Citazioni - Carmelo Coco



Gli scacchi: scudo e arma, in Percival di Chrétien de Troyes


    Chrétien de Troyes è un poeta medioevale in lingua d'oïl e compositore di canzoni amorose. E' noto, soprattutto, per cinque romanzi cavallereschi, scritti tra il 1160 e il 1190: Lancelot ou Chevalier a la charrete; Erec et Enide; Perceval le Gallois ou Conte du Graal (1); Yvain ou Chevalier au lion; Cligès.
    Nel Percival la parte scacchistica è davvero sorprendente ed è stata riassunta nel titolo.
    Nel racconto, il cavaliere Gauvain combatte all'interno della torre contro gli assalitori. Deve difendere se stesso e la Dama.
    Gauvain prende una scacchiera come scudo e dice alla Dama: Amica mia, è inutile che mi cerchiate un altro scudo, questo mi basterà.

(Gauvain prit un échiquier en guise de bouclier et déclara: - Mon Amie, il est inutile que vous alliez me chercher un autre écu, celui-là me suffira).


    Gauvain, poi, rovescia sul pavimento i pezzi degli scacchi: essi sono dieci volte più grossi dei pezzi normali e sono fatti di duro avorio.

(Il renversa sur le sol les pièces du jeu d'échec: elle étaient dix fois plus grosses que les pièces habituelles, et faites d'un ivoire plus dur).


    Gauvain pensa di essere, ormai, capace di difendere l'ingresso della torre. Egli dispone di Excalibur, la migliore spada che sia mai esistita, capace di tagliare il ferro come se si trattasse di legno (Désormais Gauvain pensait être capable de défendre la porte de la tour contre quiconque, car il avait à son côté Escalibor, la meilleure épée qui eut jamais existé; elle tranchait le fer aussi facilement que le bois).
    Con la spada magica, lo scudo (la scacchiera) e i pezzi degli scacchi egli ha tutte le armi per poter difendere l'ingresso della torre.
    Gauvain combatte contro gli assalitori che sfondano la porta a colpi d'ascia (Les assaillants démolissaient la porte à grand coups de haches ... mais Gauvain ... il la défendait bien. Le premier à entrer fut honoré d'un si bon coup d'épée que ceux qui suivaient, terrorisés, n'osérent avancer).
    La Dama, con grande collera, getta sugli assalitori i pezzi degli scacchi che aveva raccolto.

(La demoiselle, dans une grande colère, jetait sur eux les pièces du jeu d'échec, qu'elle ramassait sur le dallage).


    Gauvain e la sua compagna si difendono di bene in meglio, gettando sugli assalitori i grossi pezzi degli scacchi. Parecchi assalitori arretrarono in fretta, non potendo sopportare le contusioni che gli scacchi infliggevano loro.

(Gauvain et sa compagne se défendirent de mieux en mieux en jetant sur les assaillants les grosses pièces du jeu des échec. Plusieurs reculèrent en hâte, ne pouvant supporter les contusions que les échecs leur infligeant).


    Immaginate il cavaliere Gauvain, armato della magica Excalibur, che lotta a colpi di spada contro gli assalitori mentre nella mano sinistra regge lo scudo, lo rotea e con quello si ripara dai colpi. Uno scudo che non è altro che una scac7chiera. Non il falco è raffigurato su quello scudo ma un'alternanza di quadrati bianchi e neri.
    Immaginate la Dana che dalla torre lancia - prima da sola e poi assieme a Gauvain - i grandi e pesanti pezzi degli scacchi.

Nota:
1) Pubblicato in Italia da Sansoni nel 1970 con il titolo Chrétien de Troyes: romanzi (riporta pure Erec e Enide, Cliges, Lancillotto, Ivano). Traduzione di S. Pellegrini.

[Tratto dal volume "Citazioni" - Traduzione dal francese di Carmelo Coco] Copyright: Carmelo Coco.