BASSORILIEVI DI PARTITE A SCACCHI DELL'11°-13° SECOLO
AD ANGKOR E IN ALTRI TEMPLI CAMBOGIANI

Relazione presentata al Congresso italo-francese Chess Collectors International
Catania, 16-18 ottobre 2009

Rodolfo Pozzi



    La Cambogia è uno stato della penisola indocinese, che confina con la Tailandia, il Laos e il Vietnam. Nel 1953 si è resa indipendente dalla Francia, e, dopo varie vicissitudini, ha ripreso il nome di Kampuchea. L'antico Impero Khmer, che comprendeva la Cambogia e parte dell'attuale Tailandia, del Laos e del Vietnam, ha prodotto una meravigliosa architettura. Il capolavoro è il complesso di Angkor, composto da Angkor Thom, la "Grande capitale", iniziato nel 9° secolo d. C. e terminato nel 12°, e Angkor Vat, il "Tempio della città", eretto nella prima metà del 12°. Nel 1992 Angkor è stata inclusa dall'UNESCO tra i patrimoni dell'umanità.
    Il tempio di Angkor Vat è considerato l'edificio religioso più grande al mondo (fig. 1).


Fig. 1 - Il tempio di Angkor Vat.



    Passato dal culto induista a quello buddista, era stato invaso dalla foresta tropicale e gradualmente dissepolto. È il gioiello della Cambogia, e la sua stilizzazione figura sulla bandiera nazionale (fig. 2).


Fig. 2 - La bandiera della Cambogia, con Angkor Vat in evidenza.



    Gli innumerevoli bassorilievi, scolpiti nel gres, che adornano le pareti di Angkor, e di altri templi cambogiani, illustrano scene epiche, divinità, personaggi di alto rango, oppure la vita quotidiana con mercanti e giocolieri, imbarcazioni con coccodrilli e pesca di grossi pesci, e persino la lotta dei galli. A noi interessano le raffigurazioni di partite a scacchi: i giocatori sono seduti sui talloni intorno ad una tavola, che, anche se non è vista dall'alto, è la scacchiera (fig. 3).


Fig. 3 - - Bayon di Angkor Thom: partita a scacchi in un palazzo, in mezzo a innumerevoli altre figure.



    Finora erano note quattro scene scacchistiche, non pubblicate in Italia (Ellinghoven-Gruber 2003, pp. 95-96; Cazaux 2007°), ma io sono venuto a conoscenza di altre cinque, e le presento qui come novità.
    Iniziamo dalle scene conosciute.
    Bayon di Angkor Thom, galleria esterna sud, settore est (fig. 4).


Fig. 4 - Bayon di Angkor Thom: particolare della scena della fig. 3.



    In perfetto stato di conservazione è questo rilievo del 12°-13° secolo. In un palazzo, sotto un tendaggio tra due colonne, due persone sono intente al gioco, contornate da altre figure. Sulla scacchiera si evidenziano quattro pezzi, la cui forma richiama le sagome (fig. 5) di antichi pezzi indiani (Eder 2003 p. 64, figg. b 30-31).


Fig. 5 - Antichi pezzi indiani d'avorio.



    Preah Khan (a Nord-Est di Angkor Thom), frontone della galleria est (fig. 6). Il rilievo è datato 1191. La partita è giocata su un'elegante imbarcazione a forma di drago. La figura intenta al gioco, sotto il baldacchino, ha un portamento regale o divino.


Fig. 6 - Preah Khan di Angkor Thom: partita a scacchi su un'imbarcazione a forma di drago.



    Bayon di Angkor Thom, galleria esterna sud, settore est (fig. 7).


Fig. 7 - Bayon di Angkor Thom: una giunca, intorno alla quale si vedono uccelli, pesci e tartarughe. In centro, in alto, la partita a scacchi.



