Marco Crucioli (Roma, 26 Gennaio 1942 – 27 maggio 2015)



Questa è una di quelle testimonianze che non si vorrebbero mai scrivere: ho visto per l'ultima volta il mio vecchio amico scacchista Marco Crucioli alla riunione problemistica di Roma sabato 24 gennaio 2015; eravamo insieme ad altri problemisti venuti anche da Perugia e Milano. Era vistosamente affaticato nella respirazione ma, ciò nonostante, non ha voluto rinunciare a quel piacere condiviso; purtroppo, proprio a causa di quel grave affaticamento è entrato in ospedale e, nonostante un’operazione chirurgica, non ce l’ha più fatta a riprendersi, allontanandosi per sempre dalla vita terrena dei suoi cari famigliari e da quella di tutti noi scacchisti italiani, in primis quelli del mondo del problema e del collezionismo.

Laureato in biologia, ha svolto per lunghi anni il ruolo di Direttore di un prestigioso laboratorio romano di analisi cliniche. Chi lo ha frequentato sa bene che poteva sembrare un ben educato “signore dell’Ottocento” e, comunque, una persona di cultura: discreto quanto basta, sempre pronto alla conversazione brillante, era considerato tra le ultime memorie storiche dello scacchismo romano.

Giocatore di Seconda categoria nazionale. Socio sostenitore dell’Accademia Scacchistica Romana non faceva mancare la sua presenza al Torneo sociale; ricoprì vari incarichi ed è stato anche l’ideatore e l’organizzatore di gare estemporanee di soluzione e dei mercatini scacchistici nei periodi natalizi ai quali partecipava la nostra sezione della Chess Collectors International; cosa probabilmente poco nota è che, verso la metà degli anni ’90 del secolo scorso, in un elenco provvisorio di collezionisti italiani, risultava già tra quelli con centinaia di libri e riviste. Chi lo frequentò e gli trasferì la passione per il collezionismo dei pezzi sa bene che era interessato anche ad altre curiosità scacchistiche oltre, ovviamente, i set Régence e Staunton, quasi sempre in legno e di buone dimensioni. Partecipò sempre con grande interesse ad eventi importanti, quali:
- la Conferenza di presentazione del libro “I fondamenti degli scacchi" di Capablanca ed il Seminario "Scacchi, scienza e arte del combattimento" presso la Sala Mostre della Biblioteca Alessandrina in Roma (10 febbraio 2000);
- il IX Congresso mondiale della Chess Collectors International di Firenze (giugno 2000) e alla mostra L'Arte degli scacchi, curata da Alessandro Sanvito;
- il 1° Congresso CCI-Italia di Roma nel 2001;
- il 5° Congresso CCI-Italia di Roma nel 2005.


Il campo scacchistico nel quale si è distinto maggiormente, sotto molteplici aspetti, è certamente la problemistica. Non è affatto un caso se già nel 1992, nella NUOVA ANTOLOGIA DEI PROBLEMISTI ITALIANI di Oscar Bonivento (Edizioni Scacco), gli furono riservate quattro pagine e la pubblicazione di dodici sue composizioni; le sue preferenze andavano alle fantasie che seguiva con interesse e per le quali auspicava un costante sviluppo anche in Italia. Sostenne economicamente numerose riviste sul problema di scacchi; per ogni pubblicazione di suo grande interesse era solito acquistarne più copie da poterle omaggiare con eleganza. Tutti i problemisti italiani sono a conoscenza che è merito suo se nacquero l’Accademia Romana Problema Artistico (lui stesso ideò l’acronimo A.R.P.A.) ed il suo Bollettino pubblicato dal 1993 al 1999. Oltre ad essere stato un buon compositore è stato anche un abile solutore: ottenne la categoria di Maestro Solutore nel 2004 e partecipò con merito alle gare di soluzione del 54° Congresso Mondiale della Composizione Scacchistica (Jesi, 20-27 agosto 2011), dove conobbe molti affermati compositori e solutori stranieri.

Voglio ricordarlo per sempre con in mano un cartoncino dove appuntava le tante cose delle quali voleva parlare nei nostri martedì pomeriggio durante i quali spesso mostrava i suoi ultimi acquisti scacchistici e qualche sua idea compositiva. Per ricordarlo al meglio non basteranno queste commosse righe: “Ciao Marco, che tu possa RIP tra miliardi e miliardi di pezzi di scacchi”.

Roberto Cassano