Il Grande Maestro Lothar Schmid non è più




    Nella sua Bamberg, il 18 Maggio 2013 Lothar Schmid ci ha lasciati dopo una lunga malattia. Lothar divenne presto Grande Maestro, ma la sua internazionale popolarità l’acquistò quando fu chiamato a dirigere il celebre match per il titolo mondiale fra Boris Spasskij e Robert James Fischer svoltosi in Islanda nel 1972.
    Ma Lothar Schmid, fin dalla giovane età, coltivò la passione di possedere libri di scacchi.
    Questo amore lo portarono a costruire la più grande raccolta privati di libri scacchistici, molti dei quali preziosissimi.
    Il Maestro tedesco è stato nella sua vita un gentleman d’altri tempi. Vi era in lui la nobiltà che comunemente si assegna agli scacchi che lui ha servito per tutta la vita; non se ne è mai servito per scopi che fossero diversi da quell’etica originaria.
    Da tempo ero in corrispondenza con lui, l’argomento ovviamente i libri di scacchi.
    Come molti studiosi di scacchi anche Lothar sapeva che l’Italia custudisce il più grande patrimonio scacchistico del mondo, che grazie alle ricerche del professor Fantacci di Roma divenne noto solo nella seconda parte del 1800. Manoscritti di straordinaria bellezza e di grande valore culturale.
    Subito celebri studiosi europei e americani vennero nel nostro Paese per studiare questi rarissimi codici.
    Naturalmente anche Lothar Schmid fu interessato a vedere quei tesori scacchistici; e proprio questa cirscostanza ci portò ad incontrarci di persona. Una giovane studiosa tedesca (Marion Faber) desiderava consultare alcuni di questi documenti e per venire nel nostro Paese chiese aiuto a Schmid, il quale domandò un incontro a Palladino, allora Presidente della F.S.I., che particolarmente sensibile al valore della cultura scachistica italiana organizzò l’incontro. Quell’incontro di Milano, ovviamentte, non fu l’unico. Ci incontammo molte volte a Londra, Monaco di Baviera, Parigi, Vienna, Kornick in Polonia etc. L’ultima volta fu a Valencia; stava bene, ed era, come sempre a conoscenza delle ultime pubblicazioni scacchistiche.
    Gli scacchi per noi due sono stati solo la circostanza che la vita ha voluto usare per farci incontrare; e fu rispetto reciproco, immediato, e la nascita di una amicizia che andrà oltre il tempo che ci è stato concesso.
    Lo ricorderò come uomo riservato, estraneo a qualsiasi forma di inutile esibizionismo, fu soprattutto umile, la caratteristica che spesso si associa alla grandezza. Lothar Schmid appartenne ad una generazione di studiosi di storia dgli scacchi di particolare valore; molti di essi non ci sono più e ora è lui che ci ha lasciati. Si dice che questa sia la vita; la mente forse l’accetta, il cuore mai!

Ecco il sole scompare

All’estremo orizzonte:

Scendon l’ombra e il silenzio

Sulle fatiche umane.



Alessandro Sanvito