    Questa partita si svolge su una giunca, piccola nave dei mari e dei fiumi dell'Estremo Oriente, a fondo piatto con tre alberi e vele quadre di stuoia. Sulla scacchiera sono disposti cinque pezzi (i tre di destra sono consumati), e i due giocatori muovono le mani sopra di essi (fig. 8). Il bassorilievo è considerato del tardo 12° secolo.


Fig. 8 - Bayon di Angkor Thom: i due giocatori alla scacchiera. I tre pezzi di destra sono consumati.



    In una fotografia scattata qualche anno prima (fig. 9) tutti i pezzi sono ancora interi (Giteau 1976).


Fig. 9 - Bayon di Angkor Thom: la stessa partita in una foto precedente, nella quale si nota che i pezzi sono tutti interi.



    Angkor Vat, cinta sud. Questa è l'immagine più nota, della prima metà del 12° secolo, chiamata "Festa nautica di Dvaravati" (la città celestiale di Visnu), che si svolge su un grande battello mosso da rematori (fig. 10).


Fig. 10 - Bayon di Angkor Thom: partita a scacchi su battello.



    In una fotografia dello stesso bassorilievo scattata qualche anno dopo (fig. 11) si può vedere che, a causa del deterioramento della pietra, la scanalatura verticale si è allargata e taglia il braccio ed il volto del giocatore di sinistra. Il danneggiamento di incisioni, pitture rupestri e di altre opere d'arte conservate all'aperto è inevitabile nel tempo, per cui la documentazione fotografica ed iconografica è essenziale.


Fig. 11 - Bayon di Angkor Thom, la stessa scena fotografata qualche anno dopo: è evidente il deterioramento del gres.



    Allineati sulla scacchiera si distinguono sette pezzi (fig. 12). Il secondo da sinistra, il più piccolo, può essere interpretato come Pedone, e l'ultimo come Cavallo, la sola figura asimmetrica (Eder 2000, pp. 21; id. 2003 p. 28; Ellinghoven-Gruber 2003, pp. 111-112; Pozzi 2003, p. 6). Osservando bene la mano del giocatore di destra, si nota che le dita sollevano un pezzo appena catturato: i pezzi quindi non sono sette ma otto.


Fig. 12 - Particolare della scacchiera: la mano tiene un pezzo appena catturato.



    Le forme, abbastanza omogenee, di questi pezzi, sono simili a quelle usate anticamente nelle zone indo-persiana e siamese-cambogiana Nella fig. 13 si vedono otto pezzi di terracotta invetriata (.Eder 2000, pp. 21; id. 2003 p. 28; Ellinghoven-Gruber 2003, pp. 111-112; Pozzi 2003, p. 6), che l'analisi alla termoluminescenza dell'Istituto di Scienza dei Materiali dell'Università di Milano (2001) ha datato al 14° secolo d. C. Da sinistra possiamo identificare Re (cm 4,5), Donna (Ministro), Alfiere, Cavallo, Torre e tre Pedoni (Re e Cavallo hanno perso le prominenze). Queste otto figure sono quindi cronologicamente molto vicine, e straordinariamente somiglianti, a quelle del bassorilievo del 12°.


Fig. 13 - Otto pezzi di terracotta invetriata del 14° secolo: R (cm 4,5), D (Ministro), A, C, T e 3 P.



    Le fogge di alcune di esse, soprattutto della Torre, sono rimaste immutate nel tempo fino ai nostri giorni, come possiamo vedere nella serie ottocentesca siamese in corno di bufalo (le figure) e conchiglie (i Pedoni) della fig. 14 e in quella di legno del 20° secolo della fig. 16.


Fig. 14 - Serie siamese del 19° secolo in corno di bufalo e conchiglie: P, R (cm 5,8), A, C, T, P. I Pedoni sono conchiglie.



    Una somiglianza si nota con questi pezzi di legno indiani (fig. 15), anch'essi molto antichi (Eder 2003 p. 64, figg. d 33-34).


Fig. 15 - Pezzi antichi di legno indiani.



    Gli scacchi usati attualmente da tailandesi e cambogiani (fig. 16), per giocare anche sui bordi delle strade, hanno i Pedoni formati da dischetti convessi, già evidenziati in un disegno dal grande studioso Murray (1913, p. 114). Questi pezzi dimostrano la persistenza di alcune forme, rimaste immutate per quasi un millennio.


Fig. 16 - Serie di pezzi tailandesi di legno verniciato del 1967 (R cm 5,5), D (Ministro), A, C (il pezzo più alto, c. 6,8), T, P



    Arriviamo adesso alle scene scacchistiche della Cambogia finora a noi sconosciute (1).

(1) - Sono state gentilmente individuate e fotografate su mia richiesta, e corredante da preziose informazioni, dagli amici Danièle Maurice Ros, moglie dell'architetto cambogiano Borath Ros, responsabile del sito di Angkor e della delegazione cambogiana all'UNESCO, e Sopheat An, archeologo e suo assistente. Sono particolarmente grato a questi studiosi per la collaborazione, e ringrazio anche gli altri amici che mi hanno fornito fotografie e chiarimenti, Bernd Ellinghoven, Manfred Eder, Jean-Louis Cazaux, Massimiliano De Angelis e Giacomo Petazzi, ricordando che alcuni di questi rilievi sono molto difficili da fotografare, per la scarsa luce e perché situati a 3 metri di altezza.

    Pagoda d'Argento di Phnom Penh, galleria sud, parte est. Nella Pagoda d'Argento di Phnom Penh, capitale della Cambogia, c'è un dipinto murale su intonaco secco, induista dei primi anni del 20° secolo, che ritrae una partita a scacchi tra Hanuman, comandante dell'armata delle scimmie, e Nila, un generale (Nafilyan 1997, pp. 56-57). Come si legge nel poema epico Ramayana (il viaggio di Rama), scritto in sanscrito nel 4°-3° sec. a. C., le scimmie hanno aiutato Rama a riprendere la sposa Sita rapita dal demone Ravana, passando su una diga da loro costruita tra l'India e Ceylon (Sri Lanka).
    Bayon di Angkor Thom, galleria interna ovest (fig. 17). Questo bassorilievo, della seconda metà del 13° secolo, è molto rovinato, e oggi si intravedono appena i giocatori e la scacchiera. Maurice Glaize però, nella sua guida del 1963, riferisce che i pezzi si vedono: "È una scena nautica con giocatori di scacchi in una giunca riccamente decorata e contornata da barche e combattimento di galli" (Glaize 1963, p. 124).


Fig. 17 - Bayon di Angkor Thom: un'immagine di partita a scacchi, oggi quasi irriconoscibile.



    Baphuon di Angkor Thom, torre di entrata est, faccia est, lato nord (fig. 18).
    Il Mahabharata è il maggior poema epico indiano, scritto in sanscrito; è composto di 110.000 strofe e corrisponde, come mole, ad otto volte l'Iliade e l'Odissea messe assieme. L'elaborazione della forma pervenuta a noi (Enciclopedia Italiana Treccani) può essere circoscritta fra il 5°-4° secolo a. C. e il 4° d. C., ma sia il Mahabharata sia il Ramayana cominciarono a essere composti circa un millennio prima, e alcune leggende in essi contenute sono ancora più antiche (Macfie 2002).
    Il Mahabharata ha ispirato molte scene di Angkor e di altri templi cambogiani, e tre di esse rappresentano partite a scacchi. Nel contesto della lunga guerra fra i Pandava e i cugini Kaurava, sulla sinistra della parte superiore del bassorilievo della fig. 18, datato 1060 d. C., vediamo Yudhisthira, il primo dei fratelli Pandava, che, dopo aver perduto tutto, anche se stesso, si gioca ai dadi la moglie Draupadi (che, per un curioso malinteso, era divenuta la moglie dei cinque fratelli Pandava) e la perde. Il Mahabharata parla di partita ai dadi, ma gli scultori khmer, al posto dei dadi, hanno talvolta rappresentato gli scacchi, anche se questi, all'epoca della stesura del poema, non erano ancora stati inventati. Nella parte sottostante, Draupadi, trascinata nella sala da gioco dove il vincitore Duhsasana tenta di spogliarla, invoca Krishna, che fa sì che, più Duhsasana tira, più il sari di Draupadi si allunga, finché egli, stremato, deve fermarsi.


Fig. 18 - Baphuon di Angkor Thom: una partita a scacchi fra personaggi del Mahabharata., in alto, da sinistra: Yudhisthira, con aria afflitta perché ha perso la moglie Draupadi; un personaggio femminile dietro la scacchiera; Sakuni, che, abile nel barare, ha vinto in favore di Duhsasana. In basso Duhsasana, che tenta di spogliare Draupadi, e la stessa Draupadi.



    Phrasat Snoeung di Battambang, 150 km a ovest di Siem Reap, la città vicina ad Angkor (fig. 19). L'opera è del 10°-11° secolo, in un architrave sopra una porta, e ritrae la stessa vicenda. La terza persona da sinistra è una donna che sembra svestirsi, la quinta è il perdente che ha un gesto convenzionale di afflizione, mentre il vincitore tiene in mano qualcosa che brandisce con soddisfazione, evidentemente un pezzo di scacchi.


Fig. 19 - Phrasat Snoeung di Battambang: altra partita a scacchi con gli stessi personaggi della fig. 18.



    Preah Khan di Kompong Svay, 150 km circa ad est di Angkor (fig. 20). Anche in questo bassorilievo, del 12°-13° secolo, sono raffigurati gli stessi personaggi, con una decina di pezzi sulla scacchiera. Il tempio si trova in grande stato di degrado, al punto che ignoriamo se esista tuttora, o sia ancora in loco.


Fig. 20 - Preah Khan di Kompong Svay: la stessa scena di una partita a scacchi, come le due precedenti.



    In conclusione, abbiamo individuato quattro tipi di giocatori di scacchi:
altissimi personaggi, su imbarcazioni riccamente decorate: Preah Khan di Angkor Thom (fig. 6) e Angkor Vat (figg. 10 e 11);
notabili, o maggiorenti della città, comunque gente non ordinaria per le singolari parures, in palazzi: Bayon di Angkor Thom (figg. 3 e 4);
marinai o ricchi mercanti, nelle giunche: Bayon di Angkor Thom (figg. 7, 8 e 9);
eroi del Mahabharata: Baphuon di Angkor Thom (fig. 18), Phrasat Snoeung di Battambang (fig. 19) e Preah Khan di Kompong Svay (fig. 20).
    Il problema è capire se i pezzi scolpiti nei bassorilievi siano veramente scacchi. Le regole, saranno state un poco diverse, come pure lo sono in epoca attuale in queste regioni (Murray 1913, p. 115; Cazaux 2007b, pp. 6-7): i Pedoni, ad esempio, sono disposti inizialmente una traversa più avanti. In Tailandia si gioca oggi il Makruk e in Cambogia l'Ouk Chatrang (Ouk vuol dire scacchi in cambogiano e Chatrang deriva dal sanscrito Chaturanga), ma entrambi costituiscono un solo tipo di scacchi. Le forme a bulbo di alcuni pezzi di Angkor (fig. 12) sono molto simili a quelli di poco posteriori o a quelli ancora in uso in Tailandia e Cambogia (fig. 21). Quindi mi sembra di poter dire che i pezzi scolpiti nei templi cambogiani, se non sono veramente scacchi come i nostri, appartengano all'Ouk Chatrang, cioè al gioco di scacchi di questa nazione.


Fig. 21 - Una Torre del 14° secolo di terracotta invetriata e due del 19°: una in corno di bufalo e una d'avorio.




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