “set in porcellana inglese”. Non ebbe la pretesa di essere un esperto in materia ma è un appassionato dilettante con una storia avvincente.
    Milly Pozzi presentò “Gli scacchi nell'arte contemporanea: due nuovi set” e mostrò due set disegnati da Alessandro Traina e da Andrea Branzi, due artisti reputati tra i maggiori italiani contemporanei. Il set di Branzi mi ha particolarmente colpito avendo un disegno incisivo che acquisterà importanza una volta che sarà prodotto nella limitata produzione di dodici set(www.millypozziarte.it). Un buon complemento al discorso di Milly Pozzi è stato l'intervento di Oscar D'Empaire con una notevole presentazione video di scacchi ed arte, così come documentata da una mostra a Maracaibo, Venezuela, nel Fine Arts Center.
    Rodolfo Pozzi ha parlato su “Torri come mezzi di trasporto negli scacchi della Mongolia”. Il suo intervento è stato più che mai dotto. L'esame di più di 200 set gli ha consentito di presentare una seria indagine sulla antropologia culturale della società mongola nei diversi secoli. Al museo abbiamo sentito Frank Camaratta disertare sull'origine della mossa del Cavallo, un impeccabile esempio di logica deduttiva alla Sherlock Holmes, se gli si concede la premessa che il gioco venne inventato da un individuo che decise che lui o lei necessitavano di sei pezzi con una unica mossa.
    Hope Levene fece un vivace intervento su un suo proprio tipo di set: quelli “messi insieme”. Yuri Averback ci offrì un affascinante profilo psicologico di quattro tipologie di campioni mondiali di scacchi: gli assassini, i combattenti, i giocatori e gli sportivi.

[Traduzione di Gianfelice Ferlito]