Citazioni - Carmelo Coco



L'intervento salvifico di Nostrre-Dame, in Miracle de Théophile di Rutebeuf


    Rutebeuf (1230 ca. - 1285 ca.) è uno dei più importanti poeti francesi del XIII secolo. Della sua vita si conosce pochissimo. Tra le sue opere maggiori ricordiamo il lavoro teatrale Miracle de Théophile (1) e i versi di Poèmes de l'infortune.
    Nel suo modo di operare, simile a quello di Dio ma inverso, il Diavolo sbeffeggia il patto tra Dio e l'uomo scolpito nelle tavole della Legge e pretende un contratto scritto e firmato. Le differenze tra i due patti sono evidenti. Eppure, anche il patto con il Diavolo può essere sciolto: con il pentimento e l'intercessione della Madonna. Ed è solamente la Madonna che può pretendere ed ottenere la restituzione del patto scritto tra l'uomo e il Diavolo. Restituendolo al firmatario il patto diventa completamente inefficace. E' questa la storia del Miracle de Théophile narrata da Rutebeuf che prende spunto da leggende greche sulla vita del vicario di Dio Théophile.
    Le miracle de Théophile è una commedia in un atto i cui personaggi più importanti sono: Nostrre-Dame (la Madonna), il vescovo, Théophile, Sathan (il Diavolo), lo stregone Salatins.
    L'atto comincia con un lungo monologo/lamento accorato di Théophile. Il vescovo gli ha tolto il vicariato, gli ha dato scacco e, poi, lo ha rinchiuso nell'angolo della scacchiera e gli ha dato matto. Il Vescovo agisce per nome e per mano di Dio ed è di Dio che Théophile si lamenta per questa presunta ingiustizia. E' a Dio che Théophile si rivolge. Lo ha sempre glorificato, ha fatto opere di bene, ha aiutato i poveri.

Ahi! ahi!
Diex, rois de gloire,
Tant vous ai éu en memoire,
Tout ai doné et despendu,
Et tout ai aus povres tendu,
Ne m'est remez vaillant un sac.
Bien m'a dit li evesque: «Eschac»,
Et m'a rendu maté en l'angle;

    Con l'aiuto dello stregone Salatins chiede di incontrare il Diavolo per sottoscrivere un patto. L'appuntamento viene fissato. Théophile è titubante, si chiede cosa farà la sua povera anima ma poi pronuncia le seguenti scellerate e terribili parole e decide di non servire più Dio:

Ha, laz! que porrai devenir?
Bien me doit li cors dessenir
Quant il m'estuet à ce venir.
Que ferai, las!
...
Que fera ma chetive d'ame?
Ele sera arse en la flame
D'enfer le noir.
M'aura Diex issi estrangié
De sa meson,
Et ci aura bone reson.
Si esbahiz ne fu mès hom
Com je sui, voir.
Or dit qu'il me fera ravoir
Et ma richece et mon avoir,
Jà nus n'en porra riens savoir:
Je le ferai.
Diex m'a grevé, je l' greverai;
Jamès jor ne le servirai,
Je li ennui;
Riches serai, se povres sui;
Se il me het, je harrai lui:

    Il Diavolo promette il massimo aiuto a Théophile e gli ingiunge di unire le mani per diventare un suo servitore:

Or joing Tes mains,
et si devien mes hom:
Je t'aiderai outre reson.

    Poi gli chiede di dargli il patto:

De toi aie lettres pendanz,
Bien dites et bien entendanz;
Quar maintes genz m'en ont sorpris
Por ce que lor lettres n'en pris:
Por ce les vueil avoir bien dites.

    Téophile ha pronta la lettera del patto

Vez-les ci, je les ai escrites.

    Come sapremo alla fine della commedia, il patto non è solamente siglato con il sangue ma è scritto interamente con il sangue: De son sanc les escrist. E' una importante innovazione rispetto alla leggenda Greca. Prima bastava la sola firma con il sangue.
    Ben presto Théophile si pente, teme per la sua anima. Prega la Madonna con accorate parole. La Madonna intercede e interviene facendosi restituire il patto dal Diavolo. Restituendo la lettera a Théophile lo libera e compie il miracolo.

Nota:
1) In Italia è strato pubblicato con il titolo Rutebeuf Il miracolo di Teofilo da Edizioni il cantiere 1966, traduzione di Don Renato Laffranchi.

[Tratto dal volume "Citazioni" - Traduzione dal francese di Carmelo Coco] Copyright: Carmelo Coco.