Viva il 1° Maggio!

Il pittore del Regno delle Due Sicilie





(Roberto C.)

   Parecchi anni fa, durante la Fiera Antiquaria del primo sabato e domenica di un mese estivo che più non ricordo, passeggiavo piacevolmente tra Piazza Grande, le altre piazzette e le stradine del centro storico di Arezzo, mi capitò di vedere su una delle tante bancarelle una stampa a colori con al centro un tavolino, una scacchiera ed alcuni pezzi.

   Purtroppo, ebbi l’occasione di osservare la scena riprodotta per pochissimo tempo perché il gruppetto di amici, all’approssimarsi dell’orario di prenotazione del ristorante, era già più avanti di me e non potevo attardarmi ulteriormente; oltretutto ricordo che quell’espositore stava mangiando nonostante fosse impegnato con un altro possibile acquirente, per cui non mi sono potuto fermare per chiedere informazioni come avrei voluto… riuscii soltanto a prendere il suo bigliettino da visita col numero telefonico ed una volta tornato a casa, qualche giorno dopo, chiamai più volte quel numero per il quale la solita vocina mi ripeteva che era inesistente o irraggiunbile

   Soltanto alcuni mesi dopo, tre o quattro, ricevetti un’inaspettata telefonata da un uomo adulto che, prima di tutto, voleva cortesemente sapere chi mai l’avesse chiamato proprio su quel suo numero che veniva utilizzato molto raramente… all’inizio non sapevo proprio cosa rispondere, poi accorgendomi del suo accento toscano, così come lui del mio romano, domandai:

    “Me scusi eh!, ma lei è per caso un commercianteeee?”

    “Non per caso, per bisogno: è il mio mestiere da più di cinquant’anni!”

    “Ma che venne de solito?”

    “Tutto, tutto quel che mi capita… ‘ose belle e anche brutte… ah, ah, ah! Ma solo ‘ose antiche, però!”

    “Quarche esempio?”

    “Stampe e disegni d’ogni tipo, difficilmente altro… ma il mercato non è più quello (antiquario) di una volta…”

   Provai a suggerire: “Venda anche su internet, magari su Ebay.it, magari potrò anch’io acquistare qualcosa!”

    “Se gli garba, ci penserà mia figlia… io ormai son rincitrullito!”

   Ci salutammo subito dopo che mi disse aveva venduto quella vecchia stampa del 1842 ad un francese e che proprio di quella stampa, come di pochissime altre, aveva anche una fotografia; me l’avrebbe fatta inviare da sua nipote Alexandra, studentessa all’Accademia di Belle Arti di Roma, che da bambina aveva giocato a scacchi alla scuola elementare del paese… aveva quel nome con la x e non con la doppia s (Alessandra) perché “la su’ mamma, la mi’ figliola, quando l’era in su’ dolce attesa lesse questo nome in un romanzo russo dove c’erano anche gli scacchi… Lei lo sà che in Russia in tanti giocano?”

   La sua giovane nipote l’aveva sicuramente messa nel suo computer e per questo, secondo lui, sarebbe anche passato del tempo prima di ritrovarla; trascorsero alcune settimane e quando arrivò, anche se non molto chiara, ne fui contento: si trattava di questa bella litografia a colori senza titolo.

Litografia a colori, senza titolo (?), Inc. Greppi, Imp. Bertauts, r. Cadet, Paris, 1842


   La litografia è francese (Imp. Bertauts, r. Cadet, Paris) ma l’incisore (Inc. Greppi) pare essere di origine italiana come tutti i personaggi di quest’ambiente sfarzoso; questi i nomi (da sinistra a destra) dei personaggi tratti dalla didascalia, forse ben identificati forse no: quasi sicuramente sono tutti italiani e in particolare appartenenti alla Nobiltà napoletana, molto vicina a quella del Regno delle Due Sicilie. Tutti, tutti tranne uno:
Luigi Marta, Conte di Chiaromonte, Gioatta Capece, Duchessa di Fragnito, Marchese di Toverena, Principe di Sannicandro, Il Gio ni Barracco, Principe di Torchiarolo, Principe di Sansevero.

   Luigi Marta (Napoli ?-?) è stato un eclettico napoletano del XIX secolo: allo stesso tempo pittore e drammaturgo (Giulia Malaspina, e La casa bianca del 1837, Il postiglione di Fondi del 1854, ecc.) per il quale a Milano, facevano gli elogi alle sue miniature esposte a Brera nel 1828 che ‘da tutte le altre spiccavano per certo fuoco di tinte e di composizione’.

La Farfalla. Giornale di lettere, arti e teatri, Milano 26 marzo 1829


   L’artista è quello quasi in disparte sul lato sinistro della scena col pennello nella mano destra che osserva; lui è l’unico che lavora e, per questo, soltanto a lui e per analogia a tutti i lavoratori del mondo diciamo “Viva il 1° Maggio!” mostrando altre due sue belle e variopinte immagini.

Luigi Marta, Costumi di Carnevale della Festa data da Sua Maestà, 20 Febbraio 1854, Reggia di Napoli


Luigi Marta, Festa nella casa dei Borbone, Napoli 1854



   Mentre a tutti gli altri presenti nella scena del 1842, seppur titolatissimi e nobili, lasciamogli almeno per oggi, le didascalie o poco più:

   Conte di Chiaromonte1, Duca Giobatta Capece Piscicelli, Duchessa di Fragnito D. Caterina Pinelli de’ duchi di Tocco, Dama di Corte di S. M. la Regina2, Marchese di Toverena3, Principe di Sannicandro (?), Il Gio ni Barracco (?), Principe di Torchiarolo (oggi in provincia di Brindisi)4 e il Principe di Sansevero (facile anche questa località, oggi in provincia di Foggia).

Litografia a colori, senza titolo (?), Inc. Greppi, Imp. Bertauts, r. Cadet, Paris, 1842, particolare


   In molte stampe e anche nei dipinti i pezzi degli scacchi sono piccoli, appena abbozzati, e spesso in posizione laterale risultando poco leggibili; in questo caso, invece, possiamo addirittura affermare che anche lo stile dei pezzi è italiano!

Antiporta e frontespizio Sopra il giuoco degli scacchi osservazioni pratiche dell’anonimo modenese, Del Rio, Milano 1831


   Per eventuali approfondimenti ALCUNE SERIE ITALIANE NON FIGURATIVE POCO CONOSCIUTE DEL ‘700 E DELL’800di Massimiliano De Angelis.



[1] Notizie in Giurisprudenza dell’ecc.mo r. Senato di Genova, ossia collezione dell’Avvocato Niccolò Gervasoni, Volume VIII, Anno 1832, Genova Tipografia Arcivescovile 1836.
[2] Notizie in Almanacco della Real Casa e Corte per l’anno 1826, Napoli Dalla Stamperia Reale e Almanacco reale del Regno delle Due Sicilie per l’anno bisestile 1840 e 1841, Napoli Dalla Stamperia Reale; Antonio Montalto (1756 † 1836) sposò Caterina Pinelli, duchessa di tocco che all’epoca di quella festa era vedova.
[3] Notizie in Indice degli Affari della "Real Commissione dei Titolidi Nobiltà" - Anni 1833 – 1860 conservati nell’Archivio di Stato di Napoli (TOVERENA (titolo di marchese di), ANNO 1857, VOLUME III, NUMERO 1195).
[4] Almanacco reale del Regno delle Due Sicilie per l’anno bisestile 1840, Napoli Dalla Stamperia Reale Gentiluomini di Camera di S.M. con esercizio.