A CATANIA IL CONGRESSO ITALO-FRANCESE CCI 2009

Rodolfo Pozzi






   Il congresso italo-francese della Chess Collectors International si è svolto a Catania dal 16 al 18 ottobre 2009. E' stata scelta la Sicilia per rispondere alle richieste dei collezionisti di scacchi stranieri che, da tempo, desideravano visitare la nostra bella isola. Organizzato dai catanesi Carmelo Coco e Gregorio Granata e da Rodolfo e Milly Pozzi, il meeting ha visto la partecipazione entusiasta di 24 collezionisti: gli italiani Carmelo Coco, Gregorio e Maria Granata, Santo Spina, Diego e Angela Spinelli, Francesco Belladonna, Rodolfo e Milly Pozzi; i francesi Patrice e Annie Plain, Jacques e Michèle Lamy; i tedeschi Thomas e Blondie Thomsen, Franz-Josef e Rosemarie Lang, Franz e Wilma Schoiber, Jens-Frieder e Ines Mükke, Manfred Eder; gli inglesi Tony e Gillian Raynes (fig. 1).


Fig. 1 - I congressisti nel Roof Garden dell'Hotel UNA Palace di Catania, sede del congresso.



   Durante la cena inaugurale, i tre Presidenti CCI, l'italiano Rodolfo Pozzi, il francese Patrice Plain e l'internazionale Thomas Thomsen (fig. 2), hanno dato il benvenuto ai congressisti.


Fig. 2 - I Presidenti CCI: Rodolfo Pozzi (italiano), Thomas Thomsen (internazionale) e Patrice Plain (francese).



   Il Consigliere catanese di CCI Italia Gregorio Granata ha fatto gli onori di casa, e ha portato il saluto del Past-President Massimiliano De Angelis (fig. 3), dopodiché si sono tenute sei interessanti relazioni.


Fig. 3 - Gregorio Granata legge il messaggio del Vicepresidente CCI Italia Massimiliano De Angelis, che non è potuto intervenire al congresso.



   Roberto Cassano, impossibilitato ad essere presente, ha fatto leggere "La sala delle scacchiere nel Palazzo dei Papi di Anagni" e "I quattro antichi pezzi degli scacchi di Albano" (fig. 4).


Fig. 4 - Diego Spinelli legge le relazioni di Roberto Cassano.



   Rodolfo Pozzi ha illustrato i "Bassorilievi di partite a scacchi dell'11°-13° secolo ad Angkor e in altri templi cambogiani" (fig. 5).


Fig. 5 - La relazione di Rodolfo Pozzi, da lui esposta in italiano e, da Tony Raynes, in inglese.



   Patrice Plain ha presentato "I giochi di scacchi del Mediterraneo" (fig. 6).


Fig. 6 - Patrice Plain espone il suo studio.



   Santo Spina: "Gli scacchi a Catania e provincia alla fine dell'Ottocento" (fig. 7).


Fig. 7 - La relazione di Santo Spina.



   Manfred Eder: "Proto pezzi di scacchi…", risultato di una ricerca in India dei pezzi dell'antico gioco del chaturanga, ossia gli "scacchi a quattro giocatori" (fig. 8).


Fig. 8 - La ricerca di Manfred Eder, esposta da lui in inglese e, in italiano, da Diego Spinelli.



   Dopo un giro turistico-culturale della città etnea, i congressisti hanno assistito, nel teatro "Le Ciminiere", ad uno spettacolo dei Pupi, le marionette tipiche della Sicilia che l'UNESCO ha ufficialmente riconosciuto come "Patrimonio Orale e Immateriale dell'Umanità". La Compagnia teatrale "Il Paladino" (fig. 9) ha rappresentato due pièces: la prima aveva un soggetto tradizionale, "Angelica a Parigi" (fig. 10).


Fig. 9 - Salvo Mangano, direttore della Compagnia teatrale "Il Paladino", manovra un Pupo.





Fig. 10 - Una scena di "Angelica a Parigi".



   L'altra era una sceneggiatura, intitolata "La tragica storia della baronessa Macalda Scaletta, la prima scacchista siciliana" (fig. 11), che Carmelo Coco ha appositamente preparato per i partecipanti al congresso e per il pubblico catanese che è intervenuto numeroso. Negli occhi di tutti è rimasta l'immagine di questo spettacolo, affascinante e unico al mondo.


Fig. 11 - Una delle partite a scacchi, giocate fra il 1284 e il 1289 tra la baronessa Macalda Scaletta, moglie del condottiero Alaimo da Lentini, e l'emiro tunisino Margan Ibn Sebir, entrambi incarcerati nel castello di Matagrifone di Messina. Le partite furono tutte vinte da Macalda, la prima scacchista siciliana.



   Macalda, baronessa di Scaletta, oggi Scaletta Zanclea, e del feudo di Ficarra (Messina), vissuta nel 13° sec. d. C., moglie del condottiero Alaimo da Lentini, fu imprigionata nel castello di Matagrifone di Messina, e giocò con l'emiro tunisino Margan Ibn Sebir, fra il 1284 e il 1289, alcune partite, vincendole tutte. Morì in carcere intorno al 1305.
   La Sala Etna dell'Hotel UNA Palace, sede del congresso, ha inoltre ospitato diverse mostre:"Fumetti a soggetto scacchistico italiani, americani e francesi" e "Scacchi, dame e cavalieri - Re, Regine, Nobili e scudieri" di Carmelo Coco, "Gli scacchi a Catania e provincia alla fine dell'Ottocento" di Santo Spina, "La tragica storia della baronessa Macalda Scaletta, la prima scacchista siciliana" in versi dialettali di Carmelo Coco e disegni di Noir, "Letteratura siciliana e scacchi: dai più antichi versi in dialetto siciliano sugli scacchi alla letteratura del Novecento", nonché un'esposizione di preziosi giochi e libri di scacchi di varie epoche da tutto il mondo, evento nuovo per Catania (figg. 12-14). L'affluenza del pubblico ha dimostrato la validità e l'apprezzamento della manifestazione.


Fig. 12 - Un tavolo con l'esposizione di giochi di scacchi.





Fig. 13 - In primo piano un pregvole playing set italiano in legno dipinto del 18° secolo.





Fig. 14 - Gioco turco in osso di cammello in stile "tulipano" del 19° secolo, su scacchiera egiziana.



   Nella successiva settimana, dodici congressisti, italiani e tedeschi, hanno preso parte al tour della Sicilia, durante il quale sono state visitate Piazza Armerina, Agrigento, Selinunte, Segesta, Palermo, Monreale, Cefalù, Taormina, Siracusa e Noto. Nel palermitano Palazzo dei Normanni, sul soffitto della magnifica Cappella Palatina, si è potuto vedere (con l'aiuto di un cannocchiale!) uno dei più antichi dipinti di una partita a scacchi, giocata fra due arabi con turbante accovacciati (fig. 15).


Fig. 15 - Il dipinto della partita a scacchi nella Cappella Palatina del Palazzo dei Normanni di Palermo.



   La pittura, a tempera su base lignea ricoperta a gesso, risale al 1143 d. C. circa, non molto tempo dopo l'introduzione del nostro gioco in Sicilia ad opera degli Arabi. E' stata segnalata e discussa dal grande Adriano Chicco, e successivamente ripresa da Gianfelice Ferlito (A. Chicco: "Gli scacchi in Sicilia",su Contromossa, 1981, n. 7; G. Ferlito: "Il primo dipinto al mondo di una partita a scacchi è in Sicilia", su Scacco!, aprile 1993, pp. 192-193, e http://www.cci-italia.it/sic.htm).