Citazioni - Carmelo Coco



La drammatica partita a scacchi nella notte di San Giovanni, in Tristan et Iseut di Thomas d'Angleterre


    Thomas d'Angleterre (o Tumas de Britanie) (1150 ca. - 1200 ca.) scrittore anglo-normanno.
    Del suo manoscritto Tristan et Iseut, 1170 (1), sono rimasti solo dei frammenti.
    Nel frammento denominato La nuit de la Saint-Jean troviamo un breve riferimento agli scacchi.

Tristano è figlio di Rivalen (re di Loonois) e di Blanchefleur (la sorella del re Marc signore di Tintagel). Il padre di Tristano muore in battaglia prima della sua nascita e la madre muore di parto. Il nome Tristano ricorda l'infausto e triste giorno della sua nascita. Allevato da Gouvernal egli apprende l'arte delle armi, della caccia e del canto. Tristano, fatto cavaliere dal re suo zio, affronta in duello il gigante Morholt che minaccia il regno. Riesce a sconfiggerlo e ad ucciderlo ma resta ferito. La spada del gigante era avvelenata e Tristano è certo della morte. Si imbarca con le sue armi e la sua amata arpa nella speranza di trovare una morte rapida in mare. La barca arriva in Irlanda. La regina lo salva e in cambio Tristano insegna alla figlia, Iseut, l'arte dell' arpa. La regina d'Irlanda è la sorella del gigante ucciso da Tristan ed egli è costretto ad assumere una diversa identità sotto il nome di Tantris. Guarito, Tristano ritorna in Cornouailles. Il re Marc ha intenzione di sposarsi e lo incarica di ritornare in Irlanda per chiedere in sposa Iseut. Appena sbarcato in Irlanda Tristano apprende che un drago ha rapito Iseut e che la madre ha promesso la sua mano a chiunque la libererà. Tristan uccide il drago e libera la fanciulla. Egli ha così il diritto di sposare Iseut, ma Tristan spiega al re d'Irlanda che è venuto a portare la proposta di matrimonio da parte di suo zio, il re Marc. La madre di Iseut, vedendo la figlia triste e indecisa, affida alla sua cameriera, Brangien, una pozione magica. La dovrà far bere al re Marc e ad Iseut per suscitare in loro un amore eterno. Tristan e Iseut s'imbarcano per la Cornouailles. Sulla barca Tristan e Iseut giocano a scacchi.

Déjà le soleil était entré dans le signe du Cancer. C'était la veille de la Saint-Jean. Dès l'heure de tierce, la chaleur s'était levée sur la mer et le vent était tombé, et l'après-midi il y avait une telle chaleur dans l'air que mariniers, chevaliers, hommes et femmes gisaient et dormaient, tant ils se sentaient las et épuisés. Tristan jouait aux échecs avec Iseut sous la tente. Il eut soif. Il appela une meschinette: "Va dire à notre chambrière Brangaine, fait-il, de nous apporter à boire". La meschinette court à la chambrière; et elle la trouve couchée sur une natte et à moitié endormie. Brangaine l'envoie chercher une coupe, elle-même va la remplir dans la soute et l'apporte à Tristan. Et Tristan l'offre à Iseut, en disan: "Belle Iseut, buvez ce breuvage". Iseut boit une gorgée et tend la coupe à Tristan qui la vide à son tour d'un trait. Aussitôt il regarde Iseut d'un air égaré, et l'émoi et la frayeur se peignent sur la figure d'lseut. Qu'ont-ils fait? Hélas! ce n'est pas le vin de la réserve qu'ils ont bu, ce n'est cervoise ni piquette, mais le boire enchanté que la reine d'lrlande a brassé pour les noces du roi Marc Brangaine est saisie d'un terrible doute; elle s'enfuit éperdue. Die! si elle s'était trompée! Elle se hâte de descendre dans la soute: elle voit le tonneau de boire herbé à moitié vide: "Malheur, malheur à moi! s'écrie-t-elle. Tristan, hélas! Hélas! Iseut ! Vous avez bu votre destruction et votre mort!".

Già il sole era entrato nel segno del Cancro. Era la vigilia di San Giovanni. Fin da l'ora terza, il caldo si era levato sul mare, il vento era caduto, e nel pomeriggio c'era un tale caldo nell'aria che i marinai, i cavalieri, uomini e donne giacevano addormentati, tanto si sentivano stanchi ed esausti. Tristano giocava a scacchi con Iseut sotto la tenda. Ebbe sete. Chiamò una serva "Vai a dire alla nostra cameriera Brangaine, di portarci da bere". La serva corre dalla cameriera e la trova distesa su una stuoia e semi addormentata. Brangaine la manda a cercare una coppa, lei stessa va a riempirla nel deposito e la porta a Tristano. E Tristano l'offre a Iseut, dicendole: "Bella Iseut, bevete questa bevanda." Iseut beve un sorso e porge la coppa a Tristano, lui vuota la coppa. Subito guarda Iseut con un'aria smarrita, ed il turbamento e lo spavento si disegna sul volto di lseut. Che cosa hanno fatto? Ahimè! quello che hanno bevuto non è il vino della riserva, non è birra né vinello, ma la bevanda magica che la regina di lrlanda ha preparato per le nozze del re Marc! Brangaine è assalita da un terribile dubbio; fugge sconvolta. Dio! e se si fosse sbagliata! si affretta a scendere nel deposito: vede il contenitore della pozione magica vuoto a metà: "Disgrazia, disgrazia a me! esclama. Tristan, ahimè! Ahimè! Iseut! Avete bevuto la vostra distruzione e la vostra morte!".


L'effetto della pozione è irreversibile e non esistono antidoti. Tristan e Iseut non riusciranno a vincere la potenza della bevanda magica e diventeranno amanti. Questo segnerà il loro destino.

Nota:
1) Tradotto moltissime volte in lingua italiana. Citiamo: Thomas - la morte di Tristano e Isotta: prima versione italiana del poema antico francese di Thomas edito dalla Fussi nel 1952 (in copie numerate e con tiratura limitata).

[Tratto dal volume "Citazioni" - Traduzione dal francese di Carmelo Coco] Copyright: Carmelo Coco